E’ migliorata l’offerta culinaria del territorio.

C’é un potenziale locale che é esploso all’improvviso, al cospetto di un immobilismo generale che mi induce spesso a ritornare, anche in modo stanco e perdente, sui soliti e vecchi temi. Al contrario, mi fa tanto piacere, raccontare la positività della scoperta di cui ho tratto negli ultimi anni piena maturità. Insomma, a giudicare dalla diffusa resistenza a qualunque accenno di promozione e valorizzazione seria delle bellezze paesaggistiche e culturali da parte di chi di dovere: é migliorata l’offerta culinaria del territorio. Per chi frequenta Cariati e i paesi vicini, da Cirò a Mirto Crosia, da più di trenta anni: é una inaspettata realtà che merita attenzione, ancora di più, per gli ampi margini di miglioramento. Il panorama dell’offerta é ben articolata e resistente al periodo invernale. Del resto, il vero salto di qualità é rappresentato proprio dall’apertura delle strutture oltre l’estate. Sinonimo di stabilità e programmazione. Mi riferisco alla cucina tipica calabrese, declinata in tutte le sue profumate e assortite sfaccettature, ma anche alla sperimentazione di piatti di fuori regione. Ciò che accomuna alcuni dei cuochi e titolati di attività di ristorazione é aver prestato servizio all’estero e in Italia, e aver deciso di fare ritorno nella loro natia terra. Questo aspetto si riscontra immediatamente nella cura dell’accoglienza del cliente e del locale, gestendo in modo professionale ogni richiesta. Inoltre, la cura dei piatti é la conseguenza che ai sapori anche l’occhio vuole la sua parte. E questo non si improvvisa, ma rispecchia professionalità e esperienza. La freschezza delle materie prime, innanzitutto il prodotto locale per eccellenza il pesce, rafforza la qualità del prodotto finale. Ovunque, ad onore del vero e volutamente non faccio nomi, si realizza un sapiente gioco di consistenze che é apprezzato dal palato di molti. Forse é giunto il momento che agli individualismi, giusti e rispettosi in una prima fase, si lasci spazio a un gioco più di squadra che porti a valorizzare quel senso comune che di sicuro aiuta a richiamare in loco un turismo prettamente di settore. Un filone che ha dato lustro a tante località della nostra penisola. Potrebbe rappresentare quel corredo in più all’offerta turistica complessiva, unitamente alle tante strutture ricettive di valore già presenti in loco. L’immaginazione mi porta a pensare a un micro sistema locale che non ha eguali in Italia per originalità e saperi. Nicola Campoli

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