CONSERVARE E VALORIZZARE LA PROPRIA IDENTITA’

Un luogo abitato da persone per natura ha una sua identità. Meno esplosa, più esplosa. Importante che la comunità non ne perda traccia e sappia conservarla e valorizzarla. Cariati, e sono l’ultimo in ordine di tempo che può scriverlo, ha una storia significativa alle sue spalle, ricca di persone, cose e fatti. Un caro amico – di cui volutamente ometto il nome, più che altro per la riservatezza che lo contraddistingue da sempre – mi ha raccontato, perché anche a lui hanno raccontato, della presenza un tempo in loco di un piccolo teatro e di un cinema all’aperto. Luoghi deputati alla diffusione della cultura, che nel contempo hanno sviluppato una identità storico-culturale del territorio. Ebbene sono questi racconti e aneddoti che vanno ripresi. Sono un patrimonio indelebile della comunità che vuole trasferire i propri valori, la propria esistenza alle nuove generazioni. Infatti, la “memoria raccontata” deve diventare prerogativa inderogabile di una società che sappia servirsi del passato per fortificare il presente. La nuova amministrazione comunale, che si andrà a insediare da qui a qualche mese, deve puntare molto sull’identità storica di Cariati. Inspiegabilmente dimenticata negli anni. In tal senso, tante saranno le idee che si avanzeranno. Molti saranno gli ideatori. Per me c’é una proposta di semplice realizzazione. Scegliere uomini e donne, che operano in botteghe o esercizi commerciali su strada, affinché diventino, per la storia o per i luoghi in cui lavorano, gli ambasciatori dei saperi e sapori della cittadina ionica. Forse alcuni di questi già si sentono investiti del ruolo per personalità. Non sarà, allora, difficile individuarli e sostenerli. Necessita, però, che siano coinvolti ufficialmente. Si sentano parte attiva di un progetto di identità locale. Che siano riconosciuti dalla gente del posto o da chi visita o frequenta Cariati. Anche attraverso una sorta di itinerario della memoria da pubblicizzare. Insomma, persone caratterizzate da una spiccata identità, sapendola trasferire con l’opportuno sentimento d’amore per la propria terra. Una sorta di “abitante della cultura” di strada che voglia con orgoglio alimentare il messaggio, soddisfacendo il piacere e la curiosità di sapere di chi vuole conoscere fatti di un tempo passato, che fissano il presente di Cariati. Nicola Campoli

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