VICENDA MERCATO ITTICO: IL COMUNE VINCE IL RICORSO PRESSO IL CONSIGLIO STATO

LA SEZIONE QUINTA HA ORDINATO LA SOSPENSIONE DI UNA SENTENZA DEL TAR CHE OBBLIGAVA L’ENTE A RISARCIRE UN’IMPRESA CARIATI – La telenovela del Mercato Ittico si arricchisce di una nuova puntata ma gli interpreti restano sempre gli stessi. La Sezione quinta del Consiglio di Stato, con ordinanza del 5 febbraio scorso, ha accolto l’istanza cautelare presentata dal Comune contro la Rti, impresa costituita dalle ditte individuali Costruzioni Torchia Cataldo e Tecnoimpianti C.R.E. srl. Raccapezzarsi nella vicenda non è semplice, tanti sono i ricorsi e i controricorsi, i pronunciamenti, le ordinanze, le sospensive e, non da ultime, le pressanti polemiche politiche che ha suscitato il pasticciaccio. In estrema e brutale sintesi, magari correndo il rischio di incorrere in qualche errore, proviamo a ricapitolare. Ad ottobre del 2011 il Comune bandisce una gara d’appalto per la realizzazione della struttura. L’importo, finanziato dalla regione, è di 1 milione e 357 mila Euro. La ditta Torchia si aggiudica l’appalto ed inizia immediatamente i lavori. Ma ecco l’intoppo: l’ufficio tecnico annulla, in autotutela, l’appalto, anche perché nel frattempo un’impresa che aveva partecipato alla gara propone ricorso: tutto da rifare. La ditta contestatrice si aggiudica l’appalto e così i lavori, finalmente, possono riprendere per ultimare la struttura entro il tempo, perentorio (agosto 2012) stabilito dalla Regione. Ed invece comincia la “guerra” a colpi di carta bollata e c’è pure il rischio, ma speriamo di no, che la Regione ritiri i quattrini sovvenzionati. L’ennesima ordinanza del Consiglio di Stato scaturisce dal ricorso in appello proposto dal Comune di Cariati avverso una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione prima) che aveva annullato gli atti impugnati e condannato il Comune al risarcimento del danno provocato alla ditta Torchia. Con quella stessa sentenza il Tar aveva disposto che i lavori, visto l’avanzato stato di realizzazione dell’opera restassero alla ditta Bruno. Bisogna comunque attendere la sentenza del Consiglio di Stato, la cui udienza è stata fissata al 12 novembre 2013. Rammentiamo che il progetto prevede una superficie coperta di 875 metri quadrati su due livelli; una sala asta di 190 metri quadrati; una sala per i controlli sanitari; celle frigorifero; produzione del ghiaccio; uffici bancari e direzionali; uffici per le cooperative; sala riunione; servizi igienici; box per i pescatori direttamente sulla banchina e molo di sopraflutto; 205 metri di catenaria per consentire un ormeggio sicuro a tutte le imbarcazioni ed un nuovo faro all’esterno. Il Mercato ittico rappresenta sicuramente un’opera di eccezionale interesse per tutto il territorio che potrà alleviare i disagi della disoccupazione dilagante e rilanciare il tradizionale e storico settore della pesca da cui dipende buona parte dell’economia locale.

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