L’USCITA ALLE 16.30 E IL VUOTO DOPO: CARIATI CERCA VINCENZO PUGLIESE

Scomparso da casa nel pomeriggio di oggi: l’85enne soffre di demenza vascolare. L’appello della famiglia

Vincenzo Pugliese

Antonio Loiacono

Alle 16.30 non succede quasi mai nulla di memorabile. È un’ora di passaggio, sospesa tra il caffè e il tramonto, tra le commissioni finite e la sera che ancora non arriva.

Oggi, a Cariati, quell’ora ha preso un peso diverso. Da via San Giovanni un uomo è uscito di casa senza portare con sé nulla che potesse aiutarlo a ritrovare la strada. Vincenzo Pugliese, 85 anni, non è più rientrato. E da allora il tempo, per la sua famiglia, non scorre: si accumula!

Non aveva con sé documenti, né telefono, né denaro. Solo un giaccone blu scuro, un cappello marrone calato sulla testa e scarponcini neri. Abiti ordinari, da inverno del Sud. Niente che potesse far pensare a un addio.

Chi conosce la demenza senile vascolare sa che non sempre è il corpo a tradire per primo. A volte è l’orientamento. Il senso delle distanze. La geografia elementare delle cose. Una strada può diventare un enigma. Un incrocio, una frontiera.

Pugliese è alto circa un metro e settanta, corporatura media. Ottanta chili distribuiti su una vita normale, senza eccessi. Soffre di diabete, di ipertensione. Assume cardioaspirina e farmaci per il controllo pressorio. Il dettaglio clinico, freddo sulla carta, diventa improvvisamente urgente quando si immagina il tempo che passa e una terapia che salta.

Non si sa in quale direzione abbia preso. Forse verso il centro, forse verso la periferia che sfuma nei campi.

In questi casi la città cambia faccia. Le vie consuete diventano corridoi da perlustrare. I negozianti alzano lo sguardo più del solito. I passanti osservano i volti. Ogni uomo anziano con un cappello scuro, per un istante, potrebbe essere lui.

C’è un numero di telefono che circola in queste ore: 3533201652 — quello del figlio, Antonio — e dietro quel numero c’è una casa che non dorme. L’attesa ha un rumore particolare: è fatta di chiamate che non arrivano, di passi sulle scale, di finestre aperte troppo a lungo.

Non sappiamo dove sia Vincenzo Pugliese. Sappiamo però cosa significa per una famiglia misurare il tempo non in ore ma in possibilità. Ogni minuto che passa è una domanda.

Se qualcuno lo incontra, se un dettaglio coincide — il cappello marrone, lo sguardo forse disorientato — fermarsi potrebbe fare la differenza. Non servono gesti eroici. Solo attenzione.

A Cariati, il pomeriggio è infinito! Rimane sospeso tra una porta lasciata socchiusa e una strada che, da qualche parte, dovrebbe riportare a casa.

 

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