Le discariche, vecchie e nuove, sono soluzioni tampone.

Il Sindaco Antoniotti ha ragione: non ci sono state ultimamente delle riunioni tra i sindaci e comitati cittadini, bensì ci sono costantemente da quasi due anni in tutti i paesi della sibaritide, fuorché a Corigliano Calabro, per via del commissariamento, ed a Rossano. Sorvoliamo sui numerosi, ormai abituali, insulti del sindaco nei confronti di chi difende il territorio senza essere per questo galoppino di qualche apparato partitico che lo piazza da qualche parte a fare i propri interessi ed a lavorare contro gli interessi delle nostre comunità e del territorio, come fanno, per esempio, i parlamentari ed i consiglieri regionali del suo partito ormai da anni. Ci permettiamo solo di ricordare al Sindaco che la rete regionale dei comitati territoriali ha organizzato numerosi eventi negli ultimi anni ed è stata la prima – ben prima di tutto il pantheon politico regionale, per intenderci – ad avere il coraggio di attaccare l’Ufficio del Commissario con una manifestazione partecipata da 5000 calabresi, senza apporto di partiti e sindacati. Preferiamo, invece, cogliere quanto di buono c’è nelle dichiarazioni di Antoniotti, ovvero l’assoluta contrarietà ad altri abusi a Bucita, per cui siamo pronti ad affiancare il primo cittadino in ogni atto a difesa dei cittadini, così come abbiamo fatto in passato ed in tutta la regione, in sintonia o in contrasto con i sindaci in carica. Inoltre apprezziamo e rilanciamo l’appello ad una unità territoriale importante, di certo su una base corretta e più informata rispetto a quella del primo cittadino rossanese, per non compiere gli stessi errori fatti per gli ospedali e per il tribunale, errori compiuti in primis proprio dall’amministrazione bizantina e che si stanno ripetendo sui rifiuti. Non è Rossano che “ha dato”, ma l’intero territorio, da Rocca Imperiale a Cariati, e l’intera Calabria. Abbiamo dato nei confronti di una gestione dei rifiuti scellerata e criminosa dell’ufficio del commissario su cui governi centrali e regionali hanno scaricato le proprie responsabilità; abbiamo dato nei confronti di una speculazione privata, non estranea ad interessi politico-malavitosi, che ha devastato il nostro territorio ingigantendo il problema dei rifiuti, che problema non sarebbe. È vero che qualsiasi soluzione tampone è ormai inutile e non fa altro che rimandare il problema: lo è il conferimento in una discarica “vecchia”, lo sarebbe il conferimento in una discarica nuova, che con questo regime di raccolta differenziata si riempirebbe in pochissimo tempo, facendoci tornare punto e a capo, ma producendo un altro, ennesimo disastro per la nostra salute e la nostra economia. Questo è il dato incontrovertibile degli ultimi vent’anni, da quando ciclicamente vengono proposte nuove discariche le quali avrebbero dovuto essere risolutive ed invece sono solo cambiali in bianco pagate dalle comunità. La pazienza dei cittadini è finita. L’impianto di selezione di Bucita, lo ribadiamo, non funziona da anni e questo non ha nulla a che vedere con la capienza delle discariche. Si tratta di uno dei cinque impianti pubblici, costruiti e pagati con i soldi dei cittadini, che per anni sono stati gestiti pessimamente da privati senza la minima manutenzione, e che sono serviti esclusivamente ad arricchire una serie di speculatori, per esempio i proprietari di discariche private. Quando la Tec-Veolia ha annunciato l’abbandono degli impianti di tutta la Calabria, circa un anno fa, abbiamo chiesto a gran voce che l’impianto di selezione di Bucita, pagato dai cittadini, fosse rimesso in funzione correttamente attraverso una manutenzione straordinaria pagata dal commissario, e riaffidato alle comunità attraverso la gestione dei sindaci del comprensorio. Molti sindaci hanno risposto al nostro appello, quello di Rossano no. Non ci stupisce che oggi quell’impianto non solo non serva a nulla, perché ribadiamo non produce né compost né combustibile di qualità, ma sia del tutto inutilizzabile con imbarazzante puntualità, nonostante i cittadini ed i comuni paghino profumatamente la società che lo gestisce. Chi ci guadagna? Come sempre i proprietari delle discariche private. Chi paga? Noi. Non solo: il Sindaco dovrebbe sapere che nell’inceneritore di Gioia Tauro vengono bruciati per la maggior parte, rifiuti provenienti da altre regioni con un costo chiaramente elevato, proprio perché gli impianti di selezione, tra cui quello di Rossano, non funzionano. Chi paga questi costi? A che servirebbe un’altra discarica a queste condizioni? Questo circolo vizioso deve finire. Il nostro ripetuto appello è quello di imporre agli organi regionali il finanziamento della manutenzione straordinaria degli impianti e la pianificazione dell’affidamento della gestione ad i sindaci: su questo bisogna sbattere i pugni e solo così si può gestire l’emergenza. Per uscire dall’emergenza invece, lo ripeteremo fino alla noia, è necessario mettere in atto un sistema pubblico di raccolta differenziata spinta basata sul riciclo ed il riutilizzo. Servono atti semplici, ma concreti. Primo: togliere i cassonetti e realizzare il porta a porta. Secondo: realizzare una gestione pubblica sottraendola alla gestione privata, spesso in conflitto di interessi, risparmiando soldi pubblici e creando posti di lavoro in più. Il resto è solo propaganda, aziendale o elettorale. A queste condizioni, affiancheremo i sindaci che intenderanno far sentire la voce del nostro territorio nei confronti delle istituzioni responsabili, da Catanzaro a Roma. Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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