I FARAONI ENTRANO ANCHE NELLA STORIA DEL CALCIO. ARGENTINA CHE SPAVENTO, COLOMBIA AVANTI DI MISURA

di Marco Toccafondi Barni


ARGENTINA – CAPO VERDE 3-2 (dts)(Messi, Martínez, Diney (A), Duarte, Cabral)

– E’ stata una di quelle partite che fanno innamorare del calcio: la nazione più piccola di sempre ad arrivare fin qui contro i campioni del mondo, eppure tutto puo’ succedere e infatti succede di tutto. E il calcio diventa poesia.

Si puo’ dire tutto quello che si vuole su questo gioco, fatto sicuramente anche di business, tanti soldi, procuratori con pochi scrupoli, ragazzi talvolta immaturi perché miliardari, ma è quando vedi partite come questa che il calcio rigenera se stesso e capisci subito perché nessun sport al mondo è così amato dalla umana famiglia. Nulla emoziona così e il piu’ grande di tutti, D10S, nel momento del commiato alla Bombonera lo aveva detto al mondo intero: “Io non sono perfetto, anzi ho sbagliato tanto, ma la palla non si macchia”.

E’ una partita da romanzo, siamo oltre l’epica, quella che va in scena alla “Bombonera di Miami”, vista la moltitudine di tifosi argentini che vestono il Miami Stadium di Albiceleste. Sembra davvero di stare nella mitica “Bombonera” e nel pittoresco quartiere della Boca in Buenos Aires, invece fuori c’è Miami. Decisamente tutta un’ altra cosa rispetto al pittoresco caos en la “Republica de la Boca”. Tante le celebrità in tribuna, a partire dalla meravigliosa Shakira, la 50enne piu’ sexy del mondo, che da sempre ha un legame speciale con l’Argentina e gli argentini, in gioventu’ fu fidanzata con il figlio di un presidente poco amato sul Rio de la Plata, anche se invero non tutte le colpe erano sue: Fernando de La Rua. Altrimenti non si perderebbe di certo la sua natale Colombia che gioca col Ghana sempre negli States, in Kansas.

Inizia alla mezzanotte italiana il 16esimo sulla carta piu’ scontato e invece i ragazzi di Capo Verde sfiorano un’ impresa che definire leggendaria sarebbe un eufemismo. Alla fine vince Golia, ma tanto onore a Davide. Fino alla pausa idratazione le due squadre sembrano studiarsi, l’ Argentina non affonda e Capo Verde attende quelli che geograficamente vengono dalla fine del mondo anche se calcisticamente stanno sul tetto.

Giunge il momento del solito marziano, ancora lui, Messi. C’è  un gran bel lancio di Lisandro Martìnez e il miglior giocatore del mondo inventa un aggancio che non ha niente di terreno, il diez se la accomoda alla perfezione, controlla in maniera assurda generando uno spazio che non c’è e la mette sotto la traversa. Era difficilissimo con la palla in contro balzo, non per lui.

Il primo tempo finisce così e la Albiceleste va al riposo avanti per la 5° volta consecutiva. Nella ripresa però si intuisce che c’è poca Argentina, mentre gli africani hanno la voglia dei neofiti e degli esordienti  e non a caso al 59° incredibilmente la pareggiano: è un doppio tunnel . Prima Ryan Mendes fa passare il pallone sotto le gambe di Medina servendo Duarte, che a sua volta rasoterra la mette tra le gambe del Dibu.

L’ Argentina ci prova, ma è lenta e con calciatori onestamente imbarazzanti come Medina e Tagliafico, non dovrebbero esserci, si va imprevedibilmente ai supplementari.

Nell’ extra time, dopo aver fatto l’assist sul primo gol, Lisandro Martínez trova anche il gol: corner e Mac Allister la spizza di testa, la sfera in qualche modo arriva tra i piedi del difensore United che la mette sotto la traversa. E’ un po’ troppo solo forse, ma il gol è bello.

Eppure in una notte che soltanto il calcio puo’ concedere alle sue genti, arriva un pareggio strepitoso: opera di Sidny Cabral che al giro inventa una conclusione bellissima sotto al sette. Da libro “Cuore” quando il giocatore del Benfica va dai suoi familiari in tribuna per festeggiare con loro, si sciolgono i cuori e giu’ le lacrime, perfino l’arbitro si commuove davanti a tanta bellezza e ripone nel taschino il cartellino giallo. “Non ti ammonisco, dovrei, ma è tutto troppo bello”. Forse lo avrebbe detto anche il nostro compianto Bruno Pizzul.

Ma l’ Argentina è pur sempre campione del mondo in carica e se lo ricorda a soli 9 minuti dai rigori: alla fine è un’ autorete che sconfigge Davide.

E’ il risultato finale, 3 a 2, l’ Argentina va sì agli ottavi, ma Capo Verde non esce solo con onore, entra nella leggenda.

AUSTRALIA – EGITTO 1 – 1 (3-5 DTS)

– L’ Egitto è nella storia del mondo, da sempre, oggi i faraoni entrano anche nella storia del calcio e dei Mondiali. E lo fanno con un cucchiaio alla Totti servito da un altro ex giallorosso: l’ uomo simbolo Momo Salah.

La partita inizia con una traversa scheggiata sempre da un ex giallorosso, quel Volpato, diamante ancora grezzo, che ha i natali australiani e attualmente gioca nel Sassuolo, però appena gli egiziani rispondono è già gol col colpo di testa vincente di Emam Ashour. Un classe ’98 di che gioca nell’ Al-Ahly. E’ il vantaggio egiziano, che durerà fino alla fine dei primi 45 minuti.

Comincia la ripresa e la partita si fa sempre piu’ bruttina, a tratti persino noiosa, ma passano appena 10 minuti e i “Socceroos” la pareggiano da palla inattiva: c’è un calcio piazzato di O’Neill e poi la deviazione involontaria di Mohamed Hany nella propria porta. E’ pari in quel di Dallas.

Si arriva in zona Cesarini, dove spesso succedono cose in questo Mondiale e effettivamente qualcosa succede, un’ occasione clamorosa per l’ Egitto: il solito Salah crossa in area e Rabia incorna di testa, ma Beach si supera e con una parata clamorosa devia in angolo. Sarà sostituito ai rigori, probabilmente come mossa psicologica che non darà i suoi frutti.

Finiscono i tempi regolamentari e in quelli supplementari non accadrà quasi nulla. Ai rigori Salah farà il Totti e gli egiziani non sbaglieranno mai. Gli australiani invece sì e quindi agli ottavi sarà lo scontro finale tra 2 campioni irripetibili: Messi contro Salah.

COLOMBIA – GHANA 1-0 (Arias)

– Comincia bene il Ghana, ma i caffeteros spengono quasi subito gli ardenti spiriti dei rivali e al 14° minuto segnano il gol che non solo li porterà in vantaggio, ma anche agli ottavi di finale. Suárez riceve sulla trequarti destra, se ne va molto rapido verso il fondo del campo e crossa bene, in maniera potente e dentro l’area, in quel momento arriva Jhon Arias che con il piattone trova il gol. Rimarrà l’unico di tutto il match e da quel momento in poi sarà un assolo dei colombiani. Cafeteros agli ottavi con merito.

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