CAPITANERIA DI PORTO CROTONE: SEQUESTRO DI RETE E 4000 EURO DI SANZIONI AMMINISTRATIVE

Nel corso di una nuova operazione mirata al controllo della filiera della pesca, ed in particolare alla prevenzione e repressione della pesca illegale o non dichiarata, qual’è quella del novellame di sarda, la Capitaneria di porto di Crotone ha accertato, anche nella giornata odierna, una nuova violazione in materia di pesca. Inorno alle ore 09.00, la M/V CP 873 della Guardia Costiera di Crotone, intercettava, alla foce del fiume Neto, un peschereccio della marineria locale intento a pescare con un attrezzo da pesca non consentito, precisamente una rete di tipo “sciabica”. Il peschereccio, alla vista della Motovedetta della Guardia Costiera, lasciava la rete in mare e fuggiva via. Poco dopo, probabilmente dopo aver capito di essere stato ben identificato e visti i militari intenti al recupero della rete, il Comandante del motopesca tornava sul punto e decideva di collaborare. La rete, infatti, veniva salpata del tutto e il peschereccio, dopo essere stato dapprima ispezionato, accertando che a bordo non vi era più traccia di un eventuale pescato, veniva scortato fino al Porto di Crotone. L’attrezzo da pesca, utilizzato e detenuto a bordo, risultava essere non solo non autorizzato in quanto non presente sulla Licenza di Pesca, ma neanche consentito poiché non conforme alla normativa vigente. L’attrezzo era infatti una rete da pesca di tipo “sciabica” della lunghezza di circa 100 metri lineari e comprensiva altresì di sacco, ovvero una rete con maglie molto piccole e fitte come una sorta di “velo”. In conseguenza dell’illecito amministrativo riscontrato, i militari della Guardia Costiera hanno proceduto a redigere il previsto processo verbale per la detenzione a bordo di attrezzi da pesca non autorizzati né consentiti e a sequestrate la rete, del valore di circa 3.000 euro, in violazione del D.lgs n.04/2012 in materia di pesca. La sanzione amministrativa, prevista per tale tipologia di violazione, va da un minimo edittale di euro 2.000 ad un massimo di 12.000 ed è previsto, altresì, quale sanzione accessoria la confisca dell’attrezzo da pesca. E’ utile evidenziare che, per tali violazioni in materia di pesca, è prevista, altresì, quale sanzione accessoria, la redazione di un verbale di applicazione punti per infrazioni gravi sia al Comandante del Motopesca che al titolare della Licenza di pesca. L’intento di questo nuovo sistema di licenze di pesca a punti, introdotti dal 2012, è quello di scoraggiare la commissione di infrazioni e quindi garantire un maggior rispetto delle regole, introducendo, a seconda dei punti di penalità assegnati, l’istituto della sospensione della licenza di pesca, delle funzioni di comandante e, nei casi più gravi, la revoca definitiva della licenza di pesca. L’obiettivo dell’operazione è stato quello di tutelare le risorse biologiche ed in particolare le specie ittiche allo stadio giovanile come il cosiddetto “bianchetto”, la cui pesca è completamente vietata dalle normative vigenti poiché produce conseguenze negative sul ripopolamento ittico dei mari. Tale attività fa seguito a diverse operazioni di polizia marittima finalizzate a contrastare la pesca illegale, l’ultima delle quali condotta in data 01 aprile che ha portato ad una altro sequestro della stessa tipologia di rete e alla denuncia penale, a seguito di pesca di novellame di sarda, del Comandante dell’unità.

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