PRESENTATO CON SUCCESSO IL SAGGIO DEL PROF. CARIDI SU CARLO III DI BORBONE

PRESENTATO CON SUCCESSO IL SAGGIO DEL PROF. CARIDI SU CARLO III DI BORBONE, IL SOVRANO PROGRESSISTA DI NAPOLI E DI SPAGNA, CHE REALIZZO’ LA REGGIA DI CASERTA ED AVVIO’ GLI SCAVI DI POMPEI ED ERCOLANO. FRANCO LIGUORI, NELLA SUA RELAZIONE ILLUSTRATIVA, HA DETTO CHE IL LIBRO DELLO STORICO REGGINO E’ “PUNTO DI RIFERIMENTO INELUDIBILE PER CHI VUOLE CONOSCERE, STUDIARE O APPROFONDIRE LA FIGURA DEL MIGLIORE SOVRANO DELLA DINASTIA DEI BORBONE”. Si è svolto, nello splendido scenario del Castello Ducale di Corigliano Calabro, un interessante incontro di studio sulla figura di Carlo III di Borbone. A darne l’occasione è stato il recente volume “Carlo III. Un grande re riformatore a Napoli e in Spagna”, edito nel 2014 dalla Salerno Editrice , nell’ ambito della collana “Profili”, diretta da Giuseppe Galasso. Autore del saggio è il prof. Giuseppe CARIDI, docente di Storia Moderna all’Università di Messina e Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. A relazionare sul libro è stato Franco LIGUORI, membro della stessa Deputazione ed autore di numerose pubblicazioni sulla storia della Calabria, che ha analizzato con ampiezza e profondità i 15 capitoli del corposo volume di Caridi, concludendo con l’affermazione che “dall’ ampio e approfondito saggio dello storico reggino emerge un ritratto a 360 gradi del grande re riformatore Carlo III di Borbone, il quale fu un vero protagonista dello scenario politico europeo del XVIII secolo”. “La figura che ne viene fuori – ha detto ancora Liguori – è quella, tutto sommato, di un re progressista, che ha il merito di aver reso indipendente e sovrano il Regno di Napoli, entrando in sintonia con il suo popolo e i suoi bisogni. Con lui, re di Spagna dal 1759, anche la Spagna, dopo decenni di decadenza, ebbe una nuova rinascita”. “Un elemento di novità del libro di Caridi – ha detto ancora lo storico cariatese – è costituito dal fatto che per la prima volta vengono esaminati criticamente sia il periodo napoletano che quello spagnolo del sovrano borbonico, dando uguale peso e spazio ai due regni”. E’ intervenuto, poi, nel dibattito l’autore, il prof. Caridi, che ha ringraziato il relatore per il suo intervento puntuale ed esaustivo. Caridi, da parte sua, ha illustrato alcuni particolari aspetti della biografia privata del sovrano borbonico, come la sua tendenza alla depressione e la sua smodata passione per la caccia, che hanno incuriosito ed interessato l’uditorio, soffermandosi anche sulle numerose riforme, da lui avviate, prima a Napoli e poi in Spagna, nel tentativo di modernizzare i due regni. Le conclusioni sono state tratte dal prof. Franco PISTOIA, presidente del Circolo “Igino Giordani”, che si è congratulato con lo storico reggino, per il suo interessante saggio, che fa luce su una figura fondamentale dello storia del Settecento meridionale, quel re Carlo di Borbone, che, nel corso del suo viaggio da Napoli alla Sicilia ( 1735), fece tappa anche a Corigliano, ospitato nel Castello, dal duca Agostino III Saluzzo. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale, organizzatrice dell’evento, insieme alla Deputazione regionale di Storia Patria e al Centro Igino Giordani, è stato il prof. Tommaso Mingrone, assessore alla Cultura. Nel corso dell’incontro culturale, è arrivata nel Salone degli Specchi, una Delegazione della Repubblica d’Albania, guidata dal presidente del Parlamento del vicino stato adriatico, Ilir Meta, in visita a Corigliano, accompagnata dal sindaco della Città ionica, Giuseppe GERACI. Entrambi hanno rivolto un saluto ai relatori e al pubblico presente, congratulandosi per l’interessante convegno. L’ esponente politico albanese ha ricordato gli antichi legami che uniscono la sua nazione alle comunità arbresh della Calabria ed ha concluso il suo saluto ai presenti con il messaggio: “Più cultura e meno politica”. La serata culturale è stata arricchita anche da momenti musicali, con l’esecuzione al pianoforte di brani di Bach, eseguiti da Fabio Morelli. Moderatore del riuscito incontro culturale è stato il giornalista Lenin Montesanto.

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