Ospedale Vittorio Cosentino: bella risposta da parte dei cariatesi

Si tratta ovviamente di una sfida difficile che deve salire alle cronache giornalistiche nazionali

Un plauso a tutti i cariatesi, uomini, donne, anziani giovani, che stamattina hanno risposto in gran numero, partecipando alla manifestazione pacifica volta alla riapertura dell’ospedale locale. Una struttura di eccellenza che sarebbe in grado, come già dimostrato ampiamente per il passato, di dare tutte le risposte sanitarie ai calabresi del basso ionio cosentino. 

La Calabria è stata deliberata zona rossa. Il suo sistema sanitario è in coma, devastato dall’incuria e incapacità di gestione. Un concentrato di corruzione che ha dilapidato la sanità pubblica che assolutamente deve trovare nuove forme serie e affidabili di rilancio. 

Per giunta un sistema oggetto di annose inchieste e nelle mani di commissari che si susseguono e che vengono precipitosamente rimossi, perché immobili dinanzi alla pandemia. In tutto questa critica e triste situazione sono dieci anni che l’ospedale di Cariati è stato chiuso senza alcun motivo. 

È stato così negato il diritto alla salute di tantissime persone che abitano in diversi comuni del territorio. Sono per giunta dieci anni che i cariatesi per fortuna non la danno vinta a una decisione che non ha mai avuto un serio e giusto motivo che la supporti. 

Siamo sempre più convinti che la sanità calabrese ha bisogno di tecnici responsabili e capaci. Non di prefetti o generali che si sono mostrati incapaci. Un appello va rivolto ai cariatesi. Unitevi sempre di più in questa battaglia che vi fa tanto onore e che risponde a un fabbisogno impellente che è sotto gli occhi di tutti.

È il momento di unire le forze. Di combattere per un vero interesse generale che deve vedere emergere un forte senso e spirito di comunità. Rivolgo un sincero encomio a chi oggi ha ben pensato di unire i cittadini cariatesi per conquistare un vero obiettivo comune. Ancora di più merita attenzione chi oggi ha voluto, indipendentemente dal colore politico, sostenere questa dura battaglia. 

Si tratta ovviamente di una sfida difficile che deve salire alle cronache giornalistiche nazionali, arrivando al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Sanità. Ci troviamo oggi in una fragilità e in un deficit di coesione locale e nazionale oltre che di inefficienza amministrativa. La cura, seppure difficile, è una sola: una politica che parta dal basso e che si assume le proprie responsabilità a tutti i livelli e nei confronti dei cittadini. 

Che dia, quindi, risposte alla sconnessione istituzionale e alle numerose  trascuratezze. Cariati ne è un esempio lampante. L’auspicio è quello che si possa assistere a Cariati a tante altre manifestazioni pubbliche quanto quella organizzata stamattina, per far sentire tutti parte di un destino comune. 

Nicola Campoli 

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