di Marco Toccafondi Barni
Dal punto di vista degli Stati Uniti l’intervento in Iran non ha alcun senso. Di conseguenza, per provare a capire quel che sta succedendo e quindi tentare di prevedere il futuro, bisogna partire dalle poche certezze che abbiamo. Sono scarse, vero, tuttavia esistono, eccole: al di là di ciò che dice Trump è difficile che gli Stati Uniti mettano piede in Iran, sul terreno, poiché consci che quest’ ultimo è un impero come loro.
Non è un caso se Donald Trump sta facendo esattamente il contrario di quanto aveva promesso in campagna elettorale e da isolazionista per i suoi fan, nel giro di pochi mesi, pare diventato il Bush Jr. di inizio secolo. Questo perché risucchiato da una forza che è la stessa che muove la storia: il sentimento prevalente dei popoli, frutto della loro mentalità.
Se partiamo da queste poche “quasi certezze” allora forse si puo’ cominciare ad intuire cosa sta capitando, come stanno andando le cose e soprattutto come proseguiranno.
UN CALCOLO SBAGLIATO – Probabilmente a torto la Casa Bianca s’è lasciata nocivamente influenzare dagli apparati di stato e dai soliti neocon che, un po’ come i peperoni, si ripropongono con un loro esponente di spicco: il segretario di stato Marco Rubio. La contrarietà del regime iraniano nell’ abbandonare i programmi nucleare e balistico, quello strambo desiderio di far cambiare idee a un impero millenario, figurarsi poi vecchie bugie quali la difesa della democrazia e delle donne, valori tanto cari da essere stati immediatamente bagnati dal sangue di decine di bambine in una scuola nel sud dell’ Iran, oggi, perennemente disattese ieri. E con la liberticida alleanza con le tiranniche monarchie del golfo o col protettorato Usa dei Saud. Tutto dimostra che siamo nell’ ambito della solita propaganda. In realtà il vero e unico obiettivo è quello di Israele, esistenziale per Tel Aviv: il cambio di regime in Iran. Da ciò la immediata decapitazione dei vertici. Eppure vi è un calcolo errato alla base, non a caso è un errore israeliano e non statunitense. Gli Usa hanno solo colto il frutto amaro in conseguenza della enorme sopravvalutazione dell’ operazione in Venezuela d’inizio anno e che, per adesso, non ha nemmeno cambiato il regime, ma solo arrestato Maduro. Infatti se è vero, come è vero, che la repubblica islamica è un regime orribile e anche vero che gode comunque di un ampio consenso, la prova del nove è che altrimenti non esisterebbe né resisterebbe dopo quasi mezzo secolo dall’ ascesa al potere. Alle nostre latitudini esiste e resiste un’ assurda illusione solo occidentale, razzista e neocolonialista, secondo la quale gli iraniani anelano unicamente sostituire un’ odiosa teocrazia con un regime filostatunitense e occidentalista; insomma mettersi tutti a guardare Netflix, magari aspettando l’uscita dell’ ultima serie tv, spesso prodotta nelle 2 coste statunitensi tanto odiate da mezzo paese a livello interno. Poi tutti a godersi l’apericena. Ecco, semplicemente non va così, se infatti anche l’ attuale regime dei Pasdaran dovesse crollare (e non è così certo né immediato a mio modesto modo di vedere, anzi) nel giro di poco tempo e di tanto caos torneremmo al punto di partenza, come in un drammatico gioco dell’ oca geopolitico. Come mai ? Cantava il buon Max Pezzali.
LA CALAMITA GEOPOLITICA – Succede in quanto esiste una sorta di forza invincibile, alimentata dal vero motore della storia, che non è né la lotta di classe né la guerra e né l’ideale politico o l’inganno politologico, bensì la mentalità mediana di una popolazione in un dato territorio e durante una fase storica. Dalle nostre parti, infatti, esiste e persiste, incredibilmente visti anche i nudi fatti degli ultimi decenni, un demenziale convincimento tutto occidentale e occidentalista, razzista e neocolonialista, secondo il quale circa 7 miliardi e mezzo di persone nel mondo sono come lobotomizzate o perlomeno ipnotizzate da individui crudeli. Noi invece no, va da sè. Insomma, tutti quanti son talmente stupidi e inferiori, rispetto a noialtri, che si fanno continuamente traviare da un gruppo di cattivi della storia o altre volte da un unico cattivo. Ma se noi, in qualche modo, persino uccidendoli in massa, li aiutassimo come si deve e una volta per tutte, ebbene anche loro costruirebbero una provincia Usa simile alle nostre e si metterebbero, finalmente, tranquilli in attesa di Netflix e del derby. E’ una visione così demenziale e ottusa, razzista, ma soprattutto talmente fuori dalla realtà e fondata esclusivamente sul cosiddetto “Occidente”, che non serve sia stata clamorosamente smentita ovunque e ripetutamente: Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, fa lo stesso, non si estirpa dalle nostre teste sempre piu’ vuote che questi sono un po’ pazzi, ma in fondo desiderano la nostra stessa vita. Portare le perle ai porci è inutile, in maniera piu’ o meno recondita pensiamo tutti, anche di fronte all’ evidenza di certi fallimenti certificati dalla storia. Ci risulta impossibile credere che esiste una sorta di magnete, se preferite un’ altra metafora un buco nero, capace di attirare comunque verso certe conseguenze popoli e mentalità diverse tra loro: una provincia come l’ Italia è diametralmente opposta a un impero come l’ Iran, la Russia, la Cina, ma persino agli stessi Stati Uniti. Anche se questi ultimi ci appaiono identici a noi, anzi proprio come noi, quando in realtà piu’ banalmente ci dominano e basta (a tal proposito rammento un assurdo editoriale di Umberto Eco apparso su Repubblica all’ indomani dell’ 11 settembre, che esaltava semplicemente una conquista e una annessione, pensando di celebrare cultura e libertà). Va così, andrà sempre così, indipendentemente dal regime che ci sarà quel che conta è il popolo che, nel suo insieme, abita quel territorio. La fantasia di poter cambiare i destini di un antagonista dell’ Occidente decapitandone il regime è appunto una fantasia, basata sul razzismo. Infatti non è mai successo né mai succederà, se non in caso di rovinosa sconfitta in guerra e conseguente annessione, come capitato all’ Europa e al Giappone nel 1945.
DONALD, DA ISOLAZIONISTA A NEOCON – La forza di tale magnete è tale che, addirittura, coinvolge le genti dell’ egemone stesso e lo si nota con una mutazione rapida quanto innegabile. Il trumpismo e il popolo MAGA, quasi inesistenti sia sulla costa atlantica che pacifica degli Stati Uniti, nascono ed esistono, a dispetto delle origini del loro beniamino newyorkese, nel sud e soprattutto nel sempre decisivo Midwest del paese, basano tutto sul sogno di una “America” industrialmente ed economicamente grande. E’ il tempo che fu, con la produzione di auto a Detroit e guardare esclusivamente al proprio benessere a dispetto del mondo. Una gerarchia dell’ amore spiegata a chiare lettere dal vice presidente e uomo degli Appalachi J.D. Vance, cattolico di nuovo conio che per questo fu bacchettato da un altro celebre cittadino del Mid West: Papa Leone. Eppure, nonostante tutto ciò, Donald Trump ha sì promesso isolazionismo, disimpegno e diventare un paese come qualsiasi altro, quasi un’ “America” provincia in una NATO depotenziata fino al suo annullamento, ma proprio a causa del magnete geopolitico nel giro di un anno si è già ritrovato neo conservatore, con Rubio al posto di Condoleezza Rice. Questo perché non si puo’ fuggire da se stessi e una logica geopolitica stringente ti dice che se sei l’ egemone non puoi fare l’ Australia. Da ciò le conseguenze e le contraddizioni della contemporaneità che ci tocca vivere.
IMPERI CONTRO – No, stavolta non è uno scherzo, non si tratta piu’ di Donbass, guerre locali, ideologie, propaganda, del leitmotiv democrazia contro dittatura, qui siamo impero contro impero. Ci troviamo nel cuore stesso della storia, quella vera. E’ tutta un’ altra faccenda, va da sé e senza dirlo che esistono le mentalità dei popoli: per esempio Israele non è un impero e sul campo senza gli Usa è piu’ debole dell’ Iran. Mettersi contro l’ Iran significa mettersi contro un impero, come popoli, non tanto per i vertici di una pessima teocrazia, che potrebbe anche estinguersi dopo mezzo secolo, ma cambierebbe poco comunque nel complesso. Ne consegue che senza un intervento di terra massiccio, da parte statunitense e non israeliana, il rovesciamento dell’attuale stato iraniano resta difficile e in ogni caso non sarebbe come piace, assurdamente e masochisticamente, immaginare a noi, anzi si aprirebbe un vaso di Pandora le cui conseguenze sarebbero gravide di tragedie.
CINA E RUSSIA ? – Nello stupidario nostrano gli altri imperi non solo vengono visti come amici per la pelle, pur confinanti per chilometri, ma addirittura dalle nostri parti c’è stupore per il fatto non siano arrivati in soccorso all’ Iran. Demenzialità, diffuse tra chi vive fuori dal mondo e difatti dietro le scontate dichiarazioni di circostanza la Cina gode nel vedere il suo principale nemico strategico forse impantanarsi in un’ ennesima quanto insensata guerra, simile a quelle in Afghanistan e in Iraq, l’ unico rischio concreto per la repubblica popolare è il risvolto della medaglia commerciale con la chiusura dello stretto di Hormuz. Ma la logica resta quella di lasciar fare il nemico che sbaglia. Riguardo invece al Cremlino solo aspetti positivi da questa nuova follia a stelle e strisce: in tal caso la chiusura dello stretto è un vantaggio e se legato ad un’ eventuale estensione della guerra l’aumento degli idrocarburi avvantaggerà i russi.
E’ una corsa contro il tempo, quindi, come in Afghanistan e in Iraq oltre vent’anni fa: tanto piu’ sarà lungo il conflitto tanto piu’ saranno guai per “l’ America” e viceversa.
Views: 65

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.