FRANCIA O SPAGNA PURCHE’ SI SORPRENDA

– Si puo’ dire tutto quel che si vuole su questo sport, il calcio, che ci sono ragazzi viziati e pieni di soldi, che è soltanto un business e quindi ha ormai perso il fascino delle origini, che girano troppi interessi e procuratori senza scrupoli. Ma è quanto vedi due partite come quelle di ieri all’ Europeo, non certo adatte ai deboli di cuore, che tutto questo perde di valore in un istante. E’ quel momento che racchiude un ricordo:  la bellezza innata di calciare una palla, la voglia che prende un bambino di Beverly Hills come uno Nairobi appena smette di gattonare e non lo lascia più. No, nemmeno quando sei l’astro nascente del calcio mondiale eppure sbagli il rigore decisivo per la tua nazionale agli Europei, facendola eliminare. Tranquillo Kylian, come cantava De Gregori, non è da questi particolari che si giudica un giocatore.

Croazia – Spagna = 3 -5 (dts) – (20° Pedri (Aut.)85°  Orsic 90’+2° M. Pasalic, 38° Sarabia, 57° Azpilicueta, 77° Torres, 100° Morata, 103°Oyarzabal)

– A Copenaghen va in scena il classico  “dentro fuori” tra 2 grandi deluse nella prima fase a gironi:  Croazia e Spagna. Sì, perché sia i vicecampioni del mondo, i croati, sia le Furie Rosse di Luis Enrique non hanno fatto bene. Inizia benino la Spagna, che fallisce un’ occasione clamorosa con Koke, solo davanti al portiere, che sparacchia sul piedone dell’ estremo difensore croato. Sarà solo angolo. Ma è al 20° del primo tempo che accade l’incredibile: Pedri, il talento del Barcellona nato alle Canarie, fa un retropassaggio semplicissimo a Simon, ma il portiere spagnolo incredibilmente si addormenta e lascia passare il pallone come nulla fosse. E’ uno a zero Croazia. La Spagna comunque rimedia e chiuderà il primo tempo sull’ 1 a 1 con un bel gol di Sarabia al 38° . La ripresa inizia bene per gli iberici:  Azpilicueta viene lasciato solo in area da Gvardiol e metterla di testa dentro è fin troppo facile. A 13 minuti dalla fine un altro svarione, stavolta è la Croazia che si addormenta, tutta, c’è un lungo lancio per Ferran Torres che entra in quindi in area e fa 3 a 1. I giochi sembrano fatti, mancano poco più di 10 minuti più recupero. E invece no, il “grande Dio del calcio” citato in quel bellissimo film di Ken Loach che è “Il mio amico Eric”, ha deciso altrimenti e in meno 6 minuti la Croazia pareggia: dapprima Orsic con un batti e ribatti, una mischia in area, controllata al Var e poi un gol capolavoro di Pasalic fissano il risultato sul 3 a 3. Si va ai supplementari, dove un gol di alta classe del fin troppo criticato Alvaro Morata darà i quarti alla Spagna. Ora c’è la Svizzera. Sulla carta la semifinale per gli spagnoli sembra a portata di mano. Ma non bisogna chiedere ai francesi.

FRANCIA – SVIZZERA 7-8 (dcr) 57′ (K. Benzema 57° e 59° ,75′ P. Pogba, 15° e 81° Seferovic,90° Gavranovic)

– A Bucarest si assiste a quel che sembrava incredibile: la piccola Svizzera sancisce l’addio anticipato dei Bleus all’ Europeo di calcio. I campioni del mondo salutano il torneo continentale proprio a causa di un errore dal dischetto del suo talento più puro: Kylian Mbappè. Ma la partita non inizia bene per la Francia, infatti al quarto d’ora i “galletti” sono già sotto, grazie ad un bel colpo di testa dell’ ex Fiorentina Seferovic. Il risultato non cambierà nei primi 45 minuti e quindi si va al riposo con gli elvetici meritatamente in vantaggio. La sensazione, tuttavia, è quella che la Francia nella ripresa rimetterà in sesto il match, visto i talenti che ha in campo e in panchina. E invece no, iniziano i secondi 45 minuti e la Francia si squaglia nuovamente: al 10° minuto c’è un rigore (controllato al VAR) per gli svizzeri, ma Rodriguez lo sbaglia malamente. Pare la svolta, infatti ci pensa il figliol prodigo Benzema. Nel giro di 2 minuti (12° e 14° s.t.) fa una doppietta da marpione e uomo d’area quale è sempre stato. Siamo sul 2-1, ma non basta, infatti sua maestà “il polpo” Pogba, da circa 20 metri fa una rete sensazionale che solo chi ha un talento senza limiti come lui puo’ fare. Siamo sul 3-1 e mancano solo 15 minuti al 90°. Ed è allora adesso che va in scena, come nella partita del pomeriggio tra Croazia e Spagna, quel leggendario “Dio del calcio” evocato nei film di Ken Loach: le bollicine dello champagne calcistico francese, con tutto quel bendidio in campo, evaporano lo stesso, perché entra in scena il mistero del calcio, ciò che rendo questo gioco unico il più amato del mondo. La Svizzera in 15 minuti, ancora con l’ex viola Seferovic e poi con Gavranovic proprio al 90° acciuffa il pari per un soffio. Si va ai supplementari, poi ai rigori. E qui scende in campo “Il principe della canzone italiana”, Francesco De Gregori, l’ultimo penalty, quello decisivo, lo sbaglierà proprio lui, la promessa, il ragazzo d’oro: Kylian Mbappè. E’ un adieu per i Blues. Alla prossima, campioni.

MARCO TOCCAFONDI BARNI
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