A guardare le tragiche immagini che arrivano da Lampedusa viene lo sconforto.

Ciò che è accaduto nel corso della notte con il naufragio del barcone dei migranti, a circa mezzo miglio dell’Isola dei Conigli, rappresenta una sconfitta per l’intera società. Non si tratta di individuare i colpevoli, ma di comprendere che la triste vicenda ha radici molto più profonde nel mondo in cui viviamo. Centinaia di persone sono cadute in acqua, tra le quali una trentina di bambini e tre donne incinte. La Guardia costiera al momento ha recuperato 94 cadaveri. Secondo le ricostruzioni sul barcone viaggiavano circa 500 persone. Il barcone si è rovesciato a poca distanza dalla riva e ha preso fuoco. L’allarme è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona. Alcuni superstiti hanno dichiarato che il barcone ha preso fuoco. In effetti, sul barcone, appena arrivati in prossimità dell’isola, alcuni naufraghi hanno acceso un fuoco, incendiando una coperta, per farsi notare. Purtroppo, il ponte era sporco di benzina, quindi in pochi attimi il barcone è stato avvolto dalle fiamme. Molti si sono lanciati in acqua tra le urla, mentre la barca si capovolgeva. Uno spettacolo terrificante. Ancora di più se si pensa che, come hanno raccontato i migranti, alcuni motopesca, due o tre, sono passati e sono andati avanti senza portare aiuto. Questo è quello che hanno riferito. Laddove fosse vero il racconto, bisognerà fare luce su questo triste aspetto. Non è possibile tale indifferenza. Sono saltati nella vicenda tutti quei valori di fraternità, che dovrebbero essere alla base della vita di tutti i giorni. Una vera vergogna. Speriamo sia l’ultima volta che capita. Nicola Campoli

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