Mauro Santoro, provoca in modo educato il Premier Renzi. Centrato il Tuo interrogativo!

Ho particolarmente apprezzato e condiviso la riflessione del Sindaco Santoro di qualche giorno fa, circa le difficoltà che vive una piccola comunità quanto Terravecchia, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e resa pubblica sugli organi di stampa. Il tema dei piccoli Municipi è uno di quegli argomenti difficili e molto gettonati negli ultimi tempi. Molte volte, a proposito, si usa in modo eccessivo “l’accetta”, invece, di riflettere più razionalmente sui particolarismi delle singole realtà e come si possa trovare il giusto equilibrio nel “fare”. In Italia complessivamente esistono 8057 Comuni, di questi 5652 hanno una popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti. Quindi, il 70,15% degli enti locali lungo la penisola è rappresentato da micro realtà con tutte le complicanze del caso, per giunta manifestate nella nota. La Regione Calabria conta 326 Comuni, su 409, con una popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Quindi, il 79,71% delle amministrazioni comunali ha una dimensione piuttosto micro. Una percentuale molto al di sopra della media nazionale. I piccoli Comuni custodiscono un patrimonio straordinario di beni culturali e ambientali, di tradizioni e abilità manifatturiere, di saperi e convivialità. Importante diventa la consapevolezza del ruolo che i piccoli comuni possono svolgere nel qualificare e rilanciare una parte consistente, ad esempio, dell’offerta turistica nazionale. Sempre più importante è alimentare il risveglio delle identità locali e orgogli territoriali, per farlo serve che le amministrazioni comunali siano messe nelle condizioni di farlo. Bene hai fatto, Caro Sindaco, a provocare in modo educato il Premier Renzi, che da ex Sindaco, deve saper segnare la strada di come vuole che le cose cambino. Infatti, tutto è centrato nel Tuo interrogativo: “se i comuni sono essenziali nel sistema democratico e se i piccoli enti, che poi sono la maggioranza, devono sopravvivere o essere soppressi”. Di conseguenza, si può pensare anche di: “spostare l’esigua popolazione di quegli enti in centri urbani di maggiori dimensioni. Solo così si potrà ottenere un grandissimo risparmio per i servizi e le infrastrutture soppresse”. In una parola, a guardare il tutto con l’obbligo della verità, i piccoli Comuni restano un punto saldo del nostro Paese che, però, devono sapersi rivisitare al proprio interno, avendo dalla loro uno “Stato amico” che crede nelle potenzialità degli stessi e nelle capacità di sapersi rigenerare. Ben venga il monitoraggio della spesa, ben venga la spinta a trovare le migliori economie di gestione, finché c’è convenienza e non perdenza. Spero allora che il Presidente Renzi risponda al sollecito e trovi le motivazioni pertinenti, affinché si possa fare un passo in avanti per la gioia chi ama queste piccole realtà. Nicola Campoli

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