Commento del Sindaco di Scala Coeli MARIO SALVATO da più tempo inopportunamente ed ingiustamente chiamato in causa sulla questione della discarica nel comune di Scala Coeli.

Da più tempo sono inopportunamente ed ingiustamente chiamato in causa da certe trasmissioni di un sito web che interessano la questione della discarica del mio Comune. Devo, tuttavia, rilevare inesattezze clamorose che riguardano la mia condotta di sindaco e, più di ogni altra cosa, la generale azione amministrativa della giunta che ho l’onore di presiedere. C’è un tale che dice, non dice, disfa e ricuce argomentazioni senza conoscerne né la sostanza né la forma della vicenda in questione ma palesando costantemente ed ininterrottamente il solo intento denigratorio nei miei confronti: a volte con dire più o meno esplicito a volte con fare simile a quello del servo malvagio dell’Otello ben rappresentato e cantato ne “Il barbiere di Siviglia” ( …la calunnia è un venticello… ). Devo confessare che siffatta, costante attenzione mi meraviglia non poco. Ero convinto, infatti, che dopo il mio generoso gesto di rimettere a questo signore la querela dallo stesso pietitami con tanta insistenza e proposta nei suoi confronti per il reato di diffamazione a mezzo stampa per le calunniose opinioni dirette alla mia persona. connesse sempre alla problematica discarica, l’ atteggiamento del tale divenisse più responsabile: ma tant’è, è proprio vero che “… il lupo ( o il cane ???? boh!!! ) perde il pelo ma non il vizio….”- Comunque , fatto salvo il legittimo diritto di cronaca, non posso però non rilevare che qualcuno non si è mai informato dello stato dell’arte relativo alla discarica privata di contrada Pipino; né ha mai utilizzato i canali istituzionali per apprendere e diffondere notizie con piena cognizione di causa. E, nonostante la mia personale disponibilità al confronto, qualcuno ha preferito continuare a “sparare nel mucchio”, senza alcuna selezione che, a mio parere, è la prerogativa di chi ha il dovere di informare senza mezzucci squallidi o di parte. C’è un giornalista che ha preferito la strada dei presunti “scoop” frutto solo di sue personali “masturbazioni mentali” senza mai soffermarsi a pensare che, forse, la rappresentazione e la comunicazione al pubblico di ogni problematica deve essere sempre accompagnata dal dovere morale di documentarsi e soprattutto documentare le stesse prima e di esternarle poi: questo è quello che fa un giornalista serio e professionale. Invito gli operatori dell’informazione ad usare toni consoni al rispetto della professione ed a rispettare, specie se assenti, l’opinione e soprattutto l’opera altrui. Dal faceto al serio, rammento che la fatica del sindaco, in specie dei sindaci di piccoli e dimenticati Comuni, è immane, ed a prescindere dagli errori che si possono commettere, merita il Massimo Rispetto. Contegno che qualcuno nei miei riguardi, nello smisurato sforzo di rappresentarmi come se fossi l’artefice di tutti i mali di questa porzione di Calabria, non ha mai avuto. Per cui, prendendo nota di certe corbellerie reiterate nel tempo e farcite con continui attentati alla lingua italiana, di cui espressamente fin d’ora mi riservo di deferire qualcuno all’Accademia della Crusca, invito certi giornalisti a fermare la squallida ed inqualificabile campagna di disinformazione tendente ad attribuire allo scrivente responsabilità che sono lapalalissianamente imputabili esclusivamente alla struttura burocratica dell’assessorato all’ambiente della regione Calabria e per ultimo anche all’assessore regionale laddove questi non dovesse prendere atto delle tante illiceità evidenziate nella vicenda che mi sta occupando da oltre tre anni e che risultano comprovate incontrovertibilmente dalla copiosa documentazione dal sottoscritto prodotta, frutto esclusivo di incessante ed estenuante attività, anche se a qualcuno ignota per sua esclusiva negligenza. Anche per il bene della causa a cui qualcuno dice di spendersi, è opportuno smetterla di ergersi a Savonarola della situazione poiché sono certo che persistendo in tale irresponsabile atteggiamento il “ fuoco” tanto agognato ingiustamente per altri finirà prima o poi per ardere qualcuno irrimediabilmente. Invero, l’ offesa della propria dignità, della propria storia personale ed umana, del proprio ruolo sociale e di quello familiare, senza dire l’esposizione dell’ incolumità personale e dei propri cari, sono le conseguenze nefaste di un comportamento se non fazioso quanto meno – a volere concedere ed ammettere la sua buona fede – superficiale ed irresponsabile quale quello posto in essere nei miei confronti. Ricordo che già concretamente il sottoscritto ha subito – per la vicenda discarica – un grave attentato personale, e per “fortuna” solo patrimoniale, quale quello del taglio di oltre trecentocinquanta alberi di ulivi, conseguenza immediata e diretta di una rappresentazione fattuale malevole, falsa e faziosa.

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