QUANDO A VINCERE È UN TERRITORIO: RITA AMMENDOLA PORTA CARIATI SOTTO I RIFLETTORI DI RAI UNO

Tra emozioni, scelte difficili e colpi di scena, la sua partecipazione ad “Affari Tuoi” diventa una vetrina nazionale per il borgo affacciato sul mare

Rita Ammendola

Antonio Loiacono

Certe volte il valore di un viaggio non si misura dalla cifra scritta su un assegno. Lo raccontano bene le emozioni che, nella serata di ieri, martedì 9 giugno, hanno accompagnato Rita Ammendola nel suo atteso debutto da protagonista ad “Affari Tuoi”, il programma di Rai1 che continua a tenere compagnia a milioni di telespettatori.

Da quasi un mese il suo percorso televisivo era sotto gli occhi del pubblico. Dal 14 maggio, giorno del suo ingresso nello studio del game show condotto da Stefano De Martino, la concorrente cariatese aveva imparato ad attendere. Attendere il proprio turno, il momento decisivo, quella chiamata che prima o poi sarebbe arrivata.

E alla fine è arrivata davvero.

Accanto a lei, per tutta la durata della partita, il suo compagno di vita, Cataldo, originario di Cirò Marina. Una presenza discreta ma costante, che ha condiviso esitazioni, sorrisi e quella tensione sottile che accompagna ogni scelta quando in gioco non ci sono soltanto dei pacchi, ma anche aspettative e speranze.

La sfida con il “Dottore” ha seguito il copione imprevedibile che ha reso celebre la trasmissione. Pacchi favorevoli che spariscono troppo presto, offerte che sembrano invitanti e dubbi che si insinuano quando il destino può cambiare nel giro di pochi minuti. Rita ha affrontato tutto con spontaneità, qualità che probabilmente ha contribuito a conquistare la simpatia del pubblico.

Alla fine il premio si è fermato a diecimila euro in gettoni d’oro. Non la vincita capace di cambiare una vita, certo. Ma nemmeno un ritorno a mani vuote. Piuttosto, il sigillo finale su un’esperienza che difficilmente verrà dimenticata.

Dopo la messa in onda della puntata, Rita ha affidato ai social un lungo messaggio nel quale ha provato a raccontare ciò che le telecamere, inevitabilmente, non riescono a mostrare.

«Sono state settimane intense, frenetiche, fuori dalla quotidianità», scrive la concorrente cariatese. «Settimane che mi hanno portata lontano dalle abitudini di ogni giorno e che mi hanno regalato molto più di quanto avrei mai immaginato». Parole che restituiscono il senso di un percorso vissuto ben oltre la dimensione del gioco.

Nel suo racconto, infatti, la partecipazione ad “Affari Tuoi” diventa «un’esperienza unica, fatta di emozioni forti, attese, sorrisi, adrenalina e momenti che porterò sempre con me». Emozioni così travolgenti da impedirle, durante la partita, di esprimere tutto ciò che avrebbe voluto dire. «L’emozione ha scelto per me – confessa – era così forte da travolgermi completamente e, una volta lì, sotto quelle luci e con il cuore che batteva all’impazzata, non sono riuscita a dire tutto quello che avrei voluto».

Da qui nasce il bisogno di ringraziare pubblicamente chi ha contribuito a rendere speciale questa avventura. Un primo pensiero è rivolto alla produzione del programma: «Grazie per aver creduto in me e per avermi scelta, per avermi fatta sentire parte di qualcosa di speciale fin da subito».

Ma il passaggio più intenso è quello dedicato ai compagni di viaggio, i “pacchisti”, protagonisti silenziosi di ogni edizione del programma. «Se questa esperienza resterà per sempre nel mio cuore è soprattutto grazie a voi», scrive Rita. «In poche settimane siete passati dall’essere perfetti sconosciuti a diventare persone speciali, capaci di rendere ogni giornata più bella, più leggera e più intensa».

Tra le righe emerge il racconto di amicizie nate quasi per caso e cresciute tra registrazioni, attese e momenti condivisi lontano dai riflettori. «Abbiamo condiviso emozioni vere, paure, speranze, risate infinite, abbracci sinceri e momenti che non si possono spiegare a parole. Ognuno di voi ha lasciato qualcosa dentro di me».

«La cosa più bella che porto a casa non è legata al gioco, ma ai legami nati durante questa esperienza», scrive ancora. Una frase che, forse più di ogni altra, racchiude il senso autentico della sua avventura televisiva. Perché le vincite si contano, i premi si archiviano, le classifiche passano. Le persone, qualche volta, restano.

C’è un momento, però, in ogni trasmissione televisiva, che non compare nei dati d’ascolto e non trova spazio nelle classifiche delle vincite. È quel momento in cui una storia personale smette di appartenere soltanto a chi la vive e diventa, per qualche istante, la storia di una comunità intera.

Mentre Rita sceglieva un pacco, accettava un’offerta o tratteneva il respiro davanti alle decisioni del “Dottore”, milioni di italiani ascoltavano anche un altro nome: Cariati. Lo sentivano pronunciare in prima serata, lo associavano a un volto, a un sorriso, a un’emozione autentica. E così, quasi senza accorgersene, quel piccolo tratto di Calabria affacciato sullo Ionio entrava nelle case del Paese.

Negli ultimi anni la cittadina ionica sembra aver imboccato una strada fatta di presenze mediatiche, iniziative culturali e occasioni di promozione che, tassello dopo tassello, stanno contribuendo a rafforzarne la riconoscibilità ben oltre i confini della Calabria. La partecipazione di Rita Ammendola si inserisce naturalmente in questo percorso, senza proclami e senza retorica.

Non è una cosa che si possa quantificare. Non esiste un assegno che ne certifichi il valore. Eppure, per territori che troppo spesso faticano a trovare spazio nel racconto nazionale, anche pochi minuti possono lasciare una traccia più profonda di quanto si immagini.

Forse è per questo che, per una sera, davanti alle telecamere di Rai1 non ha giocato soltanto Rita Ammendola. Con lei c’erano gli amici, i parenti, i vicini di casa, le strade percorse ogni giorno, il mare che accompagna le stagioni di Cariati. C’era una comunità che si è riconosciuta in quel volto emozionato e che, attraverso di lei, si è sentita protagonista.

I diecimila euro in gettoni d’oro resteranno il risultato ufficiale della partita. Ma alcune vittorie seguono regole diverse. Non finiscono dentro un pacco, non si misurano in cifre e nemmeno si annunciano con una musica trionfale.

Restano dentro le persone.

E quando, a fine esperienza, Rita scrive che «le puntate finiscono, ma i legami autentici restano», sembra consegnare a quelle parole un significato che va oltre il programma stesso. Perché le luci dello studio si spengono, le telecamere smettono di riprendere e il gioco continua il suo cammino con altri protagonisti. Quello che resta, invece, è un ricordo condiviso. Di quelli che con il passare del tempo non si consumano, ma diventano parte della memoria di una comunità.

Rita e Cataldo

 

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