■Antonio Loiacono
“I salari reali sono più bassi di quattro anni fa, ma dal governo nessuna vera risposta. Solo propaganda”. Così l’economista ed europarlamentare Pasquale Tridico, già presidente dell’INPS e padre della proposta sul salario minimo, attacca duramente la linea portata avanti dalla maggioranza guidata da Giorgia Meloni, in una intervista pubblicata oggi dal QN!
Lo fa con dati alla mano: secondo l’ISTAT, le retribuzioni reali a marzo 2025 sono ancora inferiori dell’8% rispetto a gennaio 2021. E come se non bastasse, il 9% dei lavoratori a tempo pieno in Italia è povero, come certifica Eurostat. Una fotografia impietosa, che smaschera – a detta di Tridico – la “retorica patriottica” della destra, incapace di affrontare concretamente la questione salariale.
La proposta di legge rilanciata da Tridico è chiara e articolata: stabilisce che la retribuzione minima, quella sotto la quale non si può scendere, non deve mai essere inferiore a 9 euro lordi l’ora, prendendo come riferimento il Trattamento Economico Complessivo (TEC) dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. “È un modo concreto – spiega l’europarlamentare – per dare finalmente piena attuazione all’articolo 36 della Costituzione, quello che garantisce una paga proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto”.
A chi, come il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti o Galeazzo Bignami, teme la “disapplicazione dei contratti collettivi”, Tridico risponde con fermezza: “Chi fa queste affermazioni, semplicemente non ha letto la proposta. Non si tocca nulla dei contratti collettivi già firmati: se il minimo è 11 euro resta tale, se invece è 6 o 7 euro, si alza a 9. È una soglia di dignità, nient’altro. Lo stesso principio che già applicano i giudici, come dimostrano le due sentenze della Corte alla fine del 2023”.
Uno degli obiettivi centrali della proposta è proprio quello di mettere fine all’uso dei cosiddetti “contratti pirata”, firmati da sigle poco rappresentative e spesso utilizzati per abbassare il costo del lavoro. “È qui che si annida la vera concorrenza sleale – incalza Tridico –. Un sistema che permette a due commessi di guadagnare anche 400 euro al mese in meno a seconda del contratto applicato. Questa non è libertà contrattuale, è sfruttamento legalizzato. Con una legge nazionale possiamo sanare questa ingiustizia e ridare equilibrio al mercato del lavoro”.
Tridico non risparmia critiche neanche alla Lega, che da un lato parla di salario minimo e dall’altro sostiene, per bocca del ministro Giorgetti, la “moderazione salariale” e la nostalgia per le gabbie salariali del passato. “È l’ennesima contraddizione di un partito che ha smarrito il contatto con il Paese reale. Quando un genitore vede il proprio figlio costretto a emigrare per sopravvivere, le ideologie non contano più. Ecco perché il 70% degli italiani – anche molti elettori di centrodestra – è favorevole al salario minimo”.
Tridico conclude con un messaggio rivolto al Parlamento tutto: “Vogliono davvero una svolta? Bene. Allora votino la nostra proposta. Perché questa non è una battaglia ideologica, è una battaglia di civiltà. Il lavoro va pagato in modo giusto, sempre. E chi si oppone a questo, semplicemente non sta dalla parte del Paese”.
Nel silenzio assordante della maggioranza, le parole di Tridico si fanno eco di un’Italia che chiede rispetto, giustizia e dignità per chi lavora.
Views: 54

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.