ITALIA BUONA LA PRIMA, UNGHERIA QUASI FUORI E FURIA ROSSA SPAGNOLA

di Marco Toccafondi Barni

Ungheria – Svizzera 1 – 3

– Doveva essere la partita del grande equilibrio quella tra Ungheria e Svizzera, ma così non è stato e adesso la formazione magiara è quasi fuori dall’ Europeo. Sì, perché se la Scozia, sculacciata all’ esordio con i padroni di casa, in fondo, puo’ ancora sperare di giocarsela con un’ Ungheria invero apparsa piuttosto modesta o con una Svizzera comunque alla portata, davvero difficile pensare che i magiari possano far punti con la Germania. E con soli 3 punti, normalmente, non si passa il turno.

C’è anche un po’ d’ Italia in questa Ungheria così mediocre, il c.t. piemontese Marco Rossi, che purtroppo per lui e per tutti gli ungheresi prende una lezione di calcio dallo svizzero Yakin. Quest’ ultimo, infatti, indovina la chiave tattica del match: inventarsi Duah attaccante. Sarebbe un’ ala, ma è subito ripagato da un giovane alla sua seconda presenza con la nazionale, che difatti segna al 12° minuto e poi inventa, insieme a Freuler, l’azione del raddoppio di Aebischer allo scadere. Era partita forte la formazione rossocrociata, però nessuno ipotizzava un’ Ungheria sotto di 2 gol alla fine del primo tempo. La scelta di dare fiducia a Duah e un pressing alto, insomma una squadra a sorpresa e in grado di sorprendere, hanno fatto il resto. Inizia la ripresa e qualche segnale ungherese arriva, ma il gol del giocatore forse più atteso, una stella dell’ Ungheria, Varga, al minuto 66 è solo un fuoco di paglia, perché ci penserà un calciatore spesso in voga su PES e Fifa, almeno se prendi la Svizzera, Embolo, nato nella capitale del Camerun e naturalizzato svizzero, a portare il risultato sul definito 3 a 1. La Svizzera va in paradiso e forse ipoteca persino la qualificazione già nei primi 90 minuti di gioco (onestamente la Scozia vista all’ esordio non pare un ostacolo insormontabile per gli elvetici), mentre per l’ Ungheria è già buio pesto, perché eccezion fatta per un miracolo con la Germania la qualificazione sembra già un miraggio.

Spagna – Croazia 3 – 0

– Boom, arrivano le Furie Rosse e si vede. La Spagna gioca con la Croazia come fa il gatto con il topo o se preferite il torero col toro, per quasi una mezz’oretta. Parte forte la formazione di Luis De La Fuente, ma è solo per dare un assaggio di chi sono questi giovani spagnoli ad attempati quanto talentuosi giocatori come i croati. Dopodiché la partita va in stallo e i Diavoli rossi di La Fuente sembrano quasi lasciare il pallino, volutamente, agli avversari. E così la partita va avanti in equilibrio fino quasi ai primi 30 minuti, facendo quasi ridicolizzare lo scarto generazionale dal buon Sebino Nela in telecronaca. Tuttavia, appena il soporifero (lo dico da tifoso giallorosso e suo fan) commentatore della Rai finisce con la sua battuta ecco che la Roja sferra un uno-due micidiale: dapprima è Alvaro Morata ad aprire le danze (in continua polemica con la nazionale, i tifosi e la Spagna intera, non a caso di nuovo in odor d’ Italia nonché separato in casa con l’ Atletico Madrid), grazie a una verticalizzazione iniziata da un eccellente passaggio di Fabian Ruiz; passano appena due minuti e al 32° è proprio l’ex Napoli a raddoppiare con una sferzata di mancino e a metterla alle spalle dell’ estremo difensore croato. E’ un uno due terrificante, che avrebbe messo al tappeto chiunque, ma non la Croazia, che infatti ha due palle gol nitidissime. Tuttavia tra avere due grandi occasioni e segnare due gol c’è differenza. Alla fine vale dunque la solita legge del calcio: gol sbagliato, gol subito. Proprio allo scadere dei primi 45 minuti arriva infatti il terzo gol: cross

perfetto di Lamine Yamal che Dani Carvajal deve solo buttare dentro. Spagna spietata e Croazia spacciata, si va al riposo sul 3 a 0. Il secondo tempo va in gestione Roja, le due squadre si riposano pensando all’ Italia e all’ Albania. C’è solo il tempo per un rigore prima assegnato e poi negato che avrebbe significato il gol della bandiera per la nazionale a scacchi.

Italia – Albania 2 – 1

– L’ Europeo dell’ Italia non poteva cominciare in maniera peggiore. Parafrasando, davvero di poco, le parole del mitico Nando Martellini all’ esordio di una giovane Italia di un allora quasi sconosciuto Enzo Bearzot, erano i Mondiali d’ Argentina e correva l’anno 1978, si puo’ descrivere l’avvio choc in questo esordio 2024 con l’ Albania. Molto simile ad allora con la più quotata Francia. Si è registrato, infatti, il gol più veloce mai realizzato nella storia del torneo e contemporaneamente il più veloce mai subito dall’ Italia. Colpa di un errore insensato di Dimarco, che da rimessa laterale regala il pallone a Bajramy, che non si fa pregare nel trafiggere un incolpevole Donnaruma. Sono passati appena 24 secondi e l’ Italia è già sotto. Nel 1978 servì almeno un minuto a Lacombe per bucare la porta di Zoff. La ribaltammo allora con la Francia, gol di Pablito Rossi e Zaccarelli, l’abbiamo ribaltata oggi con la più abbordabile Albania. Fanno tutto gli interisti, prima l’erroe del difensore neroazzurro e poi un uno due micidiale: Bastoni all’ 11° minuto su cross al bacio di Lorenzo Pellegrini e 5 giri di orologio più tardi con un autentico gioiello di Barella che, al volo, fulmina Strakosha. Al 16° siamo già 2 a 1, l’ Italia in un quarto d’ora l’ha ripresa, tuttavia errori di misura e scarsa concentrazione, oltre a una bella parata dell’ estremo difensore albanese portano gli azzurri in vantaggio sì ma soltanto di misura alla fine dei primi 45 minuti. Il secondo tempo si apre quindi con parecchie speranze tra i tifosi azzurri, in minoranza rispetto alla marea rossa albanese nello stadio di Dortmund, tuttavia la ripresa è bruttina e per lunghi tratti noiosa, l’ Italia cala di ritmo e Scamacca è impalpabile. Calafiori cala alla distanza inoltre, il migliore in campo, il solito Niccolò Barella, esce stremato. Nel finale prende quindi coraggio l’Albania e solo un intervento strepitoso di Gigio Donnarumma ci salva da un pareggio sanguinoso in zona Cesarini. Insomma, un’ Italia buona per metà, poco concentrata e comunque capace di portare a casa i primi 3 punti in questo Europeo. Buona la prima, bastava questo, ma contro la Spagna sarà tutta un’ altra storia.

Print Friendly, PDF & Email

Views: 161

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta