Questione idrica. Secondo il centro studi Frassati, due sono le cose: o si è totalmente sprovveduti oppure si è sfacciatamente incoscienti!

Al Sig. Prefetto 87100 COSENZA e-mail : protocollo.prefcs@pec.interno.it Al Nucleo Operativo Ecologico Piazzale Trieste,1 88100 CATANZARO e-mail : noeczdo@carabinieri.it e, p.c. Spett.le SORICAL s.p.a. Viale Europa, 35 Loc. Germaneto – Catanzaro e-mail : generale.soricalspa.it@pec.it Oggetto: rete idrica cittadina Comune di Cariati. Qui due sono le cose : o si è totalmente sprovveduti oppure si è sfacciatamente incoscienti!!!!! Ci riferiamo all’ordinanza del Sindaco di Cariati n. 13 del 11 aprile 2014 con oggetto : “revoca delle disposizioni contenute nell’ordinanza n. 1/2014 e nuove disposizioni di sospensione dell’erogazione idrica dalle sole fontanine pubbliche di Via G. Di Napoli, Via Fuori Porta Pia e Località Varco, nonché di divieto di utilizzo per usi umani dell’acqua della rete idrica comunale nella zona dell’abitato della Marina posta a monte di Via Di Napoli, ricompresa tra il Cinema Teatro e l’Ospedale, e di tutto il Centro storico.” In parole povere il sindaco, con questa nuova ordinanza, ha revocato parzialmente quella del 23 gennaio 2014 con cui era stato disposto il divieto di utilizzo per usi umani dell’acqua della rete idrica comunale su tutto il territorio comunale. Resta però il divieto di utilizzo dell’acqua per gli usi umani “nella zona dell’abitato della Marina posta a monte di Via G. Di Napoli, ricompresa tra il Cinema Teatro e l’Ospedale, e di tutto il Centro storico”. Tralasciamo per amor di patria la genericità delle indicazioni toponomastiche che lasciano nel vago e senza alcuna individuazione delle abitazioni interessate dall’ordinanza sindacale. Anche i bambini sanno che la rete idrica comunale di Cariati, realizzata e ampliata in epoche successive, non può contare sull’isolamento di un determinato tratto di rete che alimenta singoli quartieri o determinate aree dell’abitato. La distribuzione dell’acqua avviene attraverso una rete cittadina che, nel corso degli anni, ha perduto la connotazione originaria, divenendo un organismo intercomunicante dove non è possibile isolare tratti di rete che alimentano singoli quartieri o zone determinate del centro abitato. In seguito all’emanazione della nuova ordinanza del sindaco del 11 aprile u.s. alcuni cittadini abitanti nella zona Scoglio e Carrera della Marina di Cariati, hanno chiesto chiarimenti all’ufficio tecnico del Comune, perché le loro abitazioni, pur trovandosi nella Marina, in zone diverse da quelle poste “a monte di Via G. Di Napoli, ricompresa tra il Cinema Teatro e l’Ospedale” e neppure nel “centro storico” sono servite anche con acqua della rete che proviene dal Centro Storico. Quindi per quelle abitazioni, liberate con la nuova ordinanza dal divieto sindacale, che però ricevono acqua dalle zone sottoposte al divieto, come bisogna comportarsi? L’acqua è potabile, si o no?????? Gli addetti dell’ufficio tecnico non hanno saputo dare una risposta. Hanno affermato solo che l’acqua proveniente dal Petraro è buona, mentre quella della Sila, distribuita da SORICAL, proveniente dal Lese, non è potabile. Purtroppo c’è da notare che nelle nostre case l’acqua della rete cittadina non arriva col “cartellino” indicante la provenienza, ma senza etichettatura alcuna e in modo indifferenziato, peraltro priva di diversa colorazione (!), cioè, le acque provenienti dalle diverse fonti di approvvigionamento (Petraro, Lese, Mandatoriccio) sono convogliate tutte nella stessa rete mescolandosi tra loro. Dunque, in una situazione del genere, stante la conformazione dell’intera rete cittadina, se un tratto di rete è inquinato, non si può affermare che gli altri tratti non sono inquinati, non fosse altro che per una necessaria e doverosa cautela quando si tratta della salute dei cittadini. Se le così stanno così, e su questo non c ‘è alcun dubbio, chi dovrebbe dirci se l’acqua della zona Carrera e Scoglio e altri quartieri cittadini, non ricompresi nel divieto sindacale, è potabile o meno ? Presso gli uffici comunali non hanno saputo dare una risposta chiara e comprensibile. La nostra preoccupazione è ancor più forte dopo aver visto le numerose foto che mostrano il grave e deprecabile stato di manutenzione di alcuni impianti di accumulo e distribuzione idrica della rete cittadina (si veda il sito web “vocedellojonio”). Non vuole essere assolutamente impertinente la nostra ulteriore petizione al Sig. Prefetto di Cosenza, perché possa intervenire per la definitiva risoluzione del dilemma, che, lo ripetiamo ancora una volta, tocca direttamente l’igiene pubblica e la salute dei cittadini. Cataldo De Nardo Nicola Nucaro

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