Claudio Ranieri un triste epilogo

É dispiaciuto a molti dell’esonero di Claudio Ranieri da parte dei vertici della squadra inglese del Leicester. Purtroppo la nota legge del calcio professionistico é chiara. L’assenza di risultati in campo é quasi sempre direttamente imputabile al tecnico che siede in panchina.

La favola della più grande impresa sportiva del secolo, avvenuta con la vittoria lo scorso anno del massimo campionato di calcio inglese della Premier League, é finita in malo modo. In fondo, i calciatori inglesi, così si racconta, hanno chiesto la testa dell’allenatore italiano, pur consapevoli dei loro errori, e l’hanno avuta vinta.

Non dimentichiamoci che Ranieri ben sei settimane fa é stato eletto allenatore dell’anno dalla Fifa, ma non é servito a far comprendere che forse il tecnico andava trattato in altro modo. 

Se c’é una qualità che va oltre a quelle professionali e che caratterizza Ranieri questa é la sua insuperabile dignità. Infatti, le sue ultime parole pronunciate all’atto dell’addio “il mio sogno é morto . . . volevo restare per sempre” ne sono una rappresentazione chiara e inequivocabile. 

Del resto, superato il triste epilogo gli resta di aver raggiunto un traguardo e una impresa impossibile. Ciò non capita a tutti. Ci sarà un giorno che, superata l’amarezza e il rammarico per la sua conclusione, verrà fuori tutta la grandiosità di un qualcosa davvero di invidiabile.

Sotto sotto se fossi stato il Presidente del Leicester avrei forse più messo fuori rosa qualche calciatore che quest’anno probabilmente non ha avuto comportamenti molto professionali fuori dal rettangolo di gioco. Per la vittoria impronosticabile conquistata lo scorso anno l’ottimo Ranieri avrebbe meritato tutt’altra reazione. L’ingiustizia e l’ingratitudine non sono state da poco.

Nicola Campoli

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