ASSUNTA SCORPINITI: LA VERA NOVITÀ DI QUESTE ELEZIONI È #CARIATI PULITA

In questo ultimo scorcio di competizione elettorale, costellato da polemiche, veleni e ogni tipo di strategia, l’elemento più importante che si coglie è la vera, unica, effettiva novità che rappresenta la lista #CariatiPulita.

La ragione è semplice; per cambiare non basta parlare di nuovo, ma bisogna esserlo nei fatti: con le persone, i programmi, il patrimonio dei singoli percorsi, la base delle idee che ci muovono.

Noi di #CariatiPulita ne abbiamo conferma man mano che si avvicina il giorno della resa dei conti, in cui ogni singolo voto può avere il suo peso, nel lasciarci cittadini inerti di fronte al disastro generale, oppure nel renderci protagonisti del cambiamento della storia.

Quanto sta venendo fuori in questo periodo di passione, vissuta come non accadeva da tanto, dall’intera popolazione di Cariati, compresi i concittadini nel mondo, non fa che confermarlo, riportandoci indietro di decenni, a furor di mistificazioni, promesse e riproposta di vecchie logiche.

Le due principali avversarie, denominate La Scelta e l’Alternativa, si propongono indossando un abito politico a loro dire completamente nuovo, magari senza nemmeno la sgualcitura causata dall’essere stati seduti su una poltrona. Giovani sono la maggior parte dei loro candidati, giovani le loro proposte, giovane e sincera la loro totale dedizione al paese e alla sua gente, e questo è vero, visto che con le elezioni è venuta fuori.

Ma guardiamo sotto quali insegne si muovono; la stessa, dell’identica appartenenza politica in termini di interlocutori di garanzia, o, per dirla chiaramente: la bistrattata, inquisita, eppure ancora potente dirigenza PD.

Ma non solo. C’è anche il  fardello di un’eredità amministrativa tanto pesante quanto più o meno condivisa, che in dieci anni ha portato al tracollo civile e socio-economico, dalle cui macerie, siamo consapevoli, non è facile uscire. E i responsabili, badate bene, si trovano ben collocati, anche in termini di prospettive di governo, in entrambe le suddette liste.

Per non farci mancare nulla, mettiamo in evidenza i tratti distintivi sbandierati: la grande unione pacificatrice tra soggetti storicamente incompatibili e le promesse di risposta alla  fame di sanità e di occupazione, buttate in faccia ai nostri concittadini in forma di vecchie carte o evanescenti posti di lavoro.

Infine, la domanda, la più impellente e necessaria, che il momento richiede, anche alla luce delle notizie che dalle fonti di informazione vanno emergendo a ritmo sempre più incalzante: quanto sottile è il margine tra interesse privato e bene comune, se le grandi attività imprenditoriali (turismo, sanità privata…), dei candidati a sindaco di quelle liste sono ostentate come veicolo di successo elettorale e di azione politica?

Su questo margine, sulle obsolete unioni di tipo affaristico e sul rischio democratico della concentrazione dei poteri, poggiano la nostra riflessione di oggi e l’invito ai concittadini a ripensare il bene comune in modo veramente nuovo. Noi come lista #CariatiPulita sappiamo bene che in gioco non ci sono solo la vivibilità del paese, i servizi, i bisogni sociali cui possiamo rispondere con soluzioni tecniche e le buone pratiche amministrative che proponiamo nel nostro programma.

La discontinuità (ma con il costante invito alla collaborazione), da noi posta al centro dell’esistenza della nostra lista e della partecipazione alle elezioni, va oltre, molto oltre la responsabilità che ci assumiamo di un’azione amministrativa trasparente, efficace, rivolta alla soluzione dei problemi e al rilancio socio-economico della nostra cittadina.

La nostra proposta risiede, è vero, nelle storie individuali di impegno, di lavoro, di cittadinanza attiva, di dura militanza civile, di presenza sul territorio, di mancanza assoluta di interessi privati di cui non siamo portatori; ma trae linfa e spinta propulsiva, da un’esigenza fortemente sentita da ciascuno di noi, espressa, come concetto essenziale e limpido nel pensiero di uno scrittore, Giovanni Guareschi: “In situazioni di crisi bisogna fare come fanno i contadini quando il fiume esonda: salvare il seme, per poterlo poi piantare quando le acque si ritirano. Nel nostro caso, quello da salvare è il seme della nostra democrazia”.

          Assunta Scorpiniti, candidato a sindaco,

e componenti del Comitato #CariatiPulita

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