GIOVANNI MATALONE: NOI accusati di aver violato il codice penale!

Rispettoso degli obblighi di vigilanza e garanzia come il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche il Sindaco del Comune di Scala Coeli, esercita la sua “moral suasion” a seguito del “trick of the tail” verificatosi a conclusione del civico consesso di martedì 8 maggio scorso, svoltosi nell’aula consiliare del Comune di Scala Coeli!

Un accento in più sulla vicenda “consiliare”, dopo il manifesto apparso nei giorni scorsi per le strade del piccolo centro jonico a “firma” di un anonimo “Pifferaio Magico”, a sostegno dell’Amministrazione Matalone  e contro, decisamente, il consigliere di opposizione, Adolfo Leo.

L’inaspettato “colpo di coda”, appunto, è stato battuto sui banchi consiliari dell’opposizione ad opera dell’inconsapevole (così è sembrato) ed unico consigliere presente per il gruppo di minoranza, Giuseppe Baratta, durante la discussione dell’ultimo punto all’o.d.g. relativo all’approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2017.

Il “seltz” che ha reso “frizzante” lo sviluppo dei lavori consiliari, fino a quel momento “lisci e naturali”, è stata la lettura, affidata all’inconscio(?) Baratta, di una dichiarazione del capogruppo di opposizione, Leo Adolfo, (così ne assicurava la paternità, Baratta), consegnatagli qualche giorno prima dallo stesso Leo, il quale sottolineava nel documento il suo “no”, netto e deciso, all’approvazione dell’ultimo punto di discussione consiliare e non solo!

Pesanti le accuse riportate sulla carta da Leo :”…i bilanci ed i rendiconti degli anni passati e quello di oggi, se verrà approvato, sono non veritieri, ossia falsi, ossia si tratta di falso ideologico in atto pubblico in capo al responsabile dell’area finanziaria, al segretario comunale ed a tutti i consiglieri che li hanno approvati in consiglio comunale. Inoltre vi è danno erariale, stante il mancato rispetto della destinazione del finanziamento. In conclusione: ribadiamo che, per i motivi sopra esposti, il bilancio consuntivo 2017 non merita di essere approvato. La logica e la saggezza dovrebbe consigliarci di andarcene, tranquillamente, tutti a casa. Ma qualora il Consiglio Comunale – si conclude così la “memoria” del consigliere Leo– dovrebbe approvare il bilancio, il gruppo consiliare a cui sono a capo, si riunirebbe in tempi brevissimi e, guidato dal senso di responsabilità e del dovere, deciderebbe del seguito da dare

Essere accusati di aver violato il codice penale, con annessi e connessi, non sortisce un effetto post “Lexotan” per il sindaco di Scala Coeli, Giovanni Matalone, anzi!

È ferma intenzione –è la dichiarazione di un arrabbiatissimo primo cittadino– trasmettere “tout court” le dichiarazioni di Leo alla Procura della Repubblica nonché al Prefetto della provincia di Cosenza. Il consigliere Adolfo Leo non può, così facilmente ed impunemente, accusare questa amministrazione, né alcun funzionario della stessa, di aver violato la legge!

Una opposizione leale e corretta non si basa sulle menzogne create ad arte per cercare di indebolire la nostra squadra di governo: resta il vano ed impacciato esperimento; nient’altro!

Solo di menzogne è intrisa la comunicazione “anonima” (manca la firma di chi ha redatto la lettera!) del consigliere di opposizione! Bugie e tentativi maldestri a richiami accusatori, per fantomatici illeciti penali.

I fatti raccontati da Leo, risalgono al 2011 e quindi, in primis, non imputabili alla mia gestione!

C’è, però, da dire che la somma alla quale si riferisce il consigliere di opposizione, euro 498 mila, assegnata al Comune di Scala Coeli nel 2011 per i lavori di consolidamento del nostro centro storico, è ancora in bilancio, tra i residui; mentre per l’altro finanziamento contestato da Leo (euro 516 mila concessi al nostro Comune per interventi forestali e revocati nel 2012) si attendono le decisioni degli organi giudiziari che sentenzieranno sul da farsi: allo stato attuale alcune pronunce giudiziarie, sono favorevoli per il nostro Comune!

Ma la sfera di cristallo è nelle mani di “Adolfo il mago”: noi non la possediamo, purtroppo!

Voglio consigliare ad Adolfo Leo –conclude, ironico, Giovanni Matalone– di abbandonare la lettura de “Il Mago di Oz” per indirizzarsi verso un acquisto più utile per lui: il “Testo Unico degli Enti Locali”. Sarebbe un ottimo esercizio didattico sotto l’ombrellone, forse poco rinfrescante ma di certo molto istruttivo!

Antonio Loiacono

 

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