Il 16 Giugno è stata una giornata storica, la mobilitazione continua.

Il borgo marinaro di Cariati, città simbolo dell’abbandono che accomuna un intero territorio, è stata teatro di un momento storico: la manifestazione del 16 Giugno in difesa del territorio e del diritto alla salute ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini provenienti da tutto il comprensorio e tutta la regione. I cittadini dello ionio cosentino si sono confusi tra gli studenti delle due università calabresi, tra i cittadini dei comitati territoriali di Reggio Calabria e Crotone, tra i movimenti di Cosenza, di Lamezia, di Catanzaro. I cariatesi che non hanno preso parte al corteo applaudivano al passaggio, dalle finestre o ai bordi delle strade, sorridendo e incitando: il bisogno e la speranza di una svolta, di risollevare il capo nei confronti di una classe politica e di un sistema di potere scandaloso, ha reso l’intera città partecipe dello stesso sentimento dei più di mille manifestanti che hanno sfilato fino al lungomare. “La nostra via d’uscita dalla crisi è il nostro territorio” non è uno slogan, ma un progetto che stiamo costruendo mattone dopo mattone e continueremo a costruire quest’estate. La manifestazione ha dato un messaggio chiaro al Commissario Speranza ed al criminale progetto di aprire le discariche esaurite o chiuse per ragioni sanitarie il sabato e la domenica: i cittadini non lo permetteranno. Né permetteranno che si depositi un solo grammo di rifiuti nella valle del Nicà: trapela infatti la volontà, da parte di questo ennesimo inadeguato commissario, di scavalcare ogni istanza democratica forzando l’apertura della discarica di Scala Coeli. Il commissariamento è un sistema di potere politico-malavitoso che in 15 anni ha volontariamente evitato di implementare la raccolta differenziata per favorire speculatori privati e ‘ndrine, ed è dovere di ogni calabrese fermarlo. Tutti coloro che non appoggiano questa battaglia e che restano in silenzio sono irrimediabilmente collusi. Quella stessa collusione che ha causato il buco della sanità, che caldeggia progetti scellerati di centrali ultra inquinanti, che ha permesso lo smantellamento delle infrastrutture e che mette a rischio persino l’amministrazione della giustizia. Una collusione che rappresenta al meglio la Calabria vecchia, sottosviluppata e stuprata da speculatori e da politicanti così attaccati alla poltrona che la difenderebbero (e la difendono) lasciando morire cittadini in ambulanza o per le strade. Quella di Cariati il 16 Giugno, come quella di Crotone il 12 Novembre, è una Calabria nuova, e state tranquilli: non sparirà nella luce di un mattino. Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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