TAGLI AI FONDI PER LE STRADE PROVINCIALI: PENALIZZATI 120 MILA KM DI VIABILITÀ SECONDARIA. COLPITA ANCHE LA CALABRIA

Antonio Loiacono

Un pesante colpo alle infrastrutture locali arriva dalla rimodulazione dei fondi destinati alla manutenzione delle strade provinciali e metropolitane, decisa dal Ministero delle Infrastrutture. Risorse già precedentemente assegnate vengono ora drasticamente ridotte nell’ambito della Legge di Bilancio e del Decreto Milleproroghe, generando forti critiche da parte degli enti locali e delle opposizioni parlamentari.

I fondi in questione erano destinati a interventi fondamentali per garantire la sicurezza e l’efficienza della rete stradale secondaria: rifacimento dell’asfalto, messa in sicurezza di ponti e viadotti, manutenzione di gallerie, installazione di barriere paramassi e segnaletica orizzontale e verticale.

Il quadro è particolarmente critico per il biennio 2025-2026: dei 500 milioni di euro previsti, ne restano disponibili soltanto 165 milioni, con un taglio netto di 385 milioni, pari al 70% del totale. Un drastico ridimensionamento che mette in difficoltà le Province e le Città metropolitane, chiamate a gestire oltre 120 mila chilometri di rete stradale che costituiscono l’ossatura della viabilità intercomunale in Italia.

La Calabria, in particolare, vede ridursi in modo significativo le risorse a disposizione. Dei 25,8 milioni di euro originariamente stanziati, ne restano appena 18 milioni, con una decurtazione di 7,8 milioni. Fondi che avrebbero dovuto finanziare lavori urgenti su tratti particolarmente critici, già segnati da anni di incuria e degrado.

Il segretario regionale del Partito Democratico, Nicola Irto, non ha nascosto la propria indignazione:

“Con questo taglio – ha dichiarato – il ministro Salvini condanna i nostri territori, già esposti a fragilità idrogeologiche e infrastrutturali, a un ulteriore isolamento. Ogni giorno i cittadini calabresi sono costretti a percorrere strade dissestate, pericolose, senza adeguata manutenzione. Il Governo, invece di investire sulla sicurezza viaria, continua a puntare su progetti irrealizzati e incerti come il Ponte sullo Stretto, utile solo a fini propagandistici.”

Una posizione condivisa anche dal deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, che ha sollevato la questione durante l’ultima seduta della Camera.

Alle critiche ha replicato in serata lo stesso Ministero delle Infrastrutture, con una nota diffusa alle agenzie di stampa:

“Smentiamo categoricamente che i fondi rimodulati per le Province siano stati dirottati verso il Ponte sullo Stretto, come erroneamente riportato da alcuni media.”

Tuttavia, un’ulteriore precisazione del ministro Matteo Salvini ha riacceso la polemica. Il leader della Lega ha dichiarato che parte delle risorse sottratte alla manutenzione delle strade provinciali saranno reindirizzate a Genova, per far fronte ai costi aggiuntivi legati a infrastrutture strategiche, tra cui il Terzo Valico ferroviario.

Intanto, le Province e le Città metropolitane lanciano l’allarme: senza fondi adeguati, sarà impossibile garantire la sicurezza delle strade, soprattutto in aree interne e periferiche. Con l’approssimarsi dell’estate e l’aumento del traffico, cresce la preoccupazione per un sistema viario secondario sempre più fragile, trascurato e pericoloso.

 

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