Cariati ha tutte quelle atmosfere, quegli odori e quei sapori che fanno diventare la tipicità un modello di vita, che vale la pena gustare

Non c’é turista che, una volta a Cariati, non può non restare colpito in positivo, scorgendo il bel panorama, che si apprezza da più punti della linea di costa, del borgo alto, dove domina la cupola dorata della Cattedrale di San Michele Arcangelo. Fu così anche per il sottoscritto. Una volta messo piede in paese. La curiosità mi prese, infatti, a tale punto da non resistere. Così, appena mi fu possibile, mi incamminai su in alto verso il centro storico. Man mano che salivo la mia mente mi portava a immaginare fatti e storie del passato. Scene di un altra epoca che ti fanno ancora di più apprezzare le bellezze attuali e ti radicano nei luoghi. La passeggiata, lunga e faticosa, ne valse la pena. Le sensazioni provate furono tante e sono ancora indelebili a distanza di anni. Scoprii un borgo antico, cinto dalle sue storiche mura e inframmezzato dalle otto torri. Camminando lungo il corso, anche il più disattento del turista, comprende ciò che é stata Cariati nei secoli precedenti. E’ come se edifici, monumenti e botteghe fanno trasparire i fasti e la quotidianità del passato. Un luogo che negli anni é migliorato tanto. Si é perfezionato in termini di accoglienza e di attività commerciali che, se pur piccole riescono a esprimere un buon potenziale di attrazione turistica in inverno e estate. Molto ci sarebbe ancora da fare in tale direzione. Sono molti anni, però, che mi chiedo, non trovando risposte, cosa manchi al centro storico di Cariati per entrare a far parte della famiglia del Club dei borghi più belli d’Italia? Una organizzazione nata agli inizi degli anni 2000, che annovera molte realtà simili a quella di Cariati, avendo forse anche qualcosa in meno della località della costa ionica. Un’iniziativa che favorisce, nei singoli casi la valorizzare del patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni molto ben apprezzate da flussi di visitatori e turisti italiani e stranieri. Si tratta di una nicchia di appassionati, tra quali mi annovero, che con piacere nel corso dell’anno organizzano viaggi da singoli o insieme in questi luoghi, distribuiti lungo la penisola. Potrebbe rappresentare per Cariati, avendone tutti i requisiti naturali, un modo per diversificare la propria attrazione turistica, allungando l’anno, oltre al troppo già limitato periodo estivo che tende sempre più a ridimensionarsi. Servirà sicuramente tempo e perseveranza per raggiungere l’obiettivo e per comprendere come entrare a far parte di quella Italia minore, ricca di arte e cultura che in tantissimi hanno piacere di visitare e scoprire. Si potrebbe, unitamente agli operatori locali e ai cittadini del centro storico, pianificare una programmazione turistica integrata, che punti al recupero, valorizzazione, mantenimento di un patrimonio di monumenti e memorie, che possono far fare un salto di qualità a Cariati. Va costruita una rete di soggetti istituzionali e privati che crede nel progetto e che ne faccia un punto di forza, metabolizzandolo con i cittadini, che devono diventare i primi protagonisti e trascinatori dell’idea. Cariati ha tutte quelle atmosfere, quegli odori e quei sapori che fanno diventare la tipicità un modello di vita, che vale la pena gustare come cariatesi e farlo apprezzare ai tanti appassionati di queste caratterizzazioni espressioni del territorio. Forse uno sforzo comune in tal senso va fatto, magari in parallelo anche con una revisione delle politiche turistiche di Cariati. Nicola Campoli

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