#CARIATIPULITA: RUOLO DELLA POLITICA E GESTIONE CONDIVISA DEL TERRITORIO. INIZIATIVE PER IL NO ALLA MEGA DISCARICA NEL BASSO IONIO

Dopo l’incontro alla Regione, una “Festa di Primavera” presso l’impianto di Scala Coeli

Domani, domenica 2 aprile, insieme ai Comitati antidiscarica, i movimenti, le associazioni, le forze politiche, rappresentanti delle istituzioni e tanti cittadini festeggeremo l’arrivo della Primavera presso la discarica di Scala Coeli.

ASSUNTA SCORPINITI

L’evento, promosso con grigliate e pic-nic, dall’associazione “Le Lampare”, vuole essere di risposta a chi vuole un ulteriore scempio della rigogliosa Valle del Nika, aggiungendo alla discarica privata per rifiuti speciali esistente in Contrada Pipino, un nuovo impianto, di quasi dodici volte maggiore, per il quale lo scorso 23 dicembre è stata depositata la richiesta di Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) presso la Regione Calabria.

Ciò è motivo di preoccupazione, ma anche di impegno convinto. Siamo, infatti, in tanti a non voler rinunciare alla bellezza, alla salubrità, alla storia, ai paesaggi, alle possibilità di sviluppo di questo nostro territorio del Basso Ionio, a partire dalle effettive vocazioni, agricola e turistica.

Così come la politica non deve rinunciare al suo ruolo nella gestione dei territori, né prescindere dalla condivisione, valore a mio avviso basilare, che consente di mantenere uno sguardo diretto sulle cose.

Ritengo importante considerarlo, anche a margine dell’incontro della Delegazione comunale di Cariati con i vertici del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, avvenuto nella scorsa settimana presso la Cittadella regionale di Catanzaro, nel tentativo di scongiurare la costruzione della suddetta mega discarica privata per rifiuti speciali limitrofa a quella già realizzata ed entrata in esercizio nel 2015.

E non è solo il mio pensiero. È la convinzione di un intero territorio, espressa da cittadini, movimenti ambientalisti, comitati antidiscarica, associazioni di agricoltori, formazioni politiche, Amministrazioni locali (Crucoli, Umbriatico, Mandatoriccio, Terravecchia, Campana… ), che con i loro Sindaci hanno deliberato nei rispettivi consigli comunali la netta contrarietà all’ampliamento della discarica di Pipino, dopo l’avvio dato, anche su nostra sollecitazione, dal comune di Cariati.

Il nostro Comune, oltre ad essere il primo a deliberare in tal senso, ha istituito nell’assise cittadina dello scorso 6 marzo, una Delegazione, formata dal sindaco Filomena Greco, dall’Assessore all’Ambiente Sergio Salvati e dalla sottoscritta, quale rappresentante della minoranza consiliare, per dialogare con i responsabili regionali, soprattutto con il Governatore Oliverio, e per le iniziative necessarie.

Devo dire che in questa battaglia di giustizia e civiltà sono attive le comunità e le Amministrazioni tutto il territorio ionico, dal crotonese fino a Crosia e Rossano, tranne, e questo è il paradosso, Scala Coeli, con il suo sindaco Matalone che da acceso ambientalista in opposizione, da primo cittadino è diventato il massimo sostenitore del progetto dell’immenso impianto per rifiuti speciali; con tanto di delibera di approvazione corredata di richieste occupazionali, di royalties e sponsorizzazioni all’impresa interessata.

All’incontro in Regione, i responsabili del Dipartimento delle Politiche ambientali ci hanno lasciato intendere che noi del Basso Ionio ci troviamo a pagare lo scotto di far parte di una Provincia i cui comuni non riescono a gestire i rifiuti in forma associata, consorziandosi nelle Società D’Ambito previste dalla legislazione regionale. Ma anche di essere in una Calabria che differenzia per il 30, massimo il 40 % e non per il 65% come vuole la direttiva europea. Di essere di una terra che ha grande fabbisogno di discariche per lo smaltimento finale dei rifiuti, e, in particolare, degli scarti di quelli trattati, classificati come rifiuti speciali anzi, ci dice l’Europa, come merci, prodotti da affidare a privati (al momento sono conferiti nell’unico impianto pubblico di Crotone).

E poco importa se la discarica sorge in protetta poiché coperta dal marchio DOP «Bruzio» , tra allevamenti allo stato brado di bovini di razza podolica; se è contigua a terreni coltivati con il metodo biologico ai sensi del Reg. CEE 2092/9, che si pratica da secoli in terreni in molto casi acquistati da tanti agricoltori con duri anni di emigrazione all’estero; se nell’area scorrono gli affluenti del fiume Nika e se è d’impatto visivo al prezioso sito archeologico di Pruija, nel comune di Terravecchia; se lo scenario complessivo di aziende agricole e antiche costruzioni rurali è incorniciato da una superba vegetazione mediterranea.

Poco importa se la megadiscarica comprometterà tutto questo, vanificando gli sforzi che le comunità locali stanno compiendo per innescare processi di sviluppo agricolo, turistico e sociale, cercando di promuovere l’immagine di un territorio che rischia di essere conosciuto solo come luogo di discarica, invece che paradiso per turisti innamorati delle sue peculiarità.

In questa non felice prospettiva, entra l’urgenza della condivisione che io stessa ho chiesto alla politica, nel corso dell’incontro di Catanzaro, cui hanno partecipato anche il presidente di Legambiente Falcone e l’ing. Gianni De Renzo per i comitati; alla politica rappresentata, in quella sede, dall’Assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, che, ricevendoci su delega del Governatore Oliverio, ha tenuto a mettere in rilievo la linea dell’esecutivo al Governo della Regione Calabria, tendente all’ormai noto obiettivo “Discariche Zero”: eliminare le discariche entro il 2020, potenziando gli impianti di trattamento esistenti e la raccolta differenziata.

In merito alle nostre preoccupazioni sulla discarica di Pipino, che, ribadisco, non si vuole ampliare, ma come rileva anche Confagricoltura Calabria, affiancare con un altro, enorme impianto con area di ingombro di circa 68.000 mq e capacità di abbanco di rifiuti di oltre un milione di metri cubi (e magari fra qualche anno con un altro ancora), i responsabili del Dipartimento Ambiente della Regione hanno manifestato disponibilità e apertura, nel chiederci rilievi tecnici d’impatto che potranno essere considerati nella valutazione del progetto di ampliamento; ma ci hanno anche parlato di una “legittima richiesta di imprenditori” e di un procedimento amministrativo “che non può essere bloccato”.

Come non domandarci, a questo punto, a chi giova realizzare una discarica per rifiuti speciali, quando l’obiettivo politico è Discariche Zero. E perché arrendersi di fronte al fatto che in Calabria non si riesce ancora a fare bene la raccolta differenziata…

Ancora: perché negare la possibilità di adottare politiche virtuose (prevenzione, riutilizzo e riciclo) per risolvere il problema della gestione dei rifiuti anche nella nostra difficile terra calabrese? Nello specifico: quali rifiuti e da quale provenienza, hanno saturato (perché l’abbanco è completo), la discarica esistente Pipino se gli scarti di trattamento sono stati finora smaltiti a Crotone, per dichiarazione del Direttore di Dipartimento? Infine: se le scelte strategiche spettano alla politica, un procedimento amministrativo può compromettere il presente e il futuro di un intero territorio?

Sono interrogativi di fronte cui si potrebbe davvero infrangere anche la più flebile speranza di salvare il nostro lembo di terra calabrese dal “mostro” che potrebbe divorare la sua bellezza.

Noi come comitato politico diciamo no, ed è un no condiviso da tutti i soggetti che sono in lotta in difesa di un territorio già provato da interventi devastanti, scippi di servizi, abbandoni di ogni sorta. Oggi come ieri, quando tentavamo di fermare la realizzazione del primo impianto a Pipino; più forti di ieri, perché siamo di più, siamo la società civile che si affianca alle istituzioni.

Un no che risuonerà forte, perché il territorio vuole crescere, non morire; perché siamo stufi di essere depredati, mortificati, devastati dall’indifferenza e dalle logiche del profitto; di essere considerati solo un bacino di voti.

Perché la gestione del territorio va condivisa non singoli soggetti, ma con coloro che lo abitano, che lo vivono ogni giorno, che si affannano a governarlo tra mille difficoltà. Con tutti noi che abbiamo bisogno di credere nel futuro di un ambiente sano e, nella prospettiva planetaria connaturata a questo tema, di un mondo da custodire come il più prezioso dei tesori. La politica non può non tenerne conto.

Assunta Scorpiniti, Capogruppo consiliare del Comitato #CariatiPulita

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