FURONO! ABBATTUTI TUTTI I CIPRESSI NEL CIMITERO DI CALOVETO

Nei giorni scorsi, nel comune di Caloveto, si è assistito a una scena che farà discutere per molto tempo. L’amministrazione comunale ha deciso di estirpare tutti i cipressi che popolavano il locale cimitero, suscitando sconcerto in gran parte della popolazione. La decisione era stata solo in parte preannunciata da una ordinanza del Sindaco, Umberto Mazza (la n. 249 del 9 luglio), nella quale si parlava di estirpare «alcuni alberi» per ragioni di sicurezza e a seguito della «segnalazione di diversi cittadini».

Queste ragioni sarebbero dimostrate dai «sopralluoghi effettuati dai vigili urbani», anch’essi richiamati nell’ordinanza, e che a quanto pare rappresentano l’unico supporto “tecnico” di questa decisione. Non risultano infatti rinvii a perizie elaborate da esperti in materia (come forse sarebbe stato necessario). Questo, almeno, è quanto sottolineano i cittadini che stanno protestando, in particolare quelli raccolti intorno all’associazione Laboratorio Camenzind, particolarmente attenti alla tutela del territorio e della tradizione e che hanno parlato, in un loro intervento di «delitto del cimitero».

Sono in molti comunque a volerci vedere chiaro e a voler capire meglio quali ragioni abbiano giustificato un intervento così distruttivo, che cambierà per sempre il paesaggio del comune della valle del Trionto. «Quei cipressi erano lì da quando il cimitero è stato costruito — dicono i critici dell’amministrazione — e non c’era alcuna ragione per abbatterli. Le conseguenze di questa decisione si vedranno per i secoli a venire e peseranno sulla coscienza di chi l’ha assunta ed eseguita».

Naturalmente, si aspettano risposte da parte dell’amministrazione. Sembra strano, infatti, che una giunta guidata da un membro delle forze dell’ordine, possa aver compiuto una scelta tanto forte senza avere il conforto della legge.

ANTONIO LOIACONO

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