Viva la Donna libera, autonoma e indipendente. Che a Giancarlo Cerrelli piaccia o no.

Dunque il Sig. Giancarlo Cerrelli, candidato a Crotone della Lega Nord (ah, no, scusate: il Nord l’hanno tolto dal nome, anche se resta nello statuto del partito con il progetto di secessione, ma il Sig. Cerrelli, evidentemente, questo non lo sa), non demorde e dopo aver  proposto il suo manifesto sulla dignità (sic!) della donna, nel quale entusiasticamente dice, in sostanza, che le donne debbono stare in casa a fare le mamme, insiste, anche in un’intervista, nel proporre la sua idea della donna e del ruolo che a suo parere ella deve avere nella società, ricicciando fuori la faccenda del “ruolo naturale”: alla donna, afferma, tocca procreare e assistere figli e marito. E se vuole realizzarsi anche in altri campi, deve chiedere il permesso a lui, al marito. Punto.

Ho già avuto occasione, in passato (https://www.cariatinet.it/naturale-sara-lei/) di mettere in evidenza che quando si vogliono fare dei discorsi del cavolo sarebbe il caso, la Natura, di lasciarla in pace: in effetti, quando la si tira in ballo, lo si fa, regolarmente, per riportare indietro di qualche decennio, se non di qualche secolo, l’orologio della Storia, oltre a farlo, di solito, in modo piuttosto disonesto e strumentale.

I preti dicono, per esempio, che l’omosessualità non è naturale (il che peraltro è falso) dimenticando che piuttosto assolutamente innaturale è il loro celibato, che non a caso provoca in molti di loro deviazioni verso la pedofilia, visto che la libido ce l’hanno anche loro e reprimendola la costringono a cercare vie di sfogo, anche quelle, ben poco naturali.

“Naturale”: questi signori che, riferendosi all’altro sesso si riempiono la bocca di questo aggettivo, se fossero onesti, dovrebbero semplicemente ammettere di voler riportare la donna al ruolo di “angelo del focolare” tanto caro ai difensori della supremazia maschile.

O se no, se proprio volessero rispettare il dettato della natura, non dovrebbero imporlo solo alle donne ma cominciare ad applicarlo su sé stessi: smettere di viaggiare in automobile, di usare apparecchi elettrici, di indossare abiti acrilici, di curarsi con gli antibiotici, di fare radiografie e analisi cliniche, di mangiare pane (una cosa innaturalissima, frutto com’è di innumerevoli manipolazioni), eccetera eccetera.

Il Sig.  Giancarlo Cerrelli, insomma, dovrebbe ricordarsi, e i suoi camerati con lui, che l’umanità ha smesso di essere una specie “naturale” nel momento stesso in cui ha scheggiato la prima selce ed ha acceso il primo fuoco: da quel momento, l’umanità è diventata una specie culturale.

Ma ho paura che sia una fatica improba, per il Sig. Giancarlo Cerrelli e i suoi camerati, non dico di ricordarsi, ma anche solo di capire il concetto di “specie culturale”.

Quando si dicono certe cose, infatti, si dimostra di avere, con la cultura, dei problemi molto seri.

Buon Otto Marzo a tutte le Donne: madri se lo vogliono e quando lo vogliono, senza che nessun uomo decida per loro cosa devono essere.

Insomma, libere, padrone di sé stesse e autonome.

Viva le Donne!

Giuseppe Riccardo Festa

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