Cariati chiama Napoli … siamo … pronti?! 

Qualcuno potrebbe, molto probabilmente e ne ha piena facoltà, obiettare che si sta pensando troppo in grande. Invece, i piedi sono ben saldi a terra, perché in fondo tra il piccolo Comune di Cariati e il capoluogo campano ci sono molti punti in comune, sia sul piano storico che su quello artistico. La sfida è di sicuro impegnativa, ma ci sono tutte le migliori premesse per poterla vincere. 

Appena ebbi modo di familiarizzare alcuni anni fa con l’autorevole professore, lo storico Franco Liguori, purtroppo finito improvvisamente meno di un anno fa, lo stesso non perse occasione – ricordo come se fosse ieri eravamo a casa dell’amico direttore di CariatiNet.it Cataldo Formaro – di trasferirmi tutti i sostanziali elementi a conferma del forte legame tra Napoli e la nostra amata Cariati. 

Confesso da napoletano d’origine di non averci fatto mai caso. Eppure a Napoli, di preciso in una area delimitata della città, esistono strade e palazzi che hanno un nesso con Cariati. Tutto ruota, come più volte mi ha appassionato nel racconto su fatti e circostanze, il nostro mai troppo biasimato professore Liguori, attorno ad esempio alla storia della famiglia Spinelli, che ha eletto la sua resistenza tra il capoluogo partenopeo e la perla dello ionio. 

Tale circostanza trova poi il suo massimo indizio nel fatto che presso la bellissima Chiesa di Santa Caterina a Formiello – siamo nella parte storica di Napoli – c’è la cappella di famiglia degli Spinelli di Cariati. A tutto ciò, si aggiunge che sempre a Napoli nella Chiesa dei Santi Apostoli c’è la tomba di Stefano Palizzi, che é nato a Cariati ed é deceduto a Napoli. Mi fermo qui e non vado oltre, ma potrei sempre sulla sponda dei ricordi del Professore Liguori – che di collegamenti nei suoi approfonditi studi sulle due realtà cittadine – evidenziarne tanti altri. 

Sulla scorta di tali elementi, e qui mi rivolgo all’Amministrazione comunale a guida del Sindaco Cataldo Minò, ci sono tutte le migliori e sostanziali premesse per costruire un positivo e proficuo gemellaggio/patto di fratellanza tra Napoli e Cariati, visto anche quanto sia diffusa e partecipe la comunità di napoletani, che da più di quaranta anni, ha scelto Cariati come meta delle sue vacanze estive e non solo. Non credo per niente che sia un sogno. Anzi. Ritengo che il gemellaggio/patto di fratellanza oltre che fondarsi, ripeto su aspetti di natura storico artistico, debba puntare alla maggiore conoscenza del legame tra le due città e in particolare modo tra le nuove generazioni di napoletani e cariatesi e la conseguente consapevolezza dell’importanza del rapporto. 

Il gemellaggio è un accordo tra due località che mira a perseguire obiettivi di interesse comune: scambi culturali, legami economici, e altro. Per questa ragione, il gemellaggio è un elemento della diplomazia delle città. In generale, l’accordo è promosso da uno dei due comuni interessati e, se la proposta è accettata dal comune partner, è necessaria poi una delibera dei due consigli comunali, che ratificano l’accordo. Forse sarebbe il momento di provarci, ricordando così nel migliore dei modi l’inesauribile e impareggiabile figura del professore Liguori, che manca tanto a noi tutti.  Grazie, allora, alla forza della cultura e ai legami di amicizia che legano molti napoletani e cariatesi, affinché tutto ciò possa trovare il suo positivo e auspicato epilogo.

Nicola Campoli 

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