■Antonio Loiacono
Dopo settimane di voci, tentennamenti e riunioni a vuoto, il centrosinistra calabrese sembra finalmente vicino a sciogliere il nodo del candidato presidente. Domani, 18 agosto, il tavolo nazionale tra Pd, Avs e Movimento 5 Stelle potrebbe segnare la svolta: la coalizione attende la risposta definitiva di Pasquale Tridico, l’ex presidente Inps invocato da più parti come figura capace di unire.
Il suo Ferragosto a Camigliatello, in gita con la famiglia, è diventato notizia politica: a chi lo incalzava, Tridico ha replicato che una decisione sarebbe arrivata «a breve». Da ieri, riferiscono fonti parlamentari, i suoi segnali sono stati letti come «positivi» e un colloquio riservato con i vertici pentastellati avrebbe accelerato i tempi.
Nella coalizione il clima, dopo giorni di nervosismo, si è fatto più leggero. Non è escluso che domani arrivi l’annuncio ufficiale. Ma la prudenza resta d’obbligo: se Tridico dovesse sfilarsi ancora, il ventaglio di nomi non cambia. Restano sul tavolo Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino per il M5S, Nicola Irto (con Giuseppe Falcomatà come riserva) per il Pd, e Flavio Stasi spinto da Avs e sostenuto da diversi sindaci.
Nel campo avversario, Roberto Occhiuto si presenta con l’energia del veterano che non teme rivali. Ferragosto lo ha colto a mandare un messaggio vocale: poche frasi, tono diretto, un saluto che suonava già come un inizio di campagna. «Da lunedì si parte sul serio» ha dichiarato, definendosi «pronto e carico» per la sfida.
Eppure, tra le righe delle cronache politiche, continua a riaffiorare il tema di una “strategia alternativa”. Prima il nome del sindacalista Luigi Sbarra, ora quello della sottosegretaria Wanda Ferro, che in Calabria ha già corso nel 2014. Una suggestione più che una realtà, a sentire i dirigenti del centrodestra, che liquidano come «fantasie giornalistiche» queste ipotesi. Ma a tenere viva la narrazione alternativa hanno contribuito malumori interni e l’inchiesta che lambisce la Cittadella regionale.
Ad agitare le acque, nei giorni scorsi, ci ha pensato anche Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale e uomo di punta della Lega. Sui social è comparso un suo “santino elettorale” con data del voto, simbolo e slogan, ma senza il richiamo a Occhiuto presidente. Tanto è bastato per alimentare sospetti. La Lega calabrese ha ridimensionato: «interpretazioni fantasiose», ricordando che i materiali ufficiali arriveranno solo a liste depositate.
La partita vera si gioca adesso: se Tridico dirà sì, il centrosinistra potrà presentarsi con un volto nuovo e un candidato a forte riconoscibilità nazionale. Se invece la trattativa dovesse arenarsi ancora, si aprirebbe una resa dei conti tra le correnti già in lista d’attesa. Nel frattempo, Occhiuto e il centrodestra non cambiano copione: «andiamo a vincere», ripetono i suoi.
La Calabria, insomma, si avvia a un autunno elettorale che promette colpi di scena. Ma, come spesso accade da queste parti, sarà il tempo – e forse l’ultimo minuto utile – a decidere davvero chi scenderà in campo.
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