Il Comune risponde all’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” e alla nota Anas rilanciata il 23 giugno per ristabilire i fatti
Questa Amministrazione ha un’abitudine semplice: quando parla, lo fa con i protocolli. Per questo accogliamo con favore l’invito, contenuto nella nota del 23 giugno dell’Organizzazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106”, a stare «soltanto ai fatti». È esattamente ciò che faremo. Punto per punto, con gli atti alla mano.
Il documento che la nota dimentica di citare
C’è un atto ufficiale che la ricostruzione di “Basta Vittime” non richiama, ed è il primo in ordine di tempo: il protocollo n. 366 del 21 gennaio 2026, la segnalazione che lo scrivente, in qualità di Sindaco, ha trasmesso via PEC ad Anas in occasione dell’ondata di maltempo del 19-21 gennaio. In quel documento si legge, testualmente, che «i lavori di realizzazione della rotatoria hanno impedito il deflusso dell’acqua verso il torrente Cuppo» e che l’acqua stava già «filtrando verso abitazioni private e verso il sedime della SS 106».
Oggi Anas afferma il contrario: che proprio le opere realizzate avrebbero consentito il corretto deflusso di ingenti quantità d’acqua, evitando conseguenze peggiori. Delle due l’una. O la segnalazione del 21 gennaio era infondata, e allora Anas avrebbe dovuto contestarla subito, per iscritto, anziché tacere; oppure i fatti hanno dato ragione al Comune. Le fotografie allegate a quel protocollo, e ciò che è accaduto nelle settimane successive, parlano da sole.
L’acqua del Cuppo, non un argine immaginario
Si attribuisce a questa Amministrazione la tesi della rottura di un fantomatico «argine artificiale». Mai sostenuta. La nostra ricostruzione, messa agli atti, è un’altra: il 17 marzo un’onda di piena del torrente Cuppo ha raggiunto il cantiere della rotatoria e, in buona parte, non è transitata attraverso il canale idraulico sottostante la SS 106, riversandosi sulla statale e raggiungendo il piazzale della chiesa, che si trova a quota più bassa rispetto alla strada.
Una piena reale, su un torrente reale, nel punto esatto in cui il cantiere ha alterato il regime delle acque. E la rotatoria, va ricordato, dovrà passare proprio sopra il Cuppo. Quanto è accaduto il 17 marzo era stato previsto e protocollato il 21 gennaio. Chiamarla «narrazione» significa non aver letto le carte.
I ritardi veri: la linea Enel a 20 kV
Sul capitolo dei tempi, la nota suggerisce un nesso tra i ritardi e il dissesto finanziario dell’Ente. Anche qui la cronologia è documentabile. Il cantiere è rimasto fermo per mesi a causa dei ritardi nello spostamento della linea elettrica Enel a 20 kV, un’interferenza che impediva materialmente la costruzione della rotatoria, e che nulla ha che vedere con il bilancio comunale. Le interferenze con i sottoservizi di competenza comunale, al contrario, si sono sempre risolte in giornata. Collegare i ritardi al dissesto è una ricostruzione che gli atti non sostengono.
La condotta idrica
Sulla rottura della condotta idrica ci atteniamo alla ricostruzione tecnica: un escavatore ha urtato la tubazione in un punto già oggetto, qualche lustro fa, di una riparazione che nel tempo ha ceduto. Su un dato, del resto, le versioni convergono persino: quella conduttura recava una vecchia riparazione
precedente all’apertura del cantiere. Attribuirne la rottura a questa Amministrazione è, questo sì, privo di qualsiasi fondamento.
Una battaglia giusta merita fonti complete
Veniamo all’Organizzazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106”. Il valore della sua causa — la sicurezza su una delle arterie più pericolose d’Italia — non è in discussione, e questa Amministrazione la rotatoria la vuole, esattamente come la vogliono i cittadini di Calopezzati. Proprio per questo dispiace constatare che, nel nome dei «soli fatti», ci si sia affidati a un unico documento prodotto dalla parte che da quei fatti deve difendersi, trascurando gli atti già depositati dal Comune. Una nota firmata dai responsabili tecnici di Anas resta, per sua natura, la versione di una delle parti in causa. Non la verità rivelata.
A “Basta Vittime” rivolgiamo perciò un invito sincero, lo stesso che la sua nota rivolge a noi: leggere tutte le carte. A partire dal protocollo 366 del 21 gennaio.
Calopezzati vuole quella rotatoria, e la pretende realizzata bene, anche sul piano idraulico. Continueremo a collaborare con Anas nelle sedi tecniche, come abbiamo sempre fatto, e la documentazione di questa Amministrazione resta a disposizione di chiunque voglia verificarla. Perché la verità, lo ribadiamo, non è soggettiva: è documentata.
Antonello Edoardo Giudiceandrea
Sindaco di Calopezzati
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