EUROPEI DI CALCIO: ORANGE A FATICA!

Polonia – Olanda 1 – 2

– E’ stata la partita più divertente del torneo, almeno per adesso. Un match macchiato da un grave episodio di cronaca poco prima del fischio di inizio (uno squilibrato si è avventato contro tifosi e passanti brandendo un’ ascia), che ha replicato un canovaccio identico in entrambi i tempi: Olanda che fa la partita ma la Polonia è ben organizzata e quindi riesce a difendersi e colpire di rimessa. Parte bene l’ undici Orange, ma sono i polacchi a passare clamorosamente in vantaggio e proprio con l’uomo dal compito arduo, sostituire l’attaccante più prolifico nella storia del calcio polacco: Lewandoski. E ci riesce, Adam Buksa, perché al 16° minuto va in rete anticipando l’interista Dumfires. Un po’ a sorpresa, quindi, la Polonia è avanti e serviranno parecchi minuti e altrettante occasioni sbagliate perché, causa una deviazione senz’altro decisiva dell’ “italiano” Salamon, Cody Gakpo la riprenda. Siamo alla mezz’ora e gli arancioni tornano in partita grazie all’ attaccante dei Reds. Il primo tempo si chiude con altre occasionissime per Gakpo e soci, tuttavia i polacchi reggono gli assalti e i primi 45 minuti si chiudono sul risultato di 1 a 1.

Nella ripresa stessa solfa: gli uomini di Koeman sono i padroni del campo, però i polacchi sono attenti e quindi il risultato resta inchiodato sul pari. Non si sblocca, sarebbe un punto preziosissimo per la Polonia in chiave Francia e Austria, dunque qualificazione. Per tutta la ripresa gli olandesi attaccano con folate improvvise e strappi sontuosi, mentre la Polonia attende e sa come colpire a sorpresa gli avversari. Questo almeno fino a quando Koeman non indovina il cambio: Weghorst per Depay e arrivano i 3 punti. Il nuovo entrato, famoso per un litigio con Messi ai Mondiali in Qatar, tocca il suo primo pallone e con una girata micidiale, su assist del solito Akè, infila Sczzesny. Il portiere juventino non può nulla e i 3 punti, preziosissimi, vanno ad Amsterdam. La Polonia esce comunque a testa alta dal Wolksparkstadion di Amburgo, anche se in questi tornei l’onore delle armi conta poco, vedremo come andrà con Austria e Francia. La qualificazione come migliore terza è possibile.

Slovenia – Danimarca 1 – 1

– Il calcio è vita, fa popolo, crea leggende. Per questo è lo sport più popolare del mondo, il gioco più bello di tutti. E ieri, al di là della partita, passata quasi in secondo piano, dal 17esimo minuto, ha dato un’ ennesima prova di ciò. E’  successo uno di quei miracoli che soprattutto nel calcio capitano: Eriksen ha segnato. Sì, da un Europeo all’altro, è la favola bella e a lieto fine di questo atleta baciato dalla vita e dalla bellezza contro l’ombra della morte. Era il 12 giugno del 2021, la partita un derby nordico, l’incontro tra Danimarca e Finlandia. Improvvisamente un giocatore si accascia al suolo. Sono momenti terribili, che purtroppo ne ricordano altri, Morosini e non solo, ma quella volta fortunatamente il fato decide altrimenti e quella giornata di metà giugno, potenzialmente tragica, si trasforma in benedetta. Il giovane è salvo, ovviamente farà riabilitazione e sicuramente non potrà più giocare nell’ Inter, perché giustamente la legislazione italiana è piuttosto severa in materia, ma ama troppo il calcio per rinunciarvi del tutto. Andrà in Inghilterra, dove le regole sono più lasche. Piano piano si rimette in forma e oggi, dopo 3 anni dall’ arresto cardiaco che lo colpì, apre l’Europeo della sua Danimarca con un gran gol. Un’ azione magistrale con un colpo di tacco geniale di Wind e il tiro di Eriksen che batte Oblak. La partita di per sé dice poco, la Danimarca potrebbe vincerla, ma a causa di qualche dormita di troppo e di un ottimo Oblak che, come sempre, dimostra al continente come sia l’unico vero fuoriclasse della Slovenia, alla fine finisce in parità. E’ il primo di questi Europei già con tanti gol all’ attivo. Gli sloveni, infatti, al 77° pareggiano con Janza, dopo aver colpito il palo, che sugli sviluppi di un calcio d’ angolo insacca grazie a una deviazione del danese Hjulmand. Il risultato non cambierà e la Slovenia, che mancava dal torneo da 24 anni (era la prima estate del millennio, l’ Italia di un giovanissimo talento di nome Totti e di un immenso Toldo perse in finale con la Francia) puo’ adesso sperare persino nella qualificazione. In fondo, eccezion fatta  per la favorita Francia, tutte le altre squadre del gruppo sono alla portata. Per la Danimarca, invece, paiono 3 punti buttati, comunque oggi non è questa la cosa più importante, perché il calcio ha regalato un’ altra delle sue bellissime storie. Il protagonista si chiama Christian, Eriksen. Bentornato ragazzo.

Serbia – Inghilterra  0 – 1

– Bellingham c’è, l’ Inghilterra pure. Sì, ma che fatica. Dopo averla sbloccata con relativa facilità: incursione dello scatenato Saka che crossa al centro e l’astro nascente del calcio mondiale la mette dentro anticipando tutti. E’ il vantaggio per la nazionale dei tre leoni, ma alle soglie del 20esimo un errore di Arnold per poco non regala un inaspettato pari ad una Serbia spenta fino a quel momento. Vlahovic è inesistente e un altro juventino, Kostic, si fa male, del resto ha dovuto tamponare di tutto, cioè l’indomabile Saka, che sulla fascia ha fatto il bello e il cattivo tempo. Nella ripresa, però, la Serbia entra in campo con un altro piglio. Ed è così che i secondi 45 minuti diventano divertenti, la partita è godibile e si fa guardare volentieri. Entra il granata Ilic e per poco non ci scappa un clamoroso pareggio. Non sarà così, al triplice fischio di Orsato, al suo terzo e ultimo Europeo, gli inglesi conquistano i 3 punti, ma non hanno strabiliato né sono sembrati i favoriti (insieme ai francesi) di cui parlano opinionisti, esperti e osservatori vari. La Germania pare meglio. Per la Serbia invece nulla è perduto, perché se la squadra è quella  vista nella ripresa sembra nettamente superiore sia alla Danimarca che alla Slovenia.

Marco Toccafondi Barni

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