■Antonio Loiacono
All’alba del 15 novembre, prima ancora che le serrande dei supermercati si sollevassero del tutto, c’era già un movimento discreto, fatto di pettorine colorate, tavolini pieghevoli e scatoloni ancora vuoti. Era il segnale che la Colletta Alimentare 2025 stava per iniziare: un rito civile che ogni anno ricorda a un Paese diviso che esiste ancora un modo semplice di sentirsi comunità.
In più di 11.600 punti vendita, dalla grande città ai borghi lontani, l’Italia ha rimesso in scena il suo gesto più elementare: condividere il cibo.
La dinamica è sempre la stessa, eppure non smette mai di sorprendere: si entra per comprare ciò che serve alla propria cucina e si esce avendo acquistato qualcosa che non mangeremo noi.
Pacchi di pasta, legumi in scatola, riso, olio, sughi.
Alimenti semplici, che bastano per costruire un pasto dignitoso, un po’ di tranquillità, un sollievo per chi vive nell’incertezza quotidiana di oltre cinque milioni di italiani.
E per chi quel giorno non poteva esserci, la solidarietà continua online: fino al 1° dicembre, con un clic si può spalancare la porta di casa a chi non ha più scorte nella dispensa.
Nella piccola Pietrapaola, affacciata sul mare come una sentinella antica, la Colletta ha assunto il volto di Pasquale Crescente, instancabile coordinatore di una squadra fatta di amici (Maria, Mattia, Venanzio, Nunzia, Sonia, Federica, Luigi, Teresa, Bina, Ida e due Domenico) più che di volontari.
Nel suo racconto, si avverte la fatica buona delle cose che valgono:
«Quest’anno — dice — abbiamo sentito ancora di più la forza di essere un gruppo. Il sostegno di don Raffaele Forellino (il nostro Amministratore Parrocchiale), della sindaca Manuela Labonia, e la disponibilità costante del CONAD della famiglia Caligiuri ci hanno permesso di dare continuità a questo impegno. Un ringraziamento speciale va all’Associazione Ricchizza, che ci ha introdotto in questo circuito nazionale di solidarietà. Ogni edizione regala emozioni nuove: aiutare gli altri non diventa mai routine. Con un gesto piccolo ma autentico abbiamo offerto un sorriso. E torneremo anche l’anno prossimo, pronti ad alleviare qualche dolore».
Per un giorno, nei corridoi del supermercato, la comunità si è riconosciuta intera: bambini che chiedono ai genitori di aggiungere un pacco in più, anziani che infilano una bottiglia d’olio nel carrello con la lentezza di chi conosce il valore delle cose essenziali, ragazzi che mettono il proprio tempo a disposizione senza chiedere niente in cambio.
La Colletta Alimentare è molto più della somma dei prodotti raccolti: é una mappa emotiva che attraversa l’Italia e ricorda che la povertà non è un concetto astratto, ma un volto, un indirizzo, un frigorifero vuoto.
Ogni donazione è un piccolo messaggio silenzioso che scavalca differenze, fatica, indifferenza.
E ogni volontario è un tramite: una persona qualunque che, per un giorno, diventa ponte tra chi può e chi non può.
E quando la sera cala sul paese, il silenzio che scende su Pietrapaola non è mai davvero immobile. Ha il suono del mare che respira lento e quello della terra che conserva il lavoro degli uomini. È da questo doppio cuore — marinaro e contadino — che nasce la generosità dei pietrapaolesi: gente abituata a misurarsi con l’imprevedibilità delle onde e con la pazienza dei campi, consapevole che nulla cresce senza cura e che niente si affronta da soli.
Forse è per questo che, nella Colletta, il paese si è mosso come una piccola flotta solidale: qualcuno a terra, qualcuno in mare, ma tutti nella stessa direzione. Una comunità che conosce la fatica, ma anche il valore della condivisione; che sa che è possibile restare in piedi solo se ci si sostiene a vicenda.
E così, tra i carrelli svuotati e gli scatoloni ormai pieni, Pietrapaola ritrova ogni anno la sua identità più autentica: un luogo dove il vento del mare e l’odore della terra si intrecciano, ricordando a tutti che la forza di un paese non sta nella sua grandezza, ma nel modo in cui sa prendersi cura dei propri figli e di chi ha bisogno.
È un equilibrio fragile, certo, ma essenziale, che si rinnova ogni anno, come una promessa sussurrata: finché ci sarà qualcuno che dona e qualcuno che attende, la solidarietà non smetterà di camminare.
Perché a volte basta un pacco di pasta per ricordarci che non siamo soli!


Views: 113

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.