Duri attacchi tra la Bieco i sindaci del territorio ed i comitati antidiscarica

La problematica sulla discarica di Scala Coeli si infiamma sempre più, i toni incandescenti vedono protagonisti oltre alla difesa del Territorio “Franco Nistico’”, l’associazione Le Lampare ed i comitati antidiscarica di Scala Coeli e di Crucoli, i sindaci di Cariati, Scala Coeli, Mandatoriccio, Terravecchia e Crucoli e la Bieco srl, realizzatrice dell’impianto. Nella serata del 5 marzo scorso si è riunito il comitato permanente, costituito dai sindaci, dai comitati ed associazioni del territorio. Il sindaco di Cariati di fronte ad un pubblico numerosissimo, ha fatto un esauriente excursus sull’intera problematica. Ha rigettato decisamente il comunicato della Bieco srl relativo al sit in dei sindaci del 29 febbraio scorso, in occasione del controllo da parte dei tecnici dell’Arpacal, relativamente alle condizioni dell’autorizzazione AIA. E’ seguito l’intervento del sindaco di Scala Coeli Salvato che ha informato i numerosi partecipanti di aver inoltrato alla Regione Calabria, all’Arpacal, alle procure di Rossano e di Catanzaro circostanziata memoria dei fatti che si sono succeduti nel suo comune. Il primo cittadino evidenzia, inoltre, la propria amarezza per il mancato contraddittorio, nel corso del quale avrebbe voluto precisare le diverse irregolarità compiute dalla Bieco. Le trasgressioni della società realizzatrice dell’impianto consisterebbero, secondo Salvati, nell’illecita occupazione di suoli pubblici e privati, nella violazione di prescrizioni in materia ambientale e in una serie di specifiche inadempienze che, nei fatti, renderebbe illegittima la presenza stessa della discarica nel territorio. Tempestiva la risposta della Bieco “Continuano ad essere ripetute, anche da parte di rappresentanti istituzionali una serie di gravi inesattezze utilizzate con un solo obiettivo di fomentare gli animi”, si legge in un comunicato della Bieco. “Non era e non è previsto, prosegue il comunicato della Bieco, alcun contraddittorio nella prevista procedura di verifica. Minacce, insulti, accuse di ogni genere e finanche sputi, continua il comunicato, risultano documentati dalle telecamere a circuito chiuso installate, dalla società Bieco”. La nota-stampa respinge non soltanto l’atteggiamento violento ma anche il gravissimo tentativo di travisamento dei fatti al quale qualche sindaco sta prestando il fianco. La Bieco coglie l’occasione per ricordare che le pretese di qualche Comune di entrare in discarica sono successive al rifiuto ostinato opposto da parte degli stessi sindaci a tutte le istanze di dialogo e collaborazione pubblicamente avanzate dalla Bieco. “Ciò che rammarica di più, conclude il comunicato-stampa, è dover constatare il clima di sfiducia verso il ruolo e l’attività dell’Arpacal e della Regione Calabria, istituzioni pubbliche, alimentato con irresponsabilità da quanti sono convinti che l’ambiente possa essere tutelato al di fuori ed in violazione delle leggi dello stato”.

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