Nel Palazzo sembra si giochi a nascondino.

Non riesco a darmi una spiegazione convincente, circa ciò che sta accadendo da qualche tempo in seno al Consiglio Comunale di Cariati. Offrire all’esterno l’immagine di un consesso frammentato, quanto l’autorevole organismo dell’Amministrazione del Palazzo di Città, certo non aiuta la gente a cambiare opinione sulla politica. Al contrario, alimenta disaffezione. E’ mai possibile, nonostante forse ci fossero ragioni al momento ai molti sconosciute, che si possa andare a testa bassa in tale direzione? A chi giova tutto ciò? Ci sarebbe qualcuno di buon senso, tra gli attuali amministratori pubblici di maggioranza, che si prenda l’impegno di parlare ai cariatesi? Di spiegare loro i motivi dell’immobilismo politico amministrativo? Che cosa impedisce che tra maggioranza e opposizione si stabilisca un civile rapporto di confronto e collaborazione, nell’interesse comune dei cittadini e della comunità? Dov’è il rispetto per i cittadini? C’è qualcheduno dei Consiglieri di maggioranza che si è mai domandato cosa pensano i propri elettori, cui è stata chiesta la fiducia, poco più di due anni fa, e che oggi, invece, restano silenti? Le cose stanno davvero molto male. La situazione resta inamovibile e da troppo tempo. Nessun passo in avanti viene fatto. Anzi, l’ultimo paradosso raccontato è quello che nel Palazzo sembra si giochi a nascondino. Si. Quel gioco che tutti da bambini abbiamo praticato con grande entusiasmo e, che oggi, sebbene si appartenga al mondo dei grandi, qualcuno ancora ha piacere a partecipare. Bando ai giochi, bisogna vedere in faccia la realtà delle cose e affrontare con senso di abnegazione il fabbisogno delle persone. Siamo all’estremo paradosso di quest’amministrazione comunale che si mostra noncurante verso i tanti cariatesi e amici di Cariati, che restano ammutoliti e dispiaciuti per atteggiamenti poco rispettosi nei loro confronti. Dimenticando che rappresentare i cittadini è una di quelle cose che si debbono espletare con spirito di orgoglio e fondarsi su un rapporto di interazione costante con le persone che si rappresentano. Magari qualcuno se n’è dimenticato e di conseguenza è opportuno ricordarlo. Non resta che fare un appello, come cittadini di Cariati e come persone che hanno a cuore le sorti del paese, affinché cambino determinati comportamenti. Mi scuso, ma alla deriva delle istituzioni pubbliche, nei confronti delle quali nutro grande rispetto, nessuno può certamente rassegnarsi, condividendo, altresì, un futuro di comune declino. Nicola Campoli

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