IL VOTO DI REGGIO CALABRIA

Tanti auguri a Giuseppe Falcomatà, che assume l’incarico di sindaco in una delle città più complicate e difficili d’Italia con un risultato elettorale che non può essere messo in discussione ma che si presta a molte interpretazioni, al di là del successo personale di un giovane dalla faccia pulita che ha da spendere, oltre alla sua, l’immagine di un padre, scomparso prematuramente, che aveva svolto in modo onorevole quello stesso incarico.

Il calo di affluenza degli elettori, prima di tutto: ha votato poco meno del 65% degli aventi diritto, il 10% in meno che nel 2011. Continua dunque il calo d’’interesse della cittadinanza nei confronti della politica; ma nel caso specifico, vista la situazione, avrebbe potuto andare peggio.

Il PD, il partito del neo sindaco, col 16,42% dei voti diventa il primo partito di Reggio. È ben lontano, per quanto in crescita (in termini sia assoluti che percentuali), dal 41% di cui Matteo Renzi si faceva vanto ancora ieri alla Leopolda. Ma è pur vero che si è trattato di un voto locale, con molte liste civiche comunque schierate col centrosinistra, i cui elettori, è ipotizzabile, per una tornata elettorale con maggiore significato politico voterebbero per lo più per il PD.È in fondo un andamento in linea con l’’aumento di consensi elettorali per lo stesso PD, cui si accompagna un vistoso calo dei tesseramenti. Sarà interessante accertarlo alle prossime elezioni regionali.

Si conferma il crollo dei partiti di destra e centro-destra, in particolare Forza Italia, trionfatrice alle elezioni precedenti. Il calo, a Reggio, è stato certamente amplificato dal clamoroso commissariamento per mafia che due anni fa ha cancellato l’’amministrazione comunale.

Un’’analisi attenta merita il risultato del M5S, che si ferma a un inatteso 2,49%. È un risultato oggettivamente sorprendente, per una forza politica che alle precedenti elezioni parlamentari ha conteso al PD il primato nazionale ed ha comunque ottenuto un solidissimo secondo posto alle recenti Europee. Questo dato va valutato tenendo presente il già citato calo delle affluenze: sembra evidente che a Reggio il M5S non sia riuscito a destare l’’interesse dei delusi dai partiti tradizionali, e a far confluire su di sé il loro voto. Il calo dunque può essere letto come un segno di delusione dell’’elettorato, oltre che verso gli altri partiti, anche verso il Movimento di Beppe Grillo. Beppe Grillo il quale, nelle stesse ore in cui si votava a Reggio Calabria, a Palermo teneva uno dei suoi comizi-eventi, lanciando come di consueto provocazioni anche grevi, contro tutto e tutti. Altri esponenti del Movimento, in altre recenti circostanze, si sono lasciati andare ad esternazioni che hanno destato stupore, quando non indignazione. Esternazioni che andavano da una sorta di legittimazione dell’’ISIS da parte dell’’on. Di Battista (a distanza di settimane corretta: si riferiva, ha detto, ad Hamas), all’’on. Sibilia che più di recente ha definito l’’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino da parte della mafia come “atto rivoluzionario”.

Spiazzanti sono state anche le alleanze del M5S al Parlamento europeo con movimenti o individui di chiara matrice razzista, sessista e addirittura neonazista. Forse è vero che la stampa punta subito i riflettori su ogni mossa o dichiarazione più o meno infelice che provenga da Grillo e dai suoi eletti. È comunque vero anche che queste dichiarazioni sono rilasciate, sono documentate e non di rado sono ribadite e appoggiate con forza sui social network dai simpatizzanti più intransigenti del Movimento.

Non sembra azzardato supporre che la disaffezione dell’’elettorato magari arrabbiato, ma non “così” arrabbiato, possa essere ascritta ad affermazioni e scelte del genere. Le prossime tornate consentiranno di verificare se questi risultati riflettono una reale tendenza delle scelte dell’elettorato e di effettuare valutazioni più circostanziate; nel frattempo, forse gli strateghi del M5S farebbero bene a riflettere sull’’effettiva utilità di una strategia politica e di comunicazione che -– lo dicono i fatti -– a quanto pare sta mostrando la corda.

Giuseppe Riccardo Festa

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