ROAMING, AZZERARE TARIFFE ENTRO 2015 OBIETTIVO AGENDA EUROPEA PER DIGITALE COSTI, 72% VIAGGIATORI LIMITA CHIAMATE

ROAMING, AZZERARE TARIFFE ENTRO 2015 OBIETTIVO AGENDA EUROPEA PER DIGITALE COSTI, 72% VIAGGIATORI LIMITA CHIAMATE FONTE: INEUROPA – NESLETTER COMMISSIONE EUROPEA – ITALIA – 14.02.2011 Un’inchiesta pubblicata oggi dalla Commissione europea rivela che quasi tre quarti degli europei si preoccupano dei costi di utilizzo del proprio telefono cellulare quando viaggiano nell’UE. Il 72% dei viaggiatori continua infatti a limitare le chiamate in roaming a causa dei costi elevati, anche se la maggioranza è consapevole che i prezzi sono calati dal 2006. Solo il 19% di chi all’estero utilizza i servizi internet su cellulare giudica equi i costi del roaming per la trasmissione dati (navigazione internet o controllo delle e-mail). I risultati dell’inchiesta e della consultazione pubblica sul futuro del regolamento roaming, conclusasi l’11 febbraio, verranno utilizzati per la revisione delle attuali regole in materia di roaming, che la Commissione europea dovrà completare entro il giugno 2011. L’obiettivo fissato dall’Agenda europea per il digitale è il quasi azzeramento delle differenze tra tariffe di roaming e tariffe nazionali entro il 2015. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e commissaria responsabile per l’Agenda digitale, ha dichiarato: “Le società di telecomunicazioni devono ascoltare i loro clienti. I consumatori ritengono che vi siano ampi margini di miglioramento, in particolare per il roaming di trasmissione dati. Come promesso nell’Agenda europea per il digitale, in materia di roaming voglio garantire soluzioni migliori per i cittadini e per le imprese europee.” Dall’inchiesta emerge che rispetto a quattro anni fa (quando l’UE introdusse la prima regolamentazione dei costi per il roaming) è aumentato il numero di persone che utilizzano il cellulare quando viaggiano nell’UE. Nonostante un calo stimato del 13% dei viaggi tra il 2006 e il 2010, il volume globale delle chiamate ricevute e degli SMS inviati dall’estero è infatti cresciuto durante tale periodo. I viaggiatori riferiscono di aver effettuato il 32% in più di chiamate, di aver ricevuto il 31% in più di chiamate e di aver inviato il 43% in più di messaggi rispetto al 2006. Le abitudini variano L’inchiesta dimostra inoltre che le abitudini dei cittadini europei sono assai diversificate. Ad esempio: – gli uomini preferiscono le chiamate vocali (57%), mentre le donne prediligono gli sms (56%); – i servizi vocali sono il tipo di comunicazione preferito dall’88% dei ciprioti, ma solo dal 44% dei viaggiatori britannici; – l’81% degli irlandesi, ma solo il 24% dei portoghesi preferisce inviare sms in roaming; – il 32% dei bulgari non utilizza mai il cellulare all’estero; – sono soprattutto i giovani ad avere intensificato l’uso del roaming rispetto al 2006 (facendo chiamate vocali: +43%; ricevendo chiamate: +42% e inviando sms: +51%), – il 30% dei pensionati e il 15% dei giovani di età compresa tra 25 e 39 non utilizza mai il cellulare all’estero. Preoccupazioni per i costi elevati delle chiamate e della trasmissione dati in roaming Il 61% dei viaggiatori abituali sa che i prezzi dei servizi roaming sono scesi a seguito dell’intervento dell’UE. Ma non tutti i cambiamenti nel comportamento dei consumatori sono stati positivi per le compagnie telefoniche. Infatti: – circa un utente su cinque ha ridotto l’uso di servizi di roaming negli ultimi quattro anni, ritenendo troppo elevato il costo; – il 72% degli utenti continua a limitare le chiamate vocali dall’estero a causa dei costi; – l’81% degli svedesi, il 72% degli italiani e il 57% dei greci utilizzano meno i servizi vocali in roaming essendo preoccupati per i prezzi. L’inchiesta dimostra peraltro che i servizi di roaming per la trasmissione dati (navigare in internet, scaricare dati, ecc.) stanno decisamente decollando: già il 10% degli intervistati si avvale infatti di questi servizi. – il roaming per la trasmissione dati è il servizio maggiormente utilizzato durante le permanenze all’estero dal 17% dei lituani e dal 15% degli spagnoli, mentre le percentuali per ungheresi e tedeschi sono appena del 2% e del 4%. – sono soprattutto i giovani ad utilizzare il roaming per la trasmissione dati: infatti il 15% degli utenti di età compresa tra 15 e 24 anni naviga in internet sul cellulare anche all’estero, a fronte del 6% delle persone con più di 55 anni. – in linea generale il prezzo del roaming per la trasmissione dati continua a essere considerato sproporzionatamente alto dalla stragrande maggioranza dei cittadini UE (solo il 19% degli intervistati lo considera equo). Contesto: Nel quadro dell’inchiesta speciale di Eurobarometro sul roaming – realizzata tra agosto e settembre 2010 nei 27 Stati membri dell’UE – sono state intervistate 26 500 persone. Il campione principale analizzato è composto dai cittadini dell’UE che possiedono un cellulare e negli ultimi cinque anni hanno viaggiato all’interno dell’UE. Nel 2007 il Consiglio dei ministri dell’UE e il Parlamento europeo, deliberando su proposta della Commissione europea, hanno introdotto per la prima volta limiti massimi per i prezzi del roaming, al fine di garantire agli utenti della telefonia mobile le stesse tariffe roaming in tutta l’UE. Nel luglio 2009 è stata varata una revisione delle norme, imponendo una riduzione dei prezzi del roaming entro il luglio 2011 (prezzo massimo di 35 cent al minuto per le chiamate effettuate e di 11 cent al minuto per le chiamate ricevute all’estero). Il limite del roaming per la trasmissione dati per i viaggiatori era stato invece fissato automaticamente a 50 EUR IVA esclusa sin dal 1° luglio 2010 (a meno che avessero scelto un altro limite – superiore o inferiore), con obbligo per gli operatori di avvisare gli utenti quando raggiungono l’80% del limite. Le norme sul roaming del 2009 rimarranno in vigore fino alla fine di giugno del 2012. Al fine di creare un mercato unico competitivo per il roaming, la Commissione rivedrà completamente il funzionamento delle regole UE in materia di roaming entro il 30 giugno 2011, valutando in che misura gli obiettivi delle regole siano stati raggiunti e se per questo tipo di servizi sia effettivamente garantita la concorrenza.

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