Un solo spettatore su un’isola deserta

C'è tempo fino al 17 gennaio per fare domanda

Mi era sfuggita come notizia. È davvero carina e suggestiva. L’idea è di quelle che mi affascinano. Guardare sessanta film in sette giorni consecutivi su un’isola deserta. Si tratta di un esperimento sociale di distanziamento estremo, chiamato The Isolated Cinema, ideato dal Göteborg Film Festival.

Chi è appassionato del grande schermo potrà trascorrere una settimana, in totale isolamento, in un lussuoso albergo sull’isolotto di Pater Noster, al largo della costa occidentale della Svezia. Rigorosamente senza cellulare, computer e libri. A fare compagnia al prescelto saranno solo le sessanta pellicole selezionate dal festival. L’obiettivo è esaminare l’impatto dell’isolamento sull’uomo e il ruolo che può avere la visione di un film in solitudine.

C’è tempo fino al 17 gennaio per fare domanda. Una rassegna cinematografica che, da evento in cui gli assembramenti rappresentavano una consuetudine gioiosa poiché mezzo necessario per compiere appieno il rito della collettività, di unione tra tanti sconosciuti davanti a uno schermo diventa unica. Non più 160mila visitatori ma un solo spettatore, con a disposizione un biglietto di andata e di ritorno per la remota isola svedese di nome Hamneskär.

Più che una vera e propria isola, però, si tratta di un cumulo di scogli, circondati da macchie sparute di vegetazione strinata dal vento e dalle intemperie, con un faro nel mezzo riconvertito in hotel. Un hotel che, come va di moda oggi, viene definito ‘boutique’, cioè di lusso, un 5 stelle caldo e accogliente per combattere il gelo. 

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