Il deputato Laratta visita la discarica della discordia.

Il deputato del Partito democratico Franca Laratta ha visitato ieri mattina la discarica di contrada Pipino, accompagnato dai ragazzi de “le Lampare” e dal “Comitato no discarica” di Scala Coeli. “ Siamo dinanzi ad un possibile scandalo tutto calabrese”, ha commentato il parlamentare che si domanda: “Chi ha autorizzato, come e perché il conferimento di rifiuti solidi urbani in un sito nato per rifiuti speciali non pericolosi?” Laratta spiega che l’impianto, “nato come sito per rifiuti speciali non pericolosi, iniziato e mai ultimato, né tantomeno collaudato, sarebbe stata scelto dal commissario per l’emergenza ai rifiuti in concorso con l’assessorato regionale all’ ambiente, quale discarica per rifiuti solidi urbani. Sono notizie di stampa che lo stesso commissario Speranza sembrerebbe non poter confermare. Ma i dubbi restano tutti, visto che il egli non ha mai smentito la notizia”. L’onorevole punta l’indice sulle eccellenze del territorio: “le coltivazioni biologiche non sono mai state prese in considerazione dal Dipartimento politiche per l’ambiente della Regione, il quale ha inteso revocare la sospensione dei lavori della discarica, prendendo per buono le deduzioni della società Bieco (la proprietaria del sito) in palese contrasto con le certificazioni degli Enti pubblici intervenuti nell’iter autorizzativo e nella fase della realizzazione”. Insomma, saremmo dinanzi ad un vero e proprio “giallo” che nasconde “l’incapacità di Regione e commissariato. Ma si tratta di un film già visto: La Regione è stata sorda, cieca e muta quando il parlamento (assenti i deputati Pdl della Calabria) ha discusso la relazione Pecorella sul ciclo rifiuti in Calabria. Era il 2011, e sin da allora il parlamento lanciava l’allarme per la nostra regione, che si candidava a subire la stessa sorte di Napoli”. Rammentiamo che la relazione fu approvata all’unanimità ma, s’infervora Laratta, “nonostante questo la Regione non ha inteso muovere alcun passo per evitare di scivolare nel baratro in cui ora ci troviamo”. Un stoccata anche alle infrastrutture: “Alla discarica si giunge attraverso una mulattiera, in condizioni pessime, interrotta in più punti da un torrente. Per questa strada (la Sp 6) non c’è mai stato alcun permesso per la sua sistemazione”. Metafora marinaresca: “Si naviga a vista mentre la Calabria è sommersa dai rifiuti. Ma pensare di aprire e utilizzare una discarica mai ultimata, mai collaudata, in un’area di particolare valore economico, agricolo e turistico, è una cosa priva di qualsiasi logica; una violenza ad un territorio che vive e si regge proprio grazie al dinamismo di queste attività”.

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