DISCARICA DI SCALA COELI, UN PASTROCCHIO TUTTO CALABRESE

Innanzi tutto è opportuno fare una precisazione in merito alle notizie false e tendenziose riguardanti una probabile riapertura della discarica di Scala Coeli in quanto trattasi di una discarica autorizzata in violazione alle norme e regolamenti in materia, costruita in difformità a quanto autorizzato e priva di una viabilità di accesso e di conseguenza tale discarica non risulta essere stata mai aperta e in funzione. Sull’iter autorizzativo: Nei verbali delle conferenze dei servizi propedeutiche al rilascio del D.D.G.4180/10 (autorizzazione regionale alla realizzazione della discarica) si riscontrano una serie di lacune e superficialità: ? Non venne richiesto alla ditta Bieco un titolo di proprietà pubblico per dimostrare la proprietà dei terreni sui quali si chiedeva l’autorizzazione alla realizzazione della discarica; ? Non vennero valutate le condizioni ubicazione di cui al Capo 2.1 del D.Lgs 36/03 riguardanti la presenza di coltivazioni biologiche e di qualità presenti nell’area di influenza della discarica nonostante la stessa regione eroghi premi ai coltivatori in località Pipino ; ? Nel verbale di conferenza dei servizi n° 2 del 20/05/2009 il Sindaco di Scala Coeli ha espresso parere positivo senza una precedente delibera del consiglio comunale in netto contrasto con il combinato disposto dell’art. 14 c. 2 lettera c della legge regionale 16/04/2002 n. 19 e dell’art. 27 comma 5 del dlgs n° 22 del 05/02/1997 . Sull’esecuzione dei lavori in difformità Con il D.D.G. 4180/10 venne concesso alla Bieco di realizzare la discarica sulle particelle 52, 65 e 156 del foglio 62. In realtà i lavori venivano realizzate su terreni esclusi dall’autorizzazione e poi non del tutto forzatamente sanati . Infatti una parte della discarica è stata costruita su un tratto di strada comunale che oggi è racchiuso nel recinto della discarica. Non risultano atti di cessione di tale tratto di strada in favore della ditta Bieco , inoltre tali occupazioni abusive non risultano avere parere idrogeologico e forestale, propedeutico al rilascio dell’autorizzazione. Addirittura il dipartimento ambiente ha inteso sanare lavori realizzati a modifica di quanto autorizzato in mancanza di una preventiva comunicazione, in palese contrasto con il D.Lgs. 152/2006. Nelle verifiche dell’Arpacal ai sensi dell’art. 9 D.Lgs 36/03 Si legge: : ……il gestore ha di fatto realizzato un bacino di abbanco dei rifiuti di forma diversa da quella già riportata nella planimetria del progetto approvato ………… La morfologia della vasca di abbanco dovrà essere pertanto disegnata nel rispetto del vincolo sulla volumetria di abbanco e del limite di pendenza che per i rifiuti abbancati non potrà superare il 30% (punto 2.10 dell’allegato 1 al d.lgs 36/2003). Il nucleo VIA-VAS-IPPC , organo tecnico del Dipartimento Ambiente, in seguito a nuovi elaborati grafici prodotti dalla ditta Bieco, nella seduta del 23/01/2013 sulla questione esprime il seguente giudizio: la diversa conformazione della discarica non comporta impatti rispetto a quanto precedentemente autorizzato, senza specificare se le criticità rilevate dall’A.R.P.A.C.A.L siano state superate. E del tutto inusuale come il nucleo VIA-VAS-IPPC possa esprimere un parere su documenti (gli elaborati grafici prodotti dalla parte) senza la preventiva nuova ispezione dell’A.R.P.A.C.A.L come previsto dall’art 9 comma 2 del D.Lgs 36/03. Lavori eseguiti in difformità rispetto alle prescrizioni A.I.A. riguardanti le aste fluviali, giusta diffida del 02/10/2013, in un’area assoggettata a vincolo idrogeologico che hanno provocato trasporto di terreno e deposito di fango nel piazzale della discarica. Sulle condizioni della viabilità di accesso alla discarica o a ben dire violabilità della strada di accesso Nei documenti allegati al D.D.G.4180/10 per viabilità di accesso alla discarica si intende una viabilità sovracomunale costituita dalle strade provinciali n. 1 e 6 di competenza della Provincia di Crotone e da una viabilità comunale costituita dalla strada Capoferro/Cordarella di competenza del Comune di Scala Coeli. La condizione h delle prescrizioni A.I.A. allegate al D.D.G. 4180/10 prevede: La viabilità di accesso deve garantire la percorribilità in ogni periodo dell’anno e devono essere adottati gli accorgimenti per limitare la polverosità e le molestie derivanti dal traffico di mezzi in ingresso ed uscita dalla discarica. …………; Per quanto riguarda la S.P. n. 6 è tutt’ora vigente l’ordinanza di divieto di transito n.9/2004 del 22/09/2004. Per quanto riguarda la strada Comunale Capoferro/Cordarella e la sua viabilità, questa è costituita da un sentiero trasformato in pista mediante l’esecuzione di lavori abusivi per i quali il rappresentante legale della Bieco srl è stato rinviato a giudizio con provvedimento n.2178/11 per il reato di cui all’art.44 del d.p.r.380/01. Tali lavori oltre tutto sono stati resi inutili dalle recenti piogge rendendo la strada non percorribile come attesta la Polizia Municipale nella Relazione di Servizio del 14 dicembre 2013 Prot.2867. Il 20 febbraio del 2014, incurante del rinvio a giudizio , la Bieco srl effettua nuovamente dei lavori abusivi sulla stessa strada giusto verbale dalla Polizia Municipale di Scala Coeli Prot.n.409 di pari data. Sulla stessa strada Comunale vige l’ordinanza di divieto di transito n. 3 del 24/02/2014. Quindi è del tutto evidente che la prescrizione AIA sulla viabilità non risulta essere soddisfatta. Ora, le domande che vengono spontanee sono: Perché le autorità competenti non intervengono per impedire la reiterazione di un reato già accertato? Perché in nome di una emergenza si vuole aprire la discarica di Scala Coeli priva di una viabilità, a due passi dalla valle del Nika’ e vicino al torrente Capoferro in un’ area a rischio idrogeologico? Forse si vuole ripetere il disastro ambientale di Pianopoli? Forse per abbancare i rifiuti si si pensa di utilizzare elicotteri o paracaduti? Egregio Assessore all’Ambiente della Regione Calabria la domanda a cui vorrei una risposta è la seguente: Si può aprire una discarica con tutte le deficienze lamentate e accertate e che non soddisfi le condizioni dell’A.I.A.? Lei sa cosa sono le condizioni dell’A.I.A? Ha mai sentito parlare di differenziata e dei suoi benefici? Per il ruolo istituzionale che occupa, lei dovrebbe saper rispondere a tutte queste domande, non con le parole ma con i fatti, però i fatti dicono esattamente il contrario. Lei non conosce le condizioni dell’A.I.A.. Non ha ben chiaro che la raccolta differenziate è un intervento strutturale e di lungo periodo che evita situazioni di emergenza e porta occupazione quindi ritorno economico per i territori e non crea soprattutto disastri ambientali. Lei non sa fare il buon amministratore se non capisce che si deve trasferire alle generazioni future un territorio prospero e incontaminato per poterci vivere serenamente e senza ammalarsi e che a loro volta passeranno alle generazioni future , quindi Egregio assessore Lei ha fallito in tutto, torni a fare il mestiere che faceva prima e che sicuramente faceva meglio dell’attuale, non si occupi più di rifiuti. Se ha una coscienza e se le è rimasto un barlume di ragione non faccia più danni e faccia la cosa più giusta, si dimetta. Scala Coeli 05/03/2014 Il comitato antidiscarica di Scala Coeli

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