Nessuna adesione a “M’illumino di Meno” nel Basso Jonio Cosentino: un segnale di poca sensibilità o problemi politici? Analisi di Nicola Abruzzese – Legambiente “Nicà”.

Nel Basso Jonio cosentino, l’iniziativa “M’illumino di Meno”, la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli stili di vita sostenibili che Caterpillar e Rai Radio2 organizzano annualmente dal 2005 per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse; a venti anni dalla nascita, ha incontrato un muro di silenzio da parte dei Comuni, di altri Enti ed Istituzioni locali. Nonostante la crescente consapevolezza ambientale e gli sforzi delle autorità locali per promuovere pratiche più sostenibili, la partecipazione a questa campagna, è stata insoddisfacente e bassa anche nel resto della Calabria.

Questo ciclico vuoto di adesioni, solleva interrogativi sulla sensibilità delle comunità locali verso le tematiche ambientali e sulle possibili ed eventuali implicazioni politiche dietro questa mancanza di partecipazione.

Un atteggiamento, questo, che può essere interpretato come un segnale di mancanza di empatia nei confronti delle questioni ambientali da parte dei residenti della zona. Mentre la crisi climatica continua a minacciare il nostro pianeta e le future generazioni, la necessità di adottare comportamenti e abitudini più responsabili in termini di consumo energetico, è più urgente che mai.

L’assenza di consensi potrebbe essere interpretata come un segnale di scarsa sensibilità all’argomento da parte delle autorità locali e dei cittadini. In un’epoca in cui la crisi climatica richiede azioni urgenti e responsabili, ignorare iniziative di sensibilizzazione come “M’illumino di Meno” potrebbe essere il segnale di una mancanza di consapevolezza sull’importanza del risparmio energetico e delle sue implicazioni ambientali ed economiche. Forse alcuni cittadini non sono pienamente informati sugli impatti ambientali del consumo energetico e sui benefici del risparmio energetico. Altri potrebbero sentirsi scoraggiati dalle difficoltà pratiche nel modificare le proprie abitudini di vita o potrebbero semplicemente non considerare il risparmio energetico come una priorità nelle loro vite.

Dietro questa mancanza di adesioni potrebbero nascondersi anche motivazioni politiche, nonché una reticenza da parte delle istituzioni locali che, efedre, non partecipano ad iniziative promosse da altre realtà.

Le ragioni, dietro questa mancanza di empatia, possono essere molteplici. Tuttavia, nonostante queste sfide, è essenziale continuare a educare e sensibilizzare la comunità locale sull’importanza del risparmio energetico. Le autorità locali, insieme a organizzazioni non governative e ad altri attori della società civile, devono impegnarsi a promuovere una maggiore consapevolezza ed a fornire risorse e supporto pratico, per incoraggiare l’adozione di comportamenti più sostenibili. Inoltre, è importante fornire informazioni chiare e accessibili sulle motivazioni e sui benefici del risparmio energetico, evidenziando le conseguenze positive sia a livello ambientale che economico. Promuovere buone pratiche e offrire supporto tecnico e finanziario, per l’implementazione di soluzioni energetiche sostenibili, può anche incentivare la partecipazione e l’adozione di comportamenti virtuosi da parte della comunità locale.

:” Non ci cimento in una analisi politica del problema sollevato dalla vostra testata -ci dice Nicola Abruzzese, presidente di Legambiente “Nicà”, la sezione ambientalista di Scala Coeli molto attiva sul territorio- voglio approfittare di questo spazio, però, per una mia personalissima analisi. Le considerazioni sul potenziale energetico delle regioni del basso Ionio cosentino e dell’alto crotonese, sono estremamente pertinenti e riflettono una consapevolezza importante riguardo alle risorse naturali disponibili ed al loro sfruttamento sostenibile. È evidente che, queste aree geografiche, abbiano un’enorme opportunità di diventare autonome dal punto di vista energetico attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili come il sole e il vento. Il fatto che ci siano pochi impianti di produzione di energia rinnovabile, nonostante la ricchezza di risorse disponibili, indica una mancanza di sviluppo e di iniziativa nel settore energetico. Tuttavia, la consapevolezza del potenziale è il primo passo verso un cambiamento positivo. La prospettiva di rendere il territorio autonomo dal punto di vista energetico, non solo porterebbe benefici in termini di sostenibilità ambientale, ma anche economici. La produzione locale di energia rinnovabile, potrebbe creare nuove opportunità lavorative e stimolare l’economia locale. È cruciale, come sottolineato, porre a sistema questa ricchezza naturale e promuovere l’adozione diffusa delle tecnologie rinnovabili. Questo richiede un impegno coordinato tra governi locali, comunità, imprese e istituzioni educative per sviluppare infrastrutture adeguate, politiche incentivanti e programmi di sensibilizzazione.

Inoltre, è importante considerare il potenziale impatto sociale di una transizione verso l’energia rinnovabile. Rendere le famiglie e le imprese autonome dall’energia prodotta da fonti non rinnovabili, non solo ridurrebbe la dipendenza economica dalle grandi aziende energetiche ma potrebbe, anche, migliorare la qualità della vita e promuovere la resilienza delle comunità locali. Il basso Ionio cosentino e l’alto crotonese -conclude Abruzzese- hanno l’enorme opportunità di diventare leader nella transizione verso un’economia verde e sostenibile. Sfruttare appieno il potenziale delle fonti rinnovabili di energia richiede impegno, visione e collaborazione a tutti i livelli della società, ma i benefici che ne deriverebbero sarebbero inestimabili per l’ambiente, l’economia e il benessere delle persone.

Solo attraverso un impegno collettivo e un cambiamento culturale profondo possiamo sperare di affrontare efficacemente le sfide ambientali che ci attendono. È tempo che i cittadini. abbraccino pienamente l’importanza del risparmio energetico e si uniscano alla lotta, a favore di un futuro più sostenibile per tutti.

Antonio Loiacono

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