UN EGEMONE E’ PER SEMPRE?

stati uniti

di Marco Toccafondi Barni


– Questa è la storia di un avverbio: MAI. Sì, perché è la vicenda degli Stati Uniti d’ America, corretto usare tale avverbio.

Non è mai esistito un impero piu’ completo, unico e originale degli Stati Uniti, capace di controllare, anche grazie a un sofisticato soft power, l’intero pianeta. Edulcorare il proprio dominio sul mondo grazie a Hollywood e soprattutto alla forza della bomba atomica e ad una posizione geografica unica quanto privilegiata nella storia dell’ umanità.

Nei fatti geografici del globo l’egemone attuale è isolato da tutto e tutti: confinante a nord con un stato che non è manco sovrano (il Canada) e a sud con un altro che forse sì, magari  in un futuro ancora da venire, darà qualche problema strategico, il Messico, ma che per ora dà solo problemi d’ immigrazione.

Insomma, come gli Usa nessuno mai, nella storia della umana famiglia, eppure qualcosa sta cambiando. Cosa, esattamente ?  Solo la percezione, ma come dovrebbe essere noto persino ai meno svegli nella vita spesso la percezione conta piu’ della realtà. Anche a livello individuale.

E allora poco importa se gli Stati Uniti hanno fatto e continuano a fare azioni o missioni apparentemente insensate (solo nell’ ultimo quarto di secolo contiamo Afghanistan e Iraq, con l’assurda guerra al terrorismo, oggi il recente attacco all’ Iran), ma soprattutto in evidente contrasto con quanto promesso agli statunitensi dall’ attuale presidente Trump. No, non importa visto che gli Stati Uniti contemporanei si sentono in pericolo e minacciati da una Cina per loro sempre piu’ vicina nella corsa per l’ egemonia. E’ una percezione attualmente errata e frutto del delirio economicistico, ma come detto nella vita dei singoli e delle nazioni ciò che conta è ciò che si percepisce e allora via col valzer anti cinese.

OVVIO, UN EGEMONE NON E’ PER SEMPRE – Va da sé, niente e nessuno nella vita umana è per sempre, in vantaggio sì e se è vero che niente si crea e niente si distrugge allora neppure una super potenze invasiva e globale come gli Stati Uniti potrà durare in eterno In ogni caso in questi albori del nuovo millennio gli Stati Uniti restano di gran lunga e per distacco la prima potenza planetaria. Non è un caso, infatti, che fanno quel che vogliono, pur con errori tattici e stavolta perfino strategici madornali: a inizio secolo iniziarono una stramba “guerra al terrorismo”, ovvero la pazzia di scontrarsi con una tattica paramilitare anziché con un altro stato, unicamente per sfogarsi dell’ attacco piu’ grave mai subito sul loro territorio quel tragico martedì 11 settembre 2001; dopodiché hanno chiuso i conti con un vecchio amico/nemico quale Saddam Hussein. Oggi, insensatezza delle insensatezze, conducono un attacco privo di qualsiasi senso contro l’ Iran. Eppure tutti questi errori, molti dei quali davvero gravi e soprattutto senza una logica, non hanno minimamente intaccato la superiorità in ogni campo dell’ impero a stelle e strisce, mai. Prova ne è il fatto che i principali rivali stanno a guardare e al massimo sperano che il loro principale nemico prosegua in errore.

IMPERO E PROVINCIA, SCOPRI LE DIFFERENZE – No, non è un enigma da “La settimana enigmistica”, visto trattasi di un’ evidenza talmente abbagliante da accecare tutti. E ciechi sono gli europei, storditi da quasi un secolo di propaganda statunitense, correva l’anno 1945, dalla vita placida e da quel torpore tipici  in una cosiddetta Pax, che non vuol dire pace bensì ti lascio in pace e magari vivi pure comodo se fai quel che voglio io. Insomma, una prigione dorata, almeno a tratti, come quella che è stata vissuta da noi cittadini europei nelle nostre province. Favorevolmente colpiti dalle stelle e dalle strisce di chi ci aveva rovinosamente sconfitti in guerra e conseguentemente, ma direi anche logicamente, poi ci aveva conquistati e infine annessi alla propria sfera di influenza. E così sono trascorsi oltre 80 anni, tra la certezza di una fine della storia, addirittura teorizzata da un folcloristico saggio di tal Francis Fukuyama a fine Novecento, brindando spensieratamente all’ economicismo come unica ideologia capace di misurare tutte le cose del mondo. In questo demenziale volo pindarico c’è uno spazio importante per la politologia, che ha avuto il compito di coltivare l’illusione provinciale stabilendo chi sono i buoni e i cattivi grazie alle due tragedie piu’ in voga durante questo tempo sotto ipnosi imperiale, ma che ormai sta svanendo: il diritto e l’economia. Un impero ragiona in maniera opposta e basta osservarlo. Gli imperi rimasti sulla faccia della terra sono pochi, eccezion fatta per l’egemone Usa, soltanto 4: Cina, Russia, Iran e Turchia. Ovvio, con tutte le differenze del caso. Prendiamo l’ Iran, visto è stato aggredito, come ammesso dallo stesso governo italiano, fuori dal patetico e ridicolo “diritto internazionale”. La repubblica islamica viene raccontata come prossima a capitolare fin dallo scorso giugno, la guerra dei 12 giorni, visto il ghigno perfido e orribile del regime oggi del Pasdaran pochissimi ne soffrirebbero, anzi, tuttavia per ora tutto rimane intatto e resiste all’ accoppiata definita dal filosofo Diego Fusaro “Usraele”, addirittura rilancia attaccando i paradisi fiscali e non solo in zona, come Dubai, questo perché stavolta gli Stati Uniti non hanno a che fare con un Afghanistan o un Iraq qualsiasi né con una loro provincia riottosa o un ex protettorato, bensì con un impero. Certo, piu’ debole però con una mentalità e un orgoglio simili a quello della Cina o della Russia. Niente a che vedere, insomma, con una provincia come quelle dove viviamo noi. E’ una differenza simile a quella che c’è tra un bella prostituta che magari guadagna 5.000 euro in una notte e una ragazza che va a pulire le scale e vede quella cifra in 5 mesi. Perché succede ? Proprio perché si vuol evidenziare la differenza, ma nel nostro delirio provinciale incredibilmente pensiamo che fondamentalmente 100 milioni di iraniani (oppure 1 miliardo e mezzo di cinesi) vogliono essere identici a noialtri, fare la vita di un oggetto anziché di un soggetto. Una svista, l’ennesima, perché è esattamente il contrario.

FINE DI UN SOGNO PROVINCIALE – Ma come sempre dopo anche il piu’ bello dei sogni c’è il risveglio e stavolta è duro. Lo stesso egemone, infatti, ti dice a chiare lettere che era tutta una bugia: non esistono i diritti umani nè il diritto internazionale e neppure l’ Europa è mai esistita veramente. Via dal sogno dunque e via anche le mani davanti agli occhi, nella realtà rovinosamente sconfitti dopo le pericolose e orrende avventure del nazifascimo, poi  conquistati e annessi. Niente di nuovo sotto al sole della Storia, quella vera e fuori dalle ridicole narrazioni politologiche. Banalmente è sempre successo e succederà ancora: chi vince una guerra annette i territori. Il resto è fiction, quindi lo stato catatonico dei cosiddetti alleati europei, in realtà province, è destinato a finire, con le buone oppure con le cattive. Ciò che invece persiste è una una serie di demenziali sviste che continuerà a scuotere il mondo dalle sue fondamenta. Sì, con  la guerra anziché l’amore, come cantava il buon Valerio Scanu, in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

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