Intelligenza Artificiale e scuola: scenari, etica e responsabilità al centro degli Stati Generali dell’IIS e dell’IC Cariati

Un evento di alto profilo chiude l’anno scolastico con una riflessione corale su opportunità, rischi e quadro normativo dell’IA in ambito educativo

L’anno scolastico 2025/26 si è concluso con un appuntamento di particolare rilievo per l’IIS e l’IC Cariati: una giornata di formazione che ha assunto i contorni di veri e propri Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale, coinvolgendo l’intera comunità scolastica. Giovedì 28 maggio, grazie alla regia della Dirigente Scolastica Sara Giulia Aiello e alla partecipazione di un relatore di spicco, quale il prof. Flavio Filini, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Dir Scuola, del Data Protection Officer Carmine Altomari e dei Referenti per l’Intelligenza Artificiale dei due istituti, la professoressa Daniela Mancini e il professore Michele Cariglino, docenti, personale ATA e famiglie si sono confrontati su come l’IA stia ridisegnando i contorni della scuola, della società e della vita quotidiana.

Ad aprire i lavori è stata la professoressa Daniela Mancini, Referente per l’Intelligenza Artificiale (RIA) dell’IIS Cariati, che ha illustrato il ruolo del Gruppo di Lavoro per l’Intelligenza Artificiale (GLIA), organismo costituito dalla Dirigente Scolastica insieme al Team per l’Innovazione Digitale, alle Funzioni Strumentali per l’Inclusione e ai Collaboratori del DS. Il GLIA ha elaborato due documenti cardine, il Piano dell’IA di Istituto e il relativo Regolamento, strumenti attraverso i quali la scuola intende governare il processo di innovazione con spirito critico e costruttivo.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: formare cittadini competenti e consapevoli, professionisti del futuro capaci di padroneggiare gli strumenti dell’innovazione cogliendone potenzialità, limiti e implicazioni etiche. L’IA, concepita come alleato pedagogico e non come sostituto della relazione educativa, rappresenta un’opportunità per innovare la didattica, personalizzare gli apprendimenti, promuovere l’inclusione e preparare studentesse e studenti a professioni che richiedono competenze digitali avanzate e capacità di interazione responsabile con i sistemi intelligenti.

La riflessione pedagogica ha posto l’accento sulla necessità di fornire ai docenti un quadro metodologico solido, articolato in direttive operative e sostenuto da considerazioni pedagogiche, psicologiche e linguistiche sull’impiego dell’IA generativa in ambito educativo. Centrale è la promozione di una didattica metacognitiva: lo studente non deve limitarsi a ricevere passivamente contenuti preconfezionati, ma sviluppare un approccio euristico alla conoscenza, valutando criticamente la qualità delle informazioni attraverso un’attenta verifica delle fonti.

È emersa inoltre l’importanza della cosiddetta intelligence, la capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato per delineare scenari futuri. L’ibridazione tra uomo e macchina, resa possibile dalle tecnologie ubique, comporta rischi che impongono di investire nel potenziamento delle facoltà cognitive umane. In un contesto in cui rapidità e accuratezza nell’elaborazione delle informazioni divengono strategiche, e quindi l’uso dell’AI imprescindibile, occorre dirottare risorse e ricerca verso il rafforzamento dell’intelligenza umana, affinché l’individuo acquisisca piena consapevolezza delle proprie azioni.

L’intervento del prof. Flavio Filini ha offerto un’analisi approfondita degli aspetti normativi, giuridici ed etici, con particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie IA nei contesti scolastici e amministrativi. Filone centrale della relazione è stato il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act, Regolamento UE 2024/1689), primo quadro normativo organico al mondo dedicato all’IA, che introduce un sistema di classificazione basato sul livello di rischio, minimo, limitato, alto, inaccettabile. Per i sistemi definiti “ad alto rischio”, tra cui rientrano diversi ambiti educativi e della pubblica amministrazione, sono previsti obblighi stringenti in materia di trasparenza, supervisione umana, tracciabilità e gestione del rischio.

Insieme al DPO Carmine Altomari, il prof. Filini ha esaminato le implicazioni derivanti dall’applicazione del GDPR (Regolamento UE 2016/679) all’uso dell’IA nelle scuole: valutazione d’impatto (DPIA), sicurezza dei dati di studenti, docenti e personale, trasparenza algoritmica e necessità di mantenere il controllo umano sui processi decisionali automatizzati.

Sono state trattate anche le Disposizioni e le Deleghe date al Governo in tema di intelligenza artificiale sulla base della legge 132/2025, in particolare i principi in materia di informazione e di riservatezza dei dati personali. Ad esempio, l’accesso alle tecnologie di intelligenza artificiale da parte dei minori di anni quattordici nonché il conseguente trattamento dei dati personali che richiedono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. O anche i rischi legati alla violazione della Privacy: quali dati vengono raccolti, da chi, sotto quali legislazioni e per quali usi. Questi gli interrogativi che il prof Filini ha posto al numeroso pubblico presente. Pertanto, non bisogna caricare mai dati personali identificativi di studenti, famiglie o colleghi: nomi, email, numeri di telefono, foto, registri, voti, PEI, PDP relativi a studenti con BES/DSA, note disciplinari, indirizzi, codici fiscali; non bisogna usare account personali o strumenti non approvati dall’istituto per attività scolastiche. Mentre buone pratiche essenziali risultano essere: anonimizzare, usare modalità “no logs” quando possibile, aumentare la consapevolezza in classe con informativa agli studenti, policy chiare su cosa è lecito inserire; per attività didattiche comuni lavorare con prompt privi di dati reali e conservare i materiali finali in sistemi approvati dall’istituto così come per correzioni o valutazioni, evitare di inserire testi che identifichino lo studente, usare rubriche astratte o esempi anonimizzati. I dati inseriti possono rispuntare in modo incontrollato ed essere utilizzati contro di noi (la conoscenza è potere); inoltre, l’IA è una buona occasione per parlare anche di sicurezza informatica, di cyberbullismo, etc.

Ampio spazio è stato dedicato alle Linee Guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito (D.M. n. 166 del 9 agosto 2025), che definiscono principi fondamentali quali centralità della persona, uso etico e responsabile dell’IA, inclusione, trasparenza e formazione del personale. Le scuole sono qualificate come deployer di sistemi IA, con precise responsabilità organizzative e documentali attribuite ai Dirigenti Scolastici. Tra i temi affrontati: responsabilità civile e amministrativa nell’uso degli strumenti IA, prevenzione di discriminazioni algoritmiche, allucinazioni e bias, formazione obbligatoria del personale prevista dal quadro europeo, etica dell’innovazione tecnologica e tutela della dignità della persona.

A conclusione dell’evento, la Dirigente Scolastica Sara Giulia Aiello ha ricordato il prosieguo del percorso formativo in modalità asincrona sulla piattaforma dedicata di Dir Scuola e ha ringraziato il prof. Filini per una visione dell’Intelligenza Artificiale che trascende la dimensione meramente tecnologica per abbracciare quella culturale e giuridica. L’IA, ha sottolineato, è stata interpretata come una grande opportunità di innovazione che esige tuttavia regole chiare, consapevolezza critica e solide competenze normative, affinché il suo utilizzo sia sicuro, equo e autenticamente al servizio della collettività.

Il Referente per l’Intelligenza Artificiale IIS Cariati

Prof.ssa Daniela Mancini   

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