Danneggiate auto di turisti. Oltre 23 gomme squarciate.

Amarissimo risveglio per le 40 famiglie di vacanzieri che risiedono nel “Villaggio Parise”, in via Pertini: tre condomini che d’estate si animano col vociare allegro dei bambini, dalle facce stanche ma sorridenti di uomini e donne che, dopo un anno di lavoro, si godono, finalmente, qualche settimana di pace e di quiete rotta ieri mattina, purtroppo, da un atto criminale e vigliacco: gli pneumatici di tutte le auto parcheggiate nell’ampio cortile condominiale (ne abbiamo contate 32, ndc) sono state brutalmente squarciate. Secondo le testimonianze che abbiamo raccolto dalla viva voce dei turisti incazzati, intorno alle 3 e mezza dell’altra notte un condomino sente strani rumori; si alza; si affaccia al balcone e vede distintamente almeno 4 individui con in mano qualcosa che assomiglia a dei coltellacci; intuisce quel che sta accadendo ed urla; i malviventi se la danno a gambe mentre altri coinquilini, attirati dalle grida, si destano e scendono in cortile: lo spettacolo è devastante ed appare sempre più grave con le prime luci dell’alba. Giungono i carabinieri che provvedono ai dovuti rilievi e verbalizzano le prime testimonianze. Ma che succede? Perché procurare danni economici e morali a famiglie di onesti lavoratori che hanno sudato una vita per comprare l’agognata seconda casa al mare proprio qui da noi, a Cariati? A chi giova? “Il risultato – riflette Luigi Iacuzio, affezionato turista da 20 anni a Cariati – è che noi abbandoniamo le case e ce ne andiamo da Cariati. Ed assieme a noi rischiano i cariatesi onesti (che sono la stragrande maggioranza) che hanno delle attività e che nei mesi estivi riescono, grazie anche a noi, a tirare un sospiro di sollievo. Noi magari perdiamo le vacanze, ma chi vive dell’indotto turismo perde quattrini. E questo è gravissimo per l’economia locale”. Si forma un capannello di persone attorno a Luigi, e ciascuno esprime la propria rabbia: “Io prendo i bambini e me ne vado”, si sfoga il signor Gennaro. “Forse bisognerebbe cercare un intermediario che interceda con questi banditi”, propone Ezio, ma è subito un coro di proteste: “Io con la gentaglia non scenderò mai a patti: che si presentassero alla luce del giorno, e poi vediamo”, s’infervora Pasquale”. C’è anche chi suggerisce di indire una riunione e poi decidere una sorta di manifestazione pacifica, ma il sentimento più condiviso, ed è naturale, è la collera, lo sconforto, lo scoraggiamento. E sono gli stessi impulsi che corrono sui social: “Dobbiamo denunciare ogni forma di abuso e soprattutto ogni reato”, scrive Michele. Enrico dice che “la Calabria va abbandonata al suo triste destino”, mentre Nicola, perentorio, consiglia di “non venire a Cariati perché è uno schifo in tutto”. La vicenda è un gravissimo colpo inferto all’immagine di una Cariati già piegata su stessa e stritolata da una accidia pubblica che non ha precedenti.

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