Lettera aperta al Presidente della Regione Calabria

Presidente,

dopo tante illusioni, dovendo sperare nella sua personale abilità di recuperare una corretta giustizia distributiva dei suoi impegni e della progettualità per tutte le aree della sua e nostra Regione, mi permetto di segnalarle, a nome di tutti coloro che non possono partecipare al tavolo della suddivisione e rischiano di non “ottenere” i loro diritti, le necessità improcrastinabili di un territorio che sta morendo: il Basso Jonio cosentino. Invocando l’equa distribuzione della sua attenzione e della correttezza di cui, sicuramente è dotato, voglio ricordarle alcune cose note, ma eclatanti nello squilibrio regionale dovuto ad un tempo storico-politico che ha premiato i “lacchè” di turno e i subalterni di appartenenza.

Fidando nella sua serietà e con la preghiera di  verificare quanto i suoi predecessori hanno prodotto, significativamente, nel Basso Jonio cosentino, per rendersi conto della sfortuna di un’area geografica regionale, ormai figlia di nessuno. Il Basso Jonio cosentino, territorio lontano dal capoluogo provinciale ormai abbandonato da più lustri, defraudato nell’area del diritto con la chiusura del Tribunale di Rossano e nell’area della Sanità con la chiusura dell’Ospedale di Cariati, cose che tragicamente si sommano all’abbandono della progettualità locale della SS 106 e della tratta ferroviaria Sibari – Crotone, come la progressiva incapacità di invertire le condizioni riguardanti la portualità sostenibile di Corigliano e della stessa Cariati. Il Basso Jonio cosentino votato alla più assoluta “inesistenza” di un futuro rassicurante per le incapacità contrattuali della politica locale, ma anche dello Stato che non ha brillato per la soluzione della “Questione Meridionale” e che rischia di franare, anche oggi, nella grande occasione del PNRR.

Un territorio che è obbligato a ricercare giustizia in quel di Castrovillari ed affidarsi ad una sanità che, malgrado gli sforzi del limitato personale in Corigliano-Rossano, non riesce a dare risposte dovute a tanti utenti del territorio che non è un’espressione geografica insignificante, ma di realtà mortificate come Longobucco, Cropalati, Paludi, Caloveto, Bocchigliero, Campana, Scala Coeli, Mandatoriccio, Pietrapaola, Calopezzati, Cariati e la stessa Corigliano-Rossano, terza città calabrese. Segnalo tutto ciò alla S.V. all’inizio di un nuovo anno che non può essere il tempo del definitivo abbandono del Basso Jonio cosentino. Per tale motivo confidiamo nella sua attenzione equilibrata e lontana dalla ricerca di consensi e dal servilismo politico di quanti curano le velleità personali, ma non hanno regalato a questo territorio il sussulto della produttiva gestione amministrativa. In tanti si candidano già autori di quanto Lei saprà fare con la sua equa gestione, pazienza, saremo giudici accorti dei risultati.

A Lei le conclusioni per scuotere l’ignavia del passato verso questo territorio che fa parte della sua e nostra Calabria.

Auguri di buon lavoro con la certezza che cancellerà le brutte pagine scritte per il Basso Jonio cosentino.

Gerardo Aiello

(Pensionato – già Dirigente scolastico e Sindaco)

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