QUESTIONE SANITA’

Queste le dichiarazioni dell’on Dima (PDL) intervenuto al consiglio comunale straordinario di Rossano con punto all’ordine del giorno la questione sanità: << La priorità rimane la costruzione dell’ospedale riunito della Sibaritide, perché rientra in un accordo quadro di programma così come per Gioia Tauro, la provincia di Vibo e Catanzaro. Il presidente Scopelliti ha scritto al Presidente Monti per chiedere la delega. L’aspetto dell’ospedale unico è fattore essenziale per poter immaginare una politica sanitaria nel nostro territorio. Dentro questo quadro si deve definire il resto. Basta populismo e qualunquismo. L’ipotesi che l’ospedale riunito non si faccia è remota perché significherebbe mettere in discussione un accordo di programma quadro, significherebbe addirittura mettere in discussione un mutuo di cui la Regione continua a pagare le rate di ammortamento. Bisogna aprire una partita seria con intelligenza quando abbiamo certezza di comportamenti, ma se dovesse finire domani mattina, l’ipotesi dell’ospedale unico si riapre tutta la partita, perché si riapre tutto il ragionamento sugli ospedali, perché si riapre tutta la partita per quanto riguarda i posti letto. Nulla è stato definito ancora>>. Ma la domanda più banale ma anche la più importante rimane: In attesa della costruzione dell’Ospedale riunito della Sibaritide, la situazione dovrà rimanere questa? I centri Spoke di Rossano-Corigliano, vista la riconversione dei presidi di Trebisacce e Cariati, dovranno continuare a soffrire il sovraffollamento e quindi esporsi ancora ad una situazione, di fatto, emergenziale? E con l’arrivo della STAGIONE ESTIVA, che cosa accadrà quando la richiesta di sanità aumenterà IN MANIERA ESPONENZIALE? E’ stato lo stesso On Dima a dichiarare nel suo intervento che i LEA almeno per quanto riguarda questa fascia ionica, non sono stati affatto rispettati e che il problema c’è e permane. Il punto di partenza dovrebbe essere la costruzione dell’Ospedale unico; questo territorio, intanto, non viene tutelato affatto dal neo piano di rientro, anzi, è vicino ad un drammatico collasso. Attendere, magari per anni ed anni, la realizzazione di tale opera, in questa situazione disastrosa, significherebbe condannare migliaia di cittadini ad una emigrazione sanitaria forzata e costosa, sia in termini economici che in termini di dignità: già oggi, come lo stesso Dima afferma, non viene garantito l’Art 32 della nostra Costituzione. Aggiungendo anche il fatto che tutti i progetti di nuove costruzioni in Calabria diventano dei miraggi, allora è già definito che per i cittadini di questo comprensorio ci sarà oltre che il danno, una odiosa e pericolosissima beffa. Bisogna essere coscienti che, anche se questo progetto dovesse dare i suoi frutti prima o poi, non possiamo sottostare ad una situazione del genere nel presente, in cui vi è un implicito e matematico sovraffollamento dei centri Spoke dovuto ad un numero di posti letto attribuito a questo territorio non corrispondente alle percentuali minime garantite in uno Stato dignitoso!!! L’abbiamo sempre detto che questo piano di rientro è stato attuato su una mappa “politica” della Calabria dove non sono evidenziate le distanze tra i centri del territorio, dove non vengono segnalate le trappole che “noi” chiamiamo strade, ma al contrario, vengono segnalati con colori diversi i luoghi dove si colgono più voti! E’ innanzitutto su questo che si è basato questo piano di rientro! Col risultato che ancora una volta si è resa questa terra una mera riserva di caccia di voti, e non si tiene conto ancora delle reale esigenze dei cittadini. Era ovvio, era stato già pronosticato da tutti che chiudere gli Ospedali di Cariati e Trebisacce, oltre ad essere una sciagurata scelta dovuta più a logiche elettorali che ad altro, avrebbe significato un pericoloso affanno per gli ospedali di Rossano-Corigliano; e questo sempre meglio tardi che mai lo si è discusso nell’ ultimo consiglio comunale straordinario del Comune di Rossano. Come è evidente, dunque, dire che il punto di partenza per rimediare a una situazione in declino come questa sia “aspettare” la costruzione dell’Ospedale riunito, significa non aver capito il problema o fare finta di non capire: è inutile prenderci in giro! Si impiegheranno svariati anni per completare il progetto e per dare più tutela a questo territorio! Quindi, urge che si riveda fin da subito questo piano di rientro perché, anche da quello che ha dichiarato l’on Dima, si deduce che nulla è stato definito ancora! E’ il tempo per la politica locale, per Cariati e per i paesi limitrofi, di riprendere in modo prorompente la questione e metterla al centro dell’agenda politica! E’ chiaro che, sia a destra che a sinistra, nessuno può più sottrarsi a quella che è l’evidenza: una parte di Calabria abbandonata da tutti, abbandonata a scelte inerenti la Sanità su cui parecchi oggi a destra, forse ancora per tornaconti elettorali, hanno risposto, anche se in modo totalmente insoddisfacente e parziale. Attendere anni l’Ospedale Unico della Sibaritide, nella speranza che non sia una 106 SS o una Salerno-Reggio Calabria o addirittura niente o un ospedale come i tanti che vi sono nel reggino e che si è deciso di lasciare illesi, significherebbe, lo ripetiamo, la fine di queste comunità.

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