SCACCO ALLA REGINA E AL SUO IMPERO

di Marco Toccafondi Barni


La storia va cosí, talvolta fa le sue mosse a caso. E’ casuale, infatti, che nel giro di pochi giorni siano morte 2 figure importanti, ma non per aver fatto la storia, casomai per averla subita. Forse loro malgrado.

Michail Gorbaciov prima e pochi giorni dopo Elisabetta II, regina di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, sono passati a miglior vita. Entrambi oltre i 90 anni e dopo aver dismesso i rispettivi imperi.

  • Un abbaglio mediatico intriso di servilismo – Nella perenne retorica italiana, dimostrando ancora una volta di essere paese satellite persino tra satelliti, queste due figure abbastanza inutili ai fini della Storia con la S maiuscola sono state esageratamente esaltate quasi fossero davvero personaggi storici con un’ enorme importanza. Questo abbaglio capita per un eccesso di zelo e servilismo, oltre a una crassa ignoranza. Insomma, trattasi del solito “Francia o Spagna purché se magna”, per dirla con G Niente di nuovo sotto il sole del Belpaese: siamo alla geopolitica e alla storia addomesticate in una nostra chiave servile. Pare un enigma. Ci sembra, tra l’altro a torto, che il Regno Unito sia ancora un egemone planetario, pur con l’avvallo necessario degli Stati Uniti d’America. In fondo parlano la stessa lingua e in piú proprio da Southampton salparono i padri fondatori degli Usa e allora, per non saper né leggere né scrivere e non rischiare di sbagliarsi nelle nostre sviolinate, trattiamo il capo di uno stato estero, a noi fondamentalmente anche abbastanza ostile nelle frasi e nei pensieri di quasi tutti i suoi leader, come uno di noi. Ovviamente senza che nessuno da oltremanica ce lo abbia chiesto. Eppure, causa la scarsa consapevolezza e l’ impazzimento dei nostri media, per giorni la Corona Britannica ha il monopolio di quel tubo catodico ormai in disuso, con il plauso di tutti. Di colpo si viene tramutati persino in monarchici a nostra insaputa, pur essendo cittadini di una repubblica. Stesso discorso vale per Gorbaciov, peró in tal caso non é l’egemonia a muovere le fila della servitú e del tifo tricolore, bensi’ il presunto anti comunismo dell’ ultimo leader sovietico, che difatti viene esaltato dai filo Usa e offeso senza ritegno dai nostalgici dell’ Urss. Tutte posizioni prive di senso, visto che Gorby é sempre stato ed é rimasto un socialista fino alla fine. Lui quel socialismo e quella esperienza provó ingenuamente a salvarle, tragicamente. La storia e la geopolitica sono spietate con chi tenta di plasmarle, sempre.

  • Due “becchini” per due imperi – La banale ed evidente realtá dei fatti e della storia vede due persone che sono semplicemente state i testimoni del disfacimento dei rispettivi imperi. Non certo dei protagonisti, anzi. Elisabetta e Michail sono stati costretti a seppellire i loro due imperi: quello britannico e quello russo nella sua fase apicale, sovietica. Tutto qui. E di che imperi si trattava, signori e signore. Il primo, quello britannico, é stato probabilmente il piú grande e importante della storia umana, esteso praticamente in tutto il globo e dominatore assoluto dei mari e dei commerci per secoli. Non a caso fu il primo esempio di globalizzazione in senso tecnico. Da quest’ isola per anni tutto é nato o ha avuto origine, influenzando per sempre il genere umano: dalla rivoluzione industriale, al colonialismo, fino al marxismo. Il genio di Treviri per scrivere i suoi capolavori cosí occidentalisti studió e analizzó, insieme all ‘amico Engels e alle rispettive consorti, la cittá di Manchester, le sue fabbriche, i suoi operai. Era un impero talmente gigantesco da arrivare ad avere oltre 500 milioni di sudditi, in un mondo che contava poco piú di 1 miliardo di persone. Ma oggi, anche dopo i 70 lunghi anni del regno di Elisabetta, cosa rimane di quel mastodontico e rilevantissimo impero ? Praticamente niente, tanto che la stessa testimone e al contempo “becchina” dell’impero, la regina, ha quasi dovuto gioire, in privato, per un’ inutile quanto puerile stupidaggine: la cosiddetta ”Brexit”. Una mossa strampalata quanto disperata contro Scozia e soprattutto Irlanda del Nord, ma duramente criticata in tutto il Commonwealth, luogo ormai quasi immaginario e dove tutti sono consci che l’ impero  non c’é piú. Quello sovietico contava quasi 300 miloni di persone e accese le fantasie di tutti i diseredati della terra grazie al prestito tradito del marxismo preso senza il permesso dello stesso Marx, che nell’ottobre del 1917 giaceva giá a Highgate da quasi 35 anni.
  • I cappellini coprono le atrocitá democratiche, come con Karzai – Avviene quasi sempre, il soft power piú sofisticato della terra e della storia,quello liberal-democratico e dunque statunitense, ci racconta 70 anni di regno banalizzandoli volutamente e affogandoli nel gossip e nel folclore. Il lungo regno della sovrana piú longeva viene raccontato e edulcorato dai media come  un’ epoca simpatica e pittoresca, colorata e resa mite  grazie a improbabili cappellini o dai pettegolezzi su una famiglia particolare.. E’ successo anche col cosiddetto “Afghanistan democratico”, dove un narcotrafficante come Karzai e la sua famiglia di criminali sono stati descritti per i bei vestiti e l’esotica eleganza, non certo per le migliaia di atrocitá commesse e i fiumi di droga col quale hanno invaso il mondo. Idem con la democrazia britannica, dove si dimentica che il capo di stato é complice del colonialismo e delle nefandezze di un impero di tali dimensioni, che é sempre stato una democrazia. In fondo é logico: puzza sempre lo sterco altrui, perché al tuo ti ci devi abituare in qualche maniera.

  • Impero che muore, post storicismo che viene – E’ un po’ come con la puzza pungente di un cadavere, anche quando muore un impero si comincia a sentire un odore forte. E il post – storicismo. Si disfa un impero ma si costruisce, piano piano, quel post – storicismo che lo sostituirá. E infatti, al di lá delle invenzioni propagandistiche prive di senso, con il lungo regno di Elisabetta II é andata esattamente cosí. La regina appena passata a miglior vita divenne improvvisamente regnante a causa di due eventi imprevisti, l’abdicazione dello zio Eduardo per una scelta d’amore e la prematura morte del padre, Re Giorgio, a causa di un tumore ai polmoni. La allora giovanissima regina fu incoronata proprio all’ inizio degli anni ’50, nel 1953 precisamente, cioé agli albori del boom economico e praticamente ancora nel dopoguerra. Da quel momento in poi arriveranno i Beatles e i Rolling Stones, la minigonna e la  sua versione automobilistica, la mini minor, la Premiership e i suoi mitici stadi, la rivoluzione sessuale e il ’68, gli home computer e gli Hooligans, per giungere al  piú recente world wide web, il linguaggio sí britannico, ma necessario per poter utilizzare l’ arma di spionaggio del nuovo egemone. Giá, quello a stelle e strisce che infatti lo ha “gentilmente” concesso al mondo solo dopo la fine della “Guerra fredda: Internet. Insomma, il regno di Elisabetta é stato tutto, ma proprio tutto, all’ insegna del post storicismo e non della storia, come appunto si addice  a una testimone e non a una protagonista. Lo vorrebbero narrare alcuni media, incomprensibile il motivo, ma forse capita solo in Italia. In Argentina, altro stato insignificante per per la geopolitica e satellite del cortile di casa Usa, vi é addirittura chi ha esultato e delirato in televisione per la dipartita, con tanto di palloncini e complimenti a Satana che si é portato via una vecchia nazista, memori di qualche simpatia e un saluto di troppo da parte della Corona Britannica, odiata per via di quelle isole che nell’ emisfero australe molti chiamano Malvinas e in quello australe Falkland.

  • Che Carlo III verrá ? – Qui la previsione credo sia facile, avremo un re che quasi certamente si muoverá dentro al solco della continuitá secolare tipica degli Windsor, che non si chiamano manco cosí né sono di chiare origini inglesi. Anzi, come una volta ricordó con una certa perfidia ma con ragione, la sua ex moglie Diana, il cognome si deve a un castello amato dai reali. La famiglia ha origini tedesche, che furono saggiamente occultate durante i bombardamenti dell Germania nella Grande Guerra. Il nuovo sovrano sostanzialmente resterá prigioniero  dei collaudati meccanismi di Buckingham Palace. Certamente esiste poco spazio per un suo personale intervento politico verso il regno, che proseguirá nella sua inevitabile dissoluzione. Sempre piú disunito e provincia Usa, nonostante tutti gli sforzi possibili e evidenti giá da questa settimana, nel corso della quale il nuovo re toccherá proprio le 3 capitali: Edimburgo, Cardiff e Belfast. Sono dei tentativi inutili, perché quando un impero muore indietro non si torna, Mai.
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