Ho trascorso un fine settimana magico, in una Cariati capace di far sentire, ancora una volta, tutto il suo straordinario potenziale storico, artistico e culturale. Tra la festività di San Leonardo e la suggestiva rievocazione storica di Roberto il Guiscardo, ho respirato una bellissima atmosfera.
Quella di un paese vivo, accogliente, attraversato da turisti curiosi di scoprirne la storia, le tradizioni e l’identità. Vedere alcuni turisti passeggiare tra le bellezze di Cariati, ammirarne gli scorci, conoscere i suoi luoghi e assaporarne saperi e sapori, mi entusiasma.
Ma, soprattutto, mi fa pensare alle grandi potenzialità ancora da esprimere. Perché il turismo non deve necessariamente esaurirsi con la fine dell’estate. La storia, la cultura, l’enogastronomia, le tradizioni e gli eventi possono diventare, con programmazione e gradualità, il motore di una nuova economia del territorio, provando ad allungare la stagione estiva.
Questi giorni lo hanno dimostrato e speriamo anche le prossime festività natalizie. L’idea sarebbe anche quella di mettere su una mini programmazione di eventi invernali e/o primaverili da far arrivare comunicativamente anche i tradizionali proprietari di seconde case.
Quando il paese si anima, tornano le persone, lavorano le attività, si riempiono i locali, aumenta la curiosità e si rimette in moto un piccolo circuito economico che può diventare sempre più importante.
Cariati possiede tanto. Occorre mettere insieme queste ricchezze, costruire un calendario di appuntamenti, valorizzare il borgo e la marina, le tradizioni, l’artigianato, la gastronomia e creare motivi concreti per venire qui anche in autunno e in inverno. È come un fuoco che cova sotto la cenere e che, se alimentato nel modo giusto, può esplodere anche fuori stagione.
La sfida è trasformare singoli fine settimana di grande partecipazione in una proposta turistica continuativa. Perché esiste una Cariati spendibile d’inverno, capace di attrarre visitatori, creare economia e restituire fiducia a chi vive e lavora sul territorio.
Nicola Campoli
Views: 17

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.