È tempo di primi bilanci per l’estate 2025. In questa direzione, cariatiNet.it ha realizzato un primo interessante giro di verifiche, sondando una nutrita rappresentanza di operatori turistici. Una premessa comunque è d’obbligo. Secondo i primi ritorni raccolti dagli studi di settore a livello nazionale, un italiano su cinque ha rinunciato alle vacanze estive per difficoltà economiche.
Le più penalizzate sono state le località al mare, dove un italiano su quattro ha rinunciato alle spiagge per i costi troppo elevati. È quanto emerge da un sondaggio sulle abitudini e sull’impatto dei rincari per la stagione 2025, realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche. Ritornando al nostro microcosmo, cioè Cariati, emergono dalle dichiarazioni degli operatori, intervistati dal Direttore Cataldo Formaro, due aspetti per me interessanti.
Il primo, mai ascoltato in tutti questi anni, è che questi giorni di settembre segnano una discreta presenza di turisti in loco e di conseguenza di lavoro. Il secondo elemento è che complessivamente, per buona parte degli imprenditori ascoltati, la bella stagione è stata positiva, confermando quanto raccolto lo scorso anno.
Pertanto, i giudizi positivi devono far piacere e devono rappresentare un motivo in più per organizzare, già da subito, la prossima stagione estiva 2026. Sono più chiaro. Se le sperimentazioni, seppure slegate e senza coordinamento, hanno dato risultati positivi, adesso bisogna seriamente programmare, favorendo una unità di intenti e obiettivi. C’è poco da fare. Questa è la strada per riuscire a fare un altro passo in avanti.
Questo compito spetta all’amministrazione comunale che deve raccogliere le idee/progetti e fare sintesi. Il lavoro da fare è lungo e impegnativo, ma deve trovare nel connubio amministratori/operatori: unitarietà e entusiasmo, ragionando, in termini di competitività del territorio.
Rilancio un’idea, sulla quale già ho scritto nelle settimane scorse, e che riguarda uno strumento di politica economica che va per la maggiore e che potrebbe fare al caso locale. Il Comune di Cariati, unitamente agli operatori che si riconoscano, devono costituire una rete di imprese, che è anche un modo per concorrere su bandi specifici che avanza la Regione Calabria.
Nicola Campoli
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