“Se fossi stato residente a Cariati, chi avresti votato?”

Sapevo che prima o poi mi sarebbe capitato e che non sarebbe stato semplice sottrarmi. Del resto, me lo sono anche un pò cercato. In fondo, si tratta di un rischio piacevole, se la contropartita é continuare a scrivere liberamente, su cariatiNet, di Cariati e del suo inesploso potenziale.
Vengo al dunque. Premetto di aver gradito che diversi amici cariatesi mi hanno posto la fatidica domanda: “Se fossi stato residente a Cariati, chi avresti votato?”. Si tratta di amici e amiche che rappresentano trasversalmente le quattro liste.
Ammetto che i miei auspici erano per una corsa a due candidati e non addirittura a quattro. La frantumazione del voto, in un momento di disaffezione dei cittadini dalla politica, può fare brutti scherzi. Mi preoccupa non poco. Da qui, la necessità di continui appelli, affinché il 5 giugno si riverserà alle urne un folto numero di cittadini. In quel caso a vincere sarà tutta Cariati.
Non perdo altro tempo. Non sono un tattico e non ho da nascondere il mio personale pensiero di cui mi assumo tutta la responsabilità. Ho dichiarato ai miei amici, particolarmente curiosi della mia scelta, che il mio candidato é Filomena Greco.
Semplicemente per la novità che rappresenta di donna che mostra passione e voglia di cambiamento. Forse più degli altri la Greco riesce a parlare alla pancia delle persone. A tutti indistintamente. Appare più coinvolgente e trainante nella difficile sfida che dovrà affrontare, laddove fosse eletta.
La mia scelta si base molto sulla persona tenace e determinata nel raggiungere l’obiettivo. I programmi delle quattro liste bene o male trattano le stesse argomentazioni. Con più o meno sensibilità a seconda degli argomenti.
Per le condizioni in cui versa Cariati servirà una gestione straordinaria della comunità nel prossimo quinquennio. E sino ad adesso da nessun candidato a Sindaco ho riscontrato come intendono affrontare il tema della spesa straordinaria e su quali risorse intendono contare.
Serve un’amministraziine che non si limiti ad amministrare ma produca sviluppo, che agisca non solo per tappare le buche, ma per inserire ogni intervento all’interno di una più ampia strategia di sviluppo del Paese.
Infine, non mi piace il clima che si sta respirando in queste settimane. Troppa cattiveria. Poco stile. Forse sarebbe il caso di abbassare i toni e di entrare più nel merito delle tematiche. Meno polemiche strumentali, ma linearità nel pensiero. Chiunque promette cose impensabili sa che dopo farà i conti con i cittadini. E sono tempi in cui non si può certo mentire e sbagliare.
Dimenticavo non conosco personalmente, e volutamente l’ho evitato, nessuno dei quattro candidati. Ci sarà tempo alla fine della tornata elettorale, quando sarò il primo a criticare la stessa Filomena Greco, sempre se sarà eletta, senza di certo risparmiami!
Nicola Campoli 
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