IL PIATTO TIPICO DI CARIATI A FERRAGOSTO, LE MELANZANE RIPIENE, CONSIGLIATO DAL SETTIMANALE “LA DOMENICA DEL CORRIERE” NEL 1964

di Franco LIGUORI,  storico


E’ noto a tutti che il piatto tipico di Cariati nel giorno di Ferragosto è la tortiera di melanzane ripiene, un piatto, a dire il vero, che si ritrova nella cucina di tanti altri paesi della Calabria, ma preparato con ingredienti diversi. Le melanzane ripiene “alla cariatese” sono uniche e particolarmente gustose.

Copertina DOMENICA DEL CORRIERE 1964

A dirlo non è il sottoscritto, che pure le mangia e le gusta con sommo piacere, ma, nientemeno che, la celebre Lisa Biondi. Chi sia cresciuto negli anni ’60 non può non aver sentito parlare di questa graziosa signora, l’ancella di tutte le cucine, che, negli anni del boom economico dispensava consigli e ricette alle casalinghe italiane. Era il decennio 1960-70. Dominava ancora il perfetto stereotipo, incarnato dalla stessa Lisa Biondi, della “mamma casalinga” che restava a casa a badare ai figli e alla famiglia, mentre il marito lavoratore era in ufficio o in altro posto a lavorare. Le lotte per i diritti civili erano ancora  lontane ma, comunque, alle porte; si moltiplicavano gli elettrodomestici nell’ottica di rendere confortevole la vita alle signore, che potevano così “abitare” la cucina con la prole, senza troppo affaticarsi nelle faccende domestiche, e magari in sottofondo il ronzìo del tubo catodico e i dialoghi dei primi programmi televisivi di cucina. Il nome di Lisa Biondi, massaia d’ogni cucina, compariva sulle copertine di centinaia di ricettari e nelle rubriche di cucina di tanti giornali. Anche il più popolare settimanale italiano dell’epoca “La Domenica del Corriere”, con le belle copertine disegnate da Walter Molino, diretto nei primi anni ’60 dal critico teatrale Eligio Possenti e dallo scrittore Dino Buzzati, aveva una rubrica di cucina, con le ricette di Lisa Biondi.

Chi scrive, all’epoca studente liceale, lettore assiduo del settimanale sopracitato, acquistato settimanalmente da suo padre, anche lui lettore di quel giornale, ricorda l’emozione provata nel leggere sul numero di ferragosto del 1964 della “Domenica del Corriere” (ancora conservato nel suo archivio storico personale)  questa ricetta di Lisa Biondi : “Il piatto ch’io vi consiglio per ferragosto è calabrese: la tortiera di melanzane. Melanzane il cui ripieno varia da paese a paese; uno dei più gustosi è quello di Cariati, in provincia di Cosenza, composto di mollica di pane, acciughe salate, polpa di olive in salamoia, aglio e olio vergine d’oliva”.

Ed ora, per essere coerente col mio costante interesse per la storia del nostro paese, lasciate che  dia qualche cenno storico sul contesto socio-politico, economico e di costume della Cariati  di quei lontani primi anni ’60 , frutto non solo di ricerca ma anche di ricordi personali di vita vissuta.

La Cariati dei “favolosi” anni Sessanta

SPIAGGIA DI CARIATI ANNI 60′

Cariati aveva a quel tempo una popolazione di poco più di settemila abitanti, ma era, comunque, un paese importante della provincia cosentina, anche per essere, all’epoca, ancora sede vescovile e capoluogo di una grande diocesi, il cui territorio ricadeva prevalentemente nel territorio del Crotonese (da Torretta di Crucoli a Strongoli). Dal 1957 ne era vescovo mons. Orazio Semeraro,che partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano II e fece sentire anche a Cariati l’eco della positività e della speranza accesa nel mondo dal “papa buono” Giovanni XXIII,col suo messaggio di apertura  verso tutti (l’età giovannea).Sul piano amministrativo, dal 1962, dopo il decennio amministrativo del sindaco Daniele Franza,la città era governata da un’amministrazione democristiana, guidata dal dottor Antonio Cretella, figura di medico molto benvoluto nel paese per la sua affabilità.

La vita sociale della comunità locale era contrassegnata dal fenomeno dell’emigrazione, molto intenso,  dei nostri lavoratori (operai, contadini, pescatori, artigiani ),di ogni età, verso la Germania, la Svizzera e la Francia.  Grazie ad essa, le secolari condizioni di miseria di gran parte della popolazione cominciavano ad attenuarsi e si andava gradualmente verso un sostanziale affrancamento dal bisogno di molte delle famiglie dei pescatori, degli operai, dei lavoratori agricoli. Le rimesse che arrivavano mensilmente dalla Germania in special modo, ma anche dalla Svizzera, consentivano di far studiare i figli, di comprare una casa o di iniziare a costruirne una nuova, a più piani, in vista dell’allargamento della famiglia, e di elevare, comunque, il tenore generale di vita dei suoi componenti. Sotto il profilo  socio-economico, il paese viveva, come avveniva nel resto d’Italia, l’euforia del boom economico, che si manifestava in maniera più evidente nell’acquisto degli elettrodomestici: frigoriferi, radio, televisori, lavatrici, entravano ormai in tutte le case dei cariatesi, anche di quelli di più modeste condizioni economiche. Un altro aspetto dell’allegria di quegli anni (per dirla con una celebre espressione di Mike Bongiorno) era la voglia di divertimento e di svago, che “esplodeva” soprattutto in estate, quando i “Germanesi” (così li chiamavamo !) tornavano a casa, spesso in fiammanti automobili acquistate nei paesi dove lavoravano, per farsi le meritate ferie al bel  mare della nostra Cariati, della quale sentivano tanta nostalgia quando se ne dovevano allontanare, per lavoro.  Spesso i nostri lavoratori all’estero portavano con loro amici tedeschi, con i familiari, che scoprivano con curiosità e ammirazione i bei luoghi di provenienza dei lavoratori emigrati nel loro Paese e ne rimanevano entusiasti. In quegli anni a Cariati non mancavano i posti in cui andare a passare una serata piacevole all’insegna della musica e del ballo.

DISCOTECA LA LUCCIOLA DI CARIATI

Il locale più rinomato e “più alla moda” era “La Lucciola”, così chiamato per l’originale disegno a colori  (opera del pittore cariatese Saverio Liguori) di quell’insetto notturno, dipinto sulla parete principale della pista da ballo.  La “Lucciola”, aperta nel 1962, fu uno dei primi locali di divertimento notturno nati sulla fascia ionica tra Sibari a Crotone, ed era frequentato da persone provenienti da tutto il territorio, anche perché capace di offrire serate indimenticabili con la presenza di cantanti di grido del momento, come Ornella Vanoni e tanti altri . Naturalmente, non poteva mancare alla Lucciola uno dei simboli dell’intrattenimento pubblico di quegli anni: il jukebox che permetteva a chi voleva, con l’inserimento di una moneta al suo interno (100 lire) , di ascoltare la propria canzone preferita, quella che era “più gettonata” (l’espressione nacque proprio allora) in quel momento. Erano gli anni in cui furoreggiavano canzoni come Legata a un granello di sabbia di Nico Fidenco (1961), il cui 45 giri vendette un milione di copie  e si ascoltava ovunque, non solo nei clubs, ma anche sulla spiaggia.

Il complesso dei Trappers, band cariatese degli anni 60/70
Il complesso dei Trappers, band cariatese degli anni 60/70

La celebre canzonetta-tormentone, non a caso,  delle “allegre” estati anni ’60,  entrerà nella colonna sonora del film cult degli anni Ottanta “Sapore di mare”, che racconta la gioventù e la spensieratezza degli anni Sessanta. Un’altra canzone-tormentone di quegli anni era Una rotonda sul mare di Fred Bongusto, del 1964, una di quelle canzoni che riesce a fotografare in modo perfetto l’atmosfera dell’Italia del boom economico, dei 45 giri e dei jukebox, l’immagine di una bella Italia di un tempo che ormai sembra remoto.  Queste canzonette, con l’atmosfera di spensieratezza che riescono a ricreare, riportano chi scrive ai suoi begli anni dell’adolescenza e gli ricordano una Cariati diversa da quella di oggi, forse più “povera”, ma sicuramente più “felice”, più “proiettata verso un futuro migliore”, più “fiduciosa in se stessa”, meno “apatica” e  “più partecipe” alla vita della comunità !  Sarebbe ora che la Cariati di oggi recuperasse quei valori di un tempo e si riavviasse sul cammino del progresso e della civiltà !…Pena la “distruzione”  e la “fine” di una comunità che ha avuto, e potrebbe continuare ad avere, un ruolo importante nella storia non solo del nostro territorio, ma della Calabria tutta !!!

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